Riflessologia plantare, una risposta olistica

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Il piede come mappa del corpo: alla giusta pressione, un peculiare beneficio

La riflessologia plantare si esprime molto chiaramente: il nostro corpo è un unicum. Perciò, la mano non è disgiunta dal piede o l’occhio dal ventre, esattamente come l’identità dell’albero non è sezionabile rispetto alle radici che saldano il fusto al terreno e dai rami che ne proiettano al cielo l’espressione.

Se la metafora è passata, in parte avrete già afferrato il principio fondante la “scienza” delle zone riflesse.

D’altro canto, senza obbligatoriamente scomodare i principi orientali e le vie del chakra – l’architettura filosofica consistente nell’individuare flussi di energia che percorrono l’intero corpo umano e presiedono alle funzioni dell’organismo -, è noto persino a noi occidentali, a noi che fra tutte le culture siamo la più restia ad accordare peso all’imponderabile (al non misurabile, leggibile agli schemi scientifici), che la salute dei piedi e il loro benessere vanta poi importanti e decisive ripercussioni a livello psicologico.

Il passo e il corpo

In altre parole, tutti sappiamo che il passo influenza l’umore più di quanto siamo disposti a concedere. Un callo, un’unghia incarnita o più semplicemente una ferita, una lieve distorsione o un paio di scarpe strette riescono a veicolare una condizione di limitazione percettiva unica nel suo genere. In primis, dacché la postura è influenzata dall’appoggio al terreno della pianta del piede e al nostro fare corrisponde l’approccio alla quotidianità.

Da ultimo, come non richiamare i luoghi dell’immaginario che stanno alla base delle rappresentazioni della libertà? Le ali ai piedi, la pesantezza del corpo che si libra in volo, o molto più semplicemente il disfarsi delle scarpe e correre sulla sabbia, nell’erba.

Indubbiamente, i piedi rivestono un ruolo di primo piano non solo sul piano motorio ma emotivo. Il benessere come stato generale dell’identità indissolubile fra mente-corpo, perciò non come mera condizione di non-malattia, passa anche attraverso di loro.

Ora, sebbene non sia stato introdotto nessun principio scientifico a giustificazione di quanto detto, in molti concorderanno con noi. E se dunque il piede è così importante, per quale motivo non concedergli un trattamento che dunque si spinga ben al di là del pratico e contingente sollievo?

In una parola, perché non ipotizzare di rivolgersi alla riflessologia plantare?

L’olistica

Trattasi, nella sostanza, di un approccio al corpo che fa capo ad una teoria medica ben precisa: l’olistica. Il principio che anima questo stile fa capo alla convinzione secondo cui il benessere non è meramente uno stato del corpo ma una condizione della mente. In ultima analisi, la medicina olistica ricerca la quiete ed il rilassamento della psiche affinché il corpo possa a sua volta trarne vantaggio.

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Fig.1

Come opera dunque la riflessologia plantare?

Il principio è tanto semplice quanto frutto di una tradizione millenaria: a ciascuna area del piede corrisponde un organo, individuato in base a flussi d’energia continua che scorrono nel nostro corpo, e pertanto a ciascuno stile di manipolazione – articolatosi lungo una di quelle molteplici autostrade energetiche -, ossia in funzione della pressione modulata su un certo quadrante plantare, è relato un effetto benefico all’organo e alla sua funzione. 

Figurativamente, dobbiamo immaginarci il piede come una sorta di arcaica, millenaria pulsantiera, la tastiera di un pianoforte. A ciascun bottone coincide una rete di fili sommersi, una ragnatela di impulsi che, attivati dalla pressione, risuonano nell’oscurità sino a relazionarsi con un organo collocato altrove, investendolo positivamente e secondo una certa armonia.

Lo specialista, nel concreto, si prefigge di esercitare una pressione profonda sulla base di uno schema codificato, ovvero in base ad una vera e propria mappa che riproduce il corpo umano attraverso le sue componenti essenziali e vitali, occhi, intestino, reni, polmoni, cuore… cosicché indirettamente si possa raggiungere l’altrimenti irraggiungibile (se non con strumenti invasivi).

Efficacia “reale” o effetto placebo?

Ovviamente, ci teniamo a specificare come la riflessologia occidentale non debba essere intesa a sostituto della pratica medica tradizionale. In altre parole, non dovremmo investirla di un ruolo più grande di quello che pur ha, a dispetto dei detrattori. Non è questione di scetticismo, o di malafede, quanto semmai di onestà intellettuale e di responsabilità verso chi legge.

Da un lato, siamo certi del fatto che il massaggio plantare apporterà importanti benefici al vostro benessere complessivo – persino in assenza di disturbi specifici o patologie -, ma da un altro ci è difficile ipotizzare che la miopia (per esempio) possa essere attenuata stimolando semplicemente la regione collocata al di sotto dell’illice, o altre malattie gravi nella totale assenza di farmaci.

In breve

Se per un verso è sbagliato e ingeneroso tacciare di esotismo new-age la pratica della riflessologia plantare, dall’altro è sempre bene ponderare le proprie scelte e non abbandonarsi ciecamente a certa retorica ciarlatana che vende a soluzione ciò che non può esserlo, specie facendo leva sulla disperazione del paziente.

riflessologia plantare

In conclusione, l’arte orientale della riflessologia donerà certamente i suoi benefici, tutto ciò che l’esperienza ed i secoli hanno maturato per voi, ma lo faranno coadiuvando la terapia medica tradizionale.

L’equilibrio della persona, d’altra parte, è un’alchimia a più fattori e va ricercato attraverso approcci molteplici. Molteplicità però, e qui sta il punto, se per un verso è sinonimo di eterogeneità, non altrettanto lo è di intercambiabilità. Non tutti gli approcci medici esistenti possono fare al caso vostro. Pertanto, vi consigliamo sempre un preliminare colloquio con il medico di fiducia. Qualora si tratti di stress, dunque qualora la diagnosi collochi alla base dei vostri disturbi la componente emotiva, allora – fra le altre accortezze – noi vi suggeriamo di contemplare il massaggio plantare. La manipolazione libererà endorfine e giocoforza concorrerà a riequilibrare la funzione delle ghiandole endocrine.

Gli stati tensivi e stressanti hanno le ore contate, insomma!

Principali benefici

Gli esperti in materia sostengono che la manipolazione plantare risulta utile per coloro i quali siano interessati da fenomeni di colite e stipsi, pertanto di preoccupazioni emotive somatizzate, così come da quanti siano gravati da fenomeni infiammatori, emicranie, ipertensione, dolori passeggeri a livello muscolare (perciò tensivo) o disturbi del sonno e intendessero affiancare alle tradizionali terapie altresì la metodica della riflessologia plantare.

I costi della riflessologia plantare

Normalmente vi verrà consigliato un ciclo di trattamento suddiviso in più sedute dilazionate nel tempo. Di norma il costo del singolo trattamento si aggira fra i 20 ed i 50 euro per 60 minuti.

 

Immagini:

Fig.1: (13:56). https://youtu.be/i–JNeLKvpg

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