Mindfulness, il potere della mente…

Mindfulness

Un percorso di meditazione in tre concetti: consapevolezza, accettazione, sospensione del giudizio

Sono furioso”, “sono accecata dall’invidia”, “Sono pazza di gelosia”, o peggio “sono davvero depresso”. Sono queste alcune fra le più comuni formulazioni di stati emotivi.

Soffermiamoci però un momento sulle parole usate. “Sono”. Un verbo preciso. Ognuna di quelle espressioni, dunque, non esprime soltanto uno stato contingente della sfera emotiva; al contrario, richiama una piena identificazione con con ciò che proviamo. Non resta spazio per altro. Siamo rabbia, siamo invidia, siamo depressione.

Ovvio, ci siamo rifatti qui ad una serie di stati psicologici negativi, ma vale altresì per i momenti di spensieratezza. Il punto è che tendiamo comunque ad accantonare i ragionamenti complessi circa i motivi e i moventi per i quali ci sentiamo come ci sentiamo. Più concretamente, li viviamo. O meglio, ci identifichiamo totalmente, ne siamo in balia.

Vi sono al contrario tradizioni spirituali, come quella Buddista, che veicolano un insegnamento tanto profondo quando attuale; l’uomo non è il suo stato emotivo. I pensieri di rabbia, di invidia, di profonda tristezza ci visitano dall’esterno e siamo poi noi ad aderirvi.

Ecco perché, se veramente vogliamo comprendere gli stati d’ansia e di rabbia, il dolore e la negatività che – volenti o nolenti – sono parte costituente della vita, dobbiamo imparare a gestirli, per poi risolverli. 

La Mindfulness, pratica forte del connubio fra meditazione buddista e psicologia occidentale moderna, si propone esattamente questo scopo. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Il concetto…

Mindfulness

Anzitutto, chiariamo che non si tratta dell’ennesimo metodo di rilassamento “alternativo”. La Mindfulness, che tradotto letteralmente significa “consapevolezza”, prende spunto dalle filosofie orientali ma è negli anni ’70 che viene propriamente introdotta nell’ambito medico occidentale come pratica anti-stress. Trattasi quindi di una mescita fra un’arte antica e protocolli moderni, la cui validità è stata accertata (sebbene servirebbero ulteriori studi) attraverso le tecniche di imaging cerebrale delle neuroscienze, sia nel 2011 che nel 2012, da parte del General Hospital of Massachussets e dalla Brown University.

A fronte di almeno 8 settimane di trattamento, sono state infatti monitorate variazioni nelle aree della corteccia deputate alla memoria e all’apprendimento, all’acquisizione di consapevolezza e di gestione dello stress; nonché un aumento delle connessioni cerebrali e l’ispessimento della mielina.

Entrando nel merito, la Mindfulness implica l’insegnamento di tecniche di risposta attiva agli eventi anziché di mera reazione istintuale. Un particolare tipo di rapporto con sé stessi, focalizzato sulla respirazione e sulle emozioni del momento per entrare in contatto con i propri disagi. Insegna a prendersi cura di sé accettando la possibilità del dolore.

Non si tratta perciò di insegnare a consegnarsi passivamente agli eventi, ma di imparare a distinguere fra ciò che si può cambiare e ciò che non si può, al fine di modificare il modificabile e di accettare l’immutabile. Lo scopo è fare della felicità e della quiete interiore uno stile di cammino anziché una meta o uno stato fuggevole d’ebbrezza.   

Come funziona

La terapia muove dalla promozione di uno stato di rilassamento vigile, ove ogni giudizio di merito risulti sospeso. Sembra una cosa facile. Non lo è. Imparare a vivere appieno il momento contingente senza essere costantemente disarcionati da impegni e condotte frenetiche risulta arduo, specialmente nel nostro tempo.

 La Mindfulness propone il raggiungimento di una condotta responsiva, frutto di un auto-monitoraggio e di un’attenzione verso quanto può ingenerare sindromi depressive, meccanismi deterioranti per l’umore o condotte smodate.

Cosa significa “radicarsi nel momento”?

Mindfulness

Significa, senza retorica, focalizzare l’attenzione su quanto ci è dato vivere senza essere costantemente irrequieti; cogliere il “bene” che abbiamo senza lasciarci abbagliare dal “meglio” che potrebbe venire, o di quanto era e non è più. Significa far tesoro delle piccole cose. Accogliere il presente con gratitudine, imparare dal dolore, allenarsi a cogliere il valore pedagogico della sconfitta per ripartire più forti. Questo è radicarsi nel momento. Andare d’accordo con sé stessi, essere più flessibili, meno negativi e più costanti, temperanti.

A chi è rivolta la Mindfulness?

A tutti, sostanzialmente. A chiunque voglia esplorarsi e mettersi in discussione, cambiare la relazione con il sé, con i propri contenuti mentali. L’istruttore allenerà a prendersi cura di sé, a superare momenti di crisi o di difficoltà, a fronteggiare la depressione, disturbi alimentari od ossessivo-compulsivi, attacchi d’ansia e malattie psicosomatiche.

Dove?

È sufficiente navigare in internet per reperire le date di corsi, seminari, convegni e conferenze dedicate. Per chi fosse interessato, è altresì possibile intraprendere un percorso di formazione finalizzato a divenire istruttore.

Cercate libri e approfondite l’esperienza della meditazione nelle sue diverse forme. Il viaggio sarà lungo, specie nelle casistiche più gravi – debitamente associato (mai in sostituzione!) alle terapie mediche – ma ne varrà la pena. In palio c’è la padronanza di sé, un’arte rara… di questi tempi.