Massaggio Pindasweda, rilassante e antinfiammatorio

massaggio pindasweda

Il potere curativo dei sacchetti di erbe

Vista la tipica frenesia che precede le feste, non c’è nulla di meglio di un buon massaggio per rilassarsi e staccare la spina. A maggior ragione se consideriamo il freddo di questo periodo e i suoi effetti sul nostro corpo in termini di tensione e rigidità. In particolare, il massaggio Pindasweda è l’ideale per riscaldare le articolazioni, attenuare i dolori e sciogliere i muscoli contratti.

Il massaggio Pindasweda

Il massaggio Pindasweda appartiene alla tradizione ayurvedica e impiega sacchettini di erbe caldi da applicare sul corpo secondo necessità. Il suo nome deriva dal sanscrito ed è composto da Pinda, che significa tampone, e Sweda, che rimanda alla sudorazione. Si tratta dunque di una pratica che aiuta il corpo a sudare per mezzo di boli di erbe, strofinati, frizionati o anche solo appoggiati su varie aree del corpo.

I sacchettini vengono preventivamente riscaldati mediante bagni di vapore o immergendoli direttamente in un olio caldo. Il calore, infatti, permette ai principi attivi di sprigionarsi e ai pori della pelle di dilatarsi per accoglierli.

Il trattamento dura circa 40 minuti ed è suddiviso in vari passaggi, per ognuno dei quali la temperatura dei sacchettini aumenta. Sarà l’operatore a stabilire le zone e le modalità di impiego dei tamponi, in base alla problematica da trattare.

Benefici del massaggio Pindasweda

Oltre che per rilassarsi, il massaggio Pindasweda può essere utilizzato in risposta ad una serie di disturbi, quali:

  • Dolori reumatici;
  • Contratture muscolari;
  • Rigidità articolare;
  • Cervicalgia;
  • Artrite o artrosi;
  • Ritenzione idrica e cellulite.

Questo massaggio, dunque, è adatto al trattamento di stati nervosi e dolorosi di vario tipo. Favorisce inoltre la circolazione sanguigna e linfatica, riducendo i gonfiori e aiutando ad eliminare le tossine e a purificare la pelle.

La preparazione dei sacchettini

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I boli impiegati nel massaggio Pindasweda vengono realizzati con fibre naturali al cui interno sono raccolte erbe sbriciolate, spezie, cereali o farine di varia natura. La scelta degli “ingredienti” dipende sia dal disturbo che dalle caratteristiche corporee della persona, secondo la distinzione ayurvedica in Vata, Pitta e Kapha. Online è possibile trovare anche svariate ricette fai da te che tengono conto di questa tripartizione.

La tradizione orientale, com’è naturale, fa uso di erbe e spezie tipiche del proprio territorio, come il cumino, lo zenzero, il cardamomo e il riso. Tuttavia, la naturopatia consiglia sempre l’impiego di prodotti legati alla propria terra, per incrementare l’efficacia del trattamento.

Nascono così versioni europee del massaggio Pindasweda, che prevedono l’utilizzo di piante ed erbe nostrane; in particolare il rosmarino ad azione antinfiammatoria, la camomilla per il rilassamento, e malva e tiglio con proprietà lenitive.

Controindicazioni

Il massaggio Pindasweda è sconsigliato in caso di gravidanza, disturbi digestivi, ulcere, asma, diarrea, infiammazioni della cute, intossicazione o traumi al torace.