Linfodrenaggio contro la cellulite e non solo…

linfodrenaggio

Aiutare il proprio corpo a stare bene

Il linfodrenaggio, o drenaggio linfatico, è una sorta di massaggio specifico per favorire lo smaltimento di liquidi e scorie dal nostro organismo. Nonostante sia eseguito manualmente (DLM) da fisioterapisti, medici o anche estetiste, deve seguire delle particolari indicazioni per non rischiare di danneggiare, invece che stimolare, il sistema linfatico. È particolarmente indicato in caso di cellulite e linfedemi.

Sistema linfatico

Per comprendere meglio le tecniche e le applicazioni del linfodrenaggio, è necessario conoscere il funzionamento del sistema linfatico. Esso presenta numerose similitudini con il sistema circolatorio; è infatti costituito da vasi e capillari nei quali scorre la linfa, un liquido chiaro che circola negli spazi interstiziali tra le cellule. La linfa raccoglie sia le sostanze nutritive, quali zuccheri, vitamine e sali minerali, sia i materiali di scarto prodotti dal metabolismo cellulare. Contiene inoltre un discreto numero di lipidi, poche proteine e nessun globulo rosso.

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Fig.1: Il sistema linfatico

Lungo i condotti linfatici troviamo i linfonodi o gangli linfatici, delle speciali “trappole” che filtrano la linfa per eliminare le sostanze nocive e gli eventuali batteri. A questo scopo nei linfonodi vengono immagazzinate speciali cellule difensive, i linfociti, che tramite la linfa possono essere trasportati dove ve ne sia più bisogno. Ulteriori organi di depurazione e smaltimento delle scorie trasportate dalla linfa sono i polmoni, il fegato e i reni. Una volta purificata, la linfa viene rimessa in circolo nel sangue attraverso il dotto linfatico, situato nella parte superiore del petto.

Gli organi specifici del sistema linfatico sono il midollo osseo, le tonsille, il timo e la milza, che producono linfociti e filtrano la linfa.

È evidente quindi che il sistema linfatico svolge numerose e importantissime funzioni:

  • Riporta in circolo le sostanze nutritive filtrate dai capillari sanguigni;
  • Compartecipa al metabolismo dei grassi;
  • Si occupa di bloccare e distruggere gli agenti patogeni infiltratisi nell’organismo;
  • Drena i liquidi in eccesso.

Malfunzionamento del sistema linfatico

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Fig.2: Linfedema

Qualora la funzione drenante del sistema linfatico non operi correttamente si assiste ad una stasi dei liquidi nei tessuti che si accumulano provocando un gonfiore anomalo (edema). Il danneggiamento del sistema linfatico può essere causato da vari fattori:

  • Traumi: possono essere conseguenti a un urto, a una lesione sportiva o a un qualsiasi incidente. Il vaso linfatico si rompe e in questo modo il flusso della linfa viene interrotto e si riversa nei tessuti. È particolarmente frequente nelle ginocchia e nelle articolazioni.
  • Occlusione: spesso i vasi linfatici risultano ostruiti a causa di un parassita, di un tumore (linfoma) o in seguito ad un intervento chirurgico. In caso di tumore i vasi linfatici possono essere rimossi per eliminare le metastasi linfonodali.
  • Infiammazioni: dei vasi linfatici (linfangiti) o dei linfonodi (linfoadeniti) che si gonfiano in presenza di virus e batteri per l’eccessivo sforzo di contrastarli.

Questi fattori possono causare danni più o meno gravi al nostro organismo tra i quali la cellulite ma soprattutto il linfedema, un ristagno esagerato di liquidi, generalmente agli arti inferiori, che si traduce in un rigonfiamento spropositato dell’arto in questione e in un ispessimento della cute.

Cenni storici

Lo studio del sistema linfatico comincia già nell’antica Grecia, ma si deve attendere il 1600 circa perché l’occidente cominci a prenderlo seriamente in considerazione e a realizzarne l’importanza. Il primo a concepire la possibilità di stimolare il flusso della linfa attraverso un massaggio fu un chirurgo austriaco, von Winiwarter, che fornì in qualche modo le basi per lo sviluppo della tecnica utilizzata anche oggi. A idearla, negli anni Trenta del Novecento, fu un fisioterapista danese, Emil Vodder, che ne testò la validità su pazienti affetti da sinusite e catarro cronico, riuscendo a migliorarne notevolmente le condizioni.

La metodica venne presentata al pubblico a Parigi nel 1936 e, nonostante le perplessità del mondo scientifico nei confronti di una pratica non concepita da un medico, riscosse un discreto successo e si diffuse rapidamente. La tecnica, che porta il nome del suo fondatore, è oggi riconosciuta dalle principali società scientifiche di flebolinfologia e sono state create delle scuole specializzate nell’insegnamento del linfodrenaggio con metodo Vodder.

Funzioni del linfodrenaggio

Il drenaggio linfatico serve per stimolare la circolazione della linfa, drenando i liquidi in eccesso e garantendo quindi ai tessuti una corretta ossigenazione. In base a quanto visto finora possiamo affermare che le principali funzioni del linfodrenaggio sono:

  1. Favorisce la circolazione linfatica impedendo il ristagno dei liquidi e quindi contrastando gonfiori, edemi e cellulite. L’effetto è di depurazione dell’organismo e leggerezza degli arti.
  2. Contribuisce al rilassamento muscolare e del sistema nervoso grazie a movimenti lenti e dolci (effetto simpaticolitico e analgesico).
  3. Stimola il microcircolo e pertanto incrementa l’ossigenazione dei tessuti e migliora la cicatrizzazione.
  4. Incrementa il trasporto dei linfociti alle varie stazioni linfonodali contribuendo a rafforzare il sistema immunitario.

Applicazioni

Il drenaggio linfatico manuale, usato come tecnica elettiva o come trattamento complementare, può contribuire a trattare svariate patologie.

In medicina estetica:

  • Cellulite;
    linfodrenaggio
    Fig.3: Linfodrenaggio
  • Gonfiore degli arti dovuto a gravidanza o a scarso movimento;
  • Perdita di elasticità cutanea;
  • Edemi conseguenti a interventi di chirurgia estetica;
  • Prima di trattamenti estetici di tipo infiltrativo.

In medicina generale:

  • Linfedemi primari o secondari;
  • Infiammazioni croniche delle vie respiratorie;
  • Cervicalgie e lombalgie;
  • Cattiva cicatrizzazione (diabete);
  • Ristagno di liquidi in seguito a fratture.

Caratteristiche

Quando si parla di massaggio l’opinione comune è che si tratti di un’operazione piuttosto semplice. In questo caso non c’è nulla di più sbagliato. Per effettuare un linfodrenaggio in modo corretto è necessario padroneggiare una tecnica molto precisa e piuttosto complessa. Pertanto è bene assicurarsi che la persona scelta per praticarla sia uno specialista, che ha superato il corso apposito e che la pratica in modo appropriato. Il drenaggio linfatico manuale infatti prevede:

  1. Precise manovre da eseguire nella giusta sequenza, con movimenti specifici a seconda della tecnica che si vuole praticare e della zona del corpo da trattare. È quindi importante conoscere molto bene il sistema linfatico e tutti i suoi snodi.
  2. Un ritmo di massaggio molto lento che segue il battito cardiaco e il movimento della circolazione linfatica.
  3. La pressione manuale deve essere regolata in modo da risultare leggera, senza provocare né rossori né dolore. I vasi del sistema linfatico sono infatti molto sottili e un’eccessiva compressione potrebbe provocarne la rottura con un conseguente peggioramento della condizione del paziente.
  4. È preferibile non utilizzare creme e olii per non rischiare che le mani possano scivolare e quindi eseguire movimenti bruschi o errati.
  5. Il drenaggio deve essere eseguito a partire dalle zone prossimali (collo e tronco) per poi arrivare a quelle distali (arti) in modo da seguire il naturale decorso linfatico.

Tecniche

Il linfodrenaggio può essere eseguito secondo due metodiche:

  1. Metodo Vodder: si basa su 4 movimenti precisi:
    • Cerchi fermi: movimenti circolari eseguiti nello stesso punto o a spirale, ideali per viso, collo e linfonodi;
    • Tocco a pompa: eseguito solo con l’ausilio dei palmi è indicato per le zone curve di gambe, braccia e fianchi;
    • Movimenti erogatori: realizzati tramite la rotazione del polso su gambe e avambracci;
    • Movimenti rotatori: comprendono la rotazione sia della mano che del polso e vengono utilizzati principalmente su petto, schiena e addome.
  2. Metodo Leduc: consta di 2 manovre abbinate ad un bendaggio compressivo finale:
    • Manovra di richiamo: stimola la contrazione dei vasi a valle dell’area da drenare in modo da liberare il passaggio;
    • Manovra di assorbimento: facilita la penetrazione dei liquidi stagnanti nei vasi linfatici perché vengano drenati.

Trattamento

 

linfodrenaggio
Fig.4

Come già anticipato, il trattamento deve essere eseguito da personale specializzato per non rischiare di peggiorare la problematica. Il paziente rimane sdraiato o, in alcuni casi, semiseduto, purché in posizione comoda, con i muscoli rilassati. Le parti del corpo non trattate vengono coperte ed è abbastanza frequente addormentarsi durante il massaggio. Si parte generalmente dallo svuotamento dei linfonodi del collo e della clavicola, per poi proseguire verso il torace e per ultimi gli arti.

In generale sono necessarie più sedute per poter apprezzare gli effetti del linfodrenaggio. La durata di ogni seduta dipende dalla problematica e dalla risposta individuale del paziente. In genere si consigliano almeno 10 sedute della durata di 60-90 minuti ciascuna. Per la cellulite invece il protocollo prevede 35 sedute di 30-60 minuti l’una, inizialmente 2-3 volte a settimana e poi diminuendo progressivamente.

Risultati

Nel tempo si assisterà alla diminuzione del gonfiore o, nel caso di cellulite, ad una tonificazione della zona trattata, con un aumento di elasticità cutanea trofismo tissutale.

Costi

Il costo a seduta varia tendenzialmente tra i 40€ e i 60€.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Il linfodrenaggio per sua natura è privo di effetti collaterali, perciò, qualora si riscontrino dolore o gonfiori, è probabile che non sia stato effettuato correttamente.

La terapia è controindicata in caso di: infezioni generali, patologie cardiache, pace maker, primi mesi di gravidanza, problemi epatici, asma, tumori, mestruazioni, ipo o iper-tiroidismo e ipotensione.

 

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/OX6XPzGbI20

Fig.2: https://youtu.be/7b1d5JGudiQ

Fig.3: https://youtu.be/uNnYB_BWwzA 

Fig.4: https://youtu.be/2kRUZcZYUQQ 

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