Acqua, elemento dal potere taumaturgico

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Oggi parliamo di cure idropiniche, a riprova di come l’ acqua sia realmente l’alfa e l’omega, persino quando parliamo di bellezza e benessere. Per apprezzarla pienamente, tuttavia, dobbiamo imparare a non sprecarne neppure una goccia.

Che l’ acqua sia il fluido della vita, non è una novità. Eppure, nel ricco mondo industrializzato, ce ne ricordiamo ad intermittenza. In alcuni casi, non solo giungiamo a darla per scontata (salvo forse il 22 marzo, giornata internazionale dedicata), ma a ritenere che in fondo non valga nemmeno la pena annoverarla fra i trattamenti di bellezza.

D’altra parte, con un gesto ruotiamo la manopola o alziamo una leva. E lei si fa trovare lì. In altri casi, una fotocellula addirittura ci dispensa dallo sforzo. In tutti i casi, abbiamo acqua in abbondanza per bere, cucinare, lavare e pulire. Ne riversiamo a tonnellate nei canali di scolo… e ne sprechiamo ancora troppa, in barba a chi non ne ha.

Acqua e purezza

Ora, sin dalle epoche più lontane, l’acqua risulta associata direttamente alla simbologia della purificazione. Pensiamo solo ai rimandi che il fiume Lete aveva nella mitologia Greca. L’acqua e la catarsi. 

Oggi questo benessere è a portata di rubinetto. Ma non tutte le acque sono uguali. E questo è innegabile. Il benessere passa per l’acqua che beviamo, scorre nella fattispecie dell’ acqua in cui è possibile paludarsi beatamente e dimora in quella che è possibile inalare.

Tratteggiamo allora una breve panoramica in materia.acqua

 Acque oligominerali, mediominerali e minerali

Principiamo il nostro excursus sui trattamenti idropinici proponendo una  prima distinzione delle acque in tre macro-categorie. Notiamo pertanto le oligominerali, le mediominerali e le minerali.

Oligominerali

Le acque appartenenti alla prima tipologia sono impiegate in particolare per la calcolosi o l’infiammazione delle vie urinarie. Il residuo fisso pari o inferiore a 200 mg/l e l’apporto molto basso di Sali minerali ne fanno quindi un ausilio di rilievo anche per il contrasto delle patologie croniche come nefriti, ipertensione, insufficienza renale e scompensi cardiaci. In quanto ipotoniche, combattono infatti la ritenzione idrica facilitando la diuresi.

Se ne consiglia generalmente l’assunzione pari 2 litri al giorno.

Mediominerali

Abbiamo dunque le acque mediominerali, le quali – con una concentrazione media di Sali minerali ed un residuo fisso oscillante fra i 500 ed i 1000 mg/l si dimostrano particolarmente adatte a contrastare il diabete e trattare l’osteoporosi.

Mineraliacqua

E giungiamo così alle acque minerali, più propriamente da catalogare in base alla loro tipicità.

Incontriamo a questo modo le alcaline, ad alto potere idratante e da preferire in caso di patologie infiammatorie a carico della pelle (in alternativa ripiegare sulle sulfuree), artriti, cefalee, alterazioni della circolazione.

Seguono le acque minerali ricche in anidride carbonica, definite acidule, e nei fatti indicate per la gastrite e agevolare i processi digestivi.

Le acque calciche prevengono l’osteoporosi, in quanto ricche di calcio. Ad ogni modo se ne sconsiglia un consumo eccessivo, salvo prescrizione medica in menopausa o gravidanza.

Per chi soffre di calcoli biliari o disturbi gastrointestinali bene invece acque ricche di bicarbonato di sodio (bicarbonate).

Contro la cellulite invece, ottimi i bagni o le inalazioni con acque carboniche

Allo scopo di combattere la stitichezza, dunque in ragione del loro blando effetto lassativo, ottime le acque magnesiche, così come possono costituire un valido rimedio alle carenze di ferro, disfunzioni tiroidee o problematiche ginecologiche le acque ferruginose (specie mediante fanghi e bagni).

Da ultime, siamo a richiamare le acque solfate (o marine, ricche di iodio) per sinusiti, laringiti o in generale affezioni alle vie respiratorie; e le clorurate specifiche per fegato e reni.acqua

Di più sull’ acqua…

Per gli sportivi meglio dunque optare per un’ acqua mediominerale; sarà così possibile reintegrare i Sali minerali perduti con la sudorazione senza dover per forza rivolgersi ad un integratore. Per l’anemico, acque di tipo ferruginoso, mentre per chi reca alti valori di colesterolo acque salso-fosfate. Agli ipertesi, acque povere di sodio, mentre per quanti soffrono di gotta o iperuricemia al pari bene le acque minimamente mineralizzate (sino a 3 litri al giorno).

Per chi vuole perdere peso o scongiurare la ritenzione idrica, o in alternativa per diluire il latte in polvere nell’alimentazione neonatale, la più indicata resta invece l’acqua oligominerale.

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