Coppettazione: Cos’è e Come Funziona la Tecnica del Cupping

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Cos’è

La coppettazione, o cupping, è un’antica tecnica terapeutica appartenente alla medicina tradizionale cinese. Si basa sull’utilizzo di alcune coppette, fatte aderire alla pelle del corpo in punti precisi per alleviare svariati disturbi, dalle affezioni dolorose alla cellulite. È una metodica molto conosciuta in Oriente, che da qualche anno si è diffusa anche in Europa e Stati Uniti.

Prima di approfondirne le proprietà, va detto che la coppettazione è una forma di medicina alternativa, la cui efficacia, tuttavia, non è mai stata provata. Infatti, non vi sono evidenze scientifiche dei benefici di questa pratica per la salute e il benessere dell’organismo; al contrario, sono piuttosto noti i casi di effetti negativi della coppettazione, se praticata da personale improvvisato e poco esperto.

Tuttavia, l’interesse nei confronti di questa terapia sta aumentando considerevolmente e una ricerca del 2016 afferma che, per quanto necessiti di studi ulteriori, la coppettazione sembra in grado di ridurre il dolore osteomuscolare.

Curiosità

La coppettazione è diventata famosa soprattutto grazie a grandi sportivi americani, del calibro di Michael Phelps, Natalie Coughlin e Alexander Naddour, che l’hanno pubblicizzata nei propri profili social o ne hanno “mostrato i segni” durante importanti competizioni internazionali (ad esempio le Olimpiadi).

Caratteristiche

La coppettazione appartiene, con la moxibustione e l’agopuntura, alle cosiddette pratiche terapeutiche esterne della medicina cinese; quelle cioè che agiscono sull’energia vitale dell’organismo dall’esterno verso l’interno.

Deriva il proprio nome dagli strumenti di cui si serve: particolari coppette in vetro, ceramica o bambù, applicate sul corpo mediante la tecnica del sottovuoto o vacuum. Per capirci, si priva la coppetta dell’aria in modo che aderisca come una ventosa alla pelle, risucchiandola parzialmente al suo interno.  

Secondo la tradizione, le coppette vengono applicate sulle zone riflesse del corpo; quei punti cioè che si collegano energicamente a organi interni specifici e che vengono sfruttati anche in agopuntura o in riflessologia. Per saperne di più leggete il nostro articolo sulla riflessologia plantare.

La sua finalità, dunque, è quella di ristabilire l’equilibrio energetico tramite la stimolazione della circolazione sanguigna e linfatica. Il principio richiama in qualche modo la teoria umorale, secondo la quale la mancanza di bilanciamento tra gli umori (bila gialla, bile nera, flegma e sangue) comporterebbe uno stato di malattia. Allo stesso modo, la coppettazione serve a contrastare il ristagno dei fluidi corporei, favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle tossine, nonché i blocchi circolatori o linfatici.

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Origini

Sembra che la coppettazione fosse una tecnica attestata già ai tempi degli antichi egizi e delle popolazioni nomadi del deserto del Sahara. Tuttavia, fu Ippocrate intorno al 400 a.C. a definire le basi teoriche e pratiche per un corretto utilizzo della metodica.

Sebbene la pratica si sia poi profondamente radicata nella medicina tradizionale cinese, essa veniva usata anche in India, Corea, Vietnam, Sud America e persino nelle comunità ebraiche dell’est europeo.

Alcuni sostengono che sia stato l’uso eccessivo e improprio operato durante il Medioevo a screditare l’efficacia della coppettazione. La sua diffusione in Occidente, agli inizi del ‘900, si deve molto probabilmente al medico austriaco e storico della medicina, Bernhard Aschner, esperto delle teorie umorali di Ippocrate, Galeno e Paracelso.

Curiosità

La coppettazione viene descritta anche da George Orwell in un suo saggio del 1946, How the Poor Die (Come muoiono i poveri).

Benefici

Secondo la medicina cinese, la coppettazione è la terapia ideale contro tutti i disturbi causati dal freddo e dall’umidità: difficoltà respiratorie, sindromi dolorose e disturbi dell’apparato gastrointestinale.

Tuttavia, il suo utilizzo viene ritenuto efficace anche nel trattamento di:

  • Raffreddore, asma, polmonite, bronchite;coppettazione
  • Contratture, crampi e dolori muscolari;
  • Mal di schiena;
  • Sciatica;
  • Crampi mestruali;
  • Mal di testa o emicrania;
  • Problemi digestivi;
  • Diarrea;
  • Stanchezza e spossatezza;
  • Ansia e depressione.

Di recente, la coppettazione è divenuta un trattamento di elezione anche per contrastare ritenzione idrica e cellulite. Per conoscere altre terapie efficaci, leggete qui.

Va tenuto presente che la coppettazione, come molte tecniche di medicina alternativa, dovrebbe essere inserita all’interno di un percorso terapeutico più ampio. In genere, si tratta di metodiche che includono anche una serie di accorgimenti legati ad alimentazione, esercizio fisico, meditazione e stile di vita. È inutile, infatti, curare una gastrite per poi sfondarsi di fritti a pranzo e a cena.

Curiosità

Si sta diffondendo sempre di più anche l’impiego della coppettazione sulla cute del viso come terapia anti-age, mediante speciali coppette appositamente pensate per questa zona delicata.

Trattamento

La coppettazione deve essere praticata da un operatore esperto, onde evitare di incorrere in effetti collaterali piuttosto spiacevoli. Inoltre, può essere eseguita solo a margine di una valutazione accurata del paziente e degli eventuali disturbi da trattare. A seconda del risultato, infatti, l’operatore saprà in quali punti collocare le coppette.

I vasetti per il cupping, inoltre, vanno applicati perpendicolarmente alla superficie cutanea, su pelle sana e rasata, e vanno lasciati in sede per circa 5-10 minuti, e comunque non più di 15. Il materiale delle coppette dipende dalla scelta dell’operatore, che in genere ne applica da 3 a 5.

Spesso la coppettazione viene eseguita in associazione ad agopuntura o massaggio linfatico, sempre a seconda delle esigenze di chi vi si sottopone.

Tipologie

In base alla tecnica usata per collocare le coppette possiamo distinguere tra:

  • Coppettazione a caldo: si accosta una fiamma all’interno del vasetto per privarlo dell’ossigeno; in questo modo, una volta posizionato sulla pelle avverrà la classica suzione. In genere si impiega un fiammifero o un bastoncino che viene poi rapidamente spento e avvicinata la coppetta alla pelle per non perdere l’effetto aspirante. Altre tecniche prevedono l’utilizzo di sostanze infiammanti, come l’alcol, lasciate sotto la coppetta su supporti appositi per spegnersi una volta consumato tutto l’ossigeno. Queste metodiche, tuttavia, sono sempre meno utilizzate per la facilità con la quale si può incorrere in ustioni della pelle.
  • Coppettazione a freddo: molto più diffusa, questa tecnica prevede l’impiego di particolari vasetti dotati di valvole e pompa meccanica per l’aspirazione dell’aria contenuta. In questo caso l’effetto è più dolce, sicuro e controllato.

Per quanto riguarda, invece, il trattamento vero e proprio, si considerano diverse tipologie di coppettazione.

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La coppettazione statica

Questa pratica prevede il posizionamento delle coppette nei punti selezionati dall’operatore per poi lasciarle agire senza spostarle. Anche in questo caso, tuttavia, avremo due varianti della coppettazione:

  1. Bagnata: nel punto scelto per l’applicazione della coppetta viene eseguita una leggera incisione, dalla quale, una volta riposizionato il vasetto, uscirà una moderata quantità di sangue. La pelle viene poi disinfettata e medicata. Tale pratica di purificazione sembra risalire al profeta Maometto ed è diffusa ancora oggi nel mondo mussulmano.
  2. Secca: definita anche asciutta, è la tecnica più diffusa e consiste nella sola applicazione statica delle coppette senza ricorrere a tagli.

Curiosità

Durante il XV secolo, in Finlandia, la coppettazione bagnata era praticata nelle saune per mezzo di vasetti ricavati dalle corna di mucca.

La coppettazione dinamica

La coppettazione dinamica o mobile si svolge mediante lo spostamento dei vasetti sulla superficie cutanea, lungo i cosiddetti meridiani energetici che trasportano il Qi, o energia vitale appunto. Questa rete di canali è fondamentale nelle pratiche terapeutiche orientali, come abbiamo già accennato nel nostro pezzo sul massaggio shiatsu.

Al fine di muovere le coppette senza escoriare la cute, si utilizzano degli oli a scelta tra olio di sesamo, di cocco o d’oliva, che avranno anche il pregio di nutrire la cute.

Questa tecnica è particolarmente indicata per il trattamento di depressione, ansia o insonnia poiché il movimento esercita un’azione rilassante sia sul corpo che sulla psiche. Questa variante, infatti, è quella che in genere accosta la coppettazione alla pratica del massaggio.

Approfondimento
Coppettazione e Cellulite

Dalla pratica terapeutica si è formata quella prettamente estetica, eseguita sia in cliniche che centri estetici, ma di recente disponibile anche per l’uso domestico. I vantaggi di questa metodica risiedono nella sua profondità di azione nonostante la totale assenza di invasività. La coppettazione, inoltre, va ad agire proprio sulla causa principale del tanto odiato inestetismo, ovvero il microcircolo.

Benefici

La coppettazione applicata alla cellulite avrà i seguenti benefici:

Riattivazione del microcircolo;

Drenaggio dei liquidi in eccesso;

Riduzione della ritenzione idrica;

Maggiore ossigenazione dei tessuti;

Diminuzione dei gonfiori.

Nelle cliniche, la coppettazione si è evoluta in vacuum-terapia e si utilizzano dei dispositivi particolari nei quali le coppette sono collegate a generatori di pressione negativa elettronici. Trovate tutti dettagli in questo articolo.   

Coppette anticellulite

Per quanto riguarda invece la coppettazione casalinga, essa si presenta come un modo semplice ed efficace per combattere la cellulite, comodamente dal proprio divano. A differenza degli strumenti in vetro dei centri estetici, abbiamo in questo caso delle coppette in silicone che vanno schiacciate sulla punta prima di essere appoggiate alla cute. In questo modo le si priva dell’aria rendendo possibile l’effetto di risucchio. La tecnica usata in questo caso è quella mobile e la pelle deve essere lubrificata con un olio da massaggio per favorire lo scorrimento della coppetta. I movimenti vanno alternati tra verticali, orizzontali e circolari, coprendo tutta l’area interessata dalla cellulite. Inizialmente, l’operazione va eseguita almeno 3-4 volte a settimana per poi ridurre la frequenza a 1-2 “sedute” di mantenimento.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Come abbiamo ripetuto più volte, la coppettazione è una tecnica delicata che va eseguita da personale esperto onde evitare ripercussioni negative sulla pelle e sull’organismo in generale.

L’effetto collaterale evidente di questa pratica è il livido rosso-violaceo che rimane sulla pelle soprattutto in seguito a coppettazione statica. Si tratta, tuttavia, di una condizione transitoria che tende a scomparire in breve tempo. Nel caso di coppettazione a caldo, inoltre, vi è il rischio concreto di riportare ustioni qualora l’operatore non sia un professionista.

Si sconsiglia di sottoporsi a tale metodica in caso di eccessiva magrezza o obesità, malattie ematiche, grave astenia o spossatezza e nelle malattie croniche consuntive. Allo stesso tempo è preferibile non procedere con la coppettazione in presenza di pelle flaccida, psoriasi, vene varicose, ulcere cutanee, ferite o ossa sporgenti.