INCI: Cos’è? Significato e Consigli per Capire l’INCI dei Cosmetici

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Significato

Cos’è l’INCI e a cosa serve?

L’ INCI dei cosmetici è il nostro unico modo per rispondere al sempre più diffuso desiderio di conoscere i prodotti che usiamo per la cura della nostra pelle. L’obiettivo primario è quello di acquisire una maggiore consapevolezza che ci aiuti ad evitare ciò che non ci fa del bene

Forse già lo saprete: l’ INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è il codice internazionale per identificare l’elenco degli ingredienti cosmetici; con la direttiva CEE 76/768/CEE, infatti, qualsiasi prodotto utilizziate per la pelle o i capelli deve obbligatoriamente recarlo sulla confezione. Trattasi, in buona sostanza, della lunga e – per certi versi – difficile “lista-ingredienti”.

Diciamo lunga perché annovera le componenti chimiche in ordine di quantità percentuale presente; attenzione quindi alla posizione occupata da ciascuna sostanza: ai primi posti avremo gli ingredienti più utilizzati, mentre agli ultimi le percentuali più basse.

Diciamo poi difficile dacché la dicitura si rifà a numeri e codici oppure al nome scientifico inglese del composto. In breve, l’utente medio che si ritrovi a consultare l’ INCI ha ben poche speranze di capire “da sé” quel che vi sta dentro, o se quel prodotto è più dannoso che utile alla propria persona.

Le sostanze che compongono i cosmetici sono davvero tantissime: acqua, addensanti, conservanti, coloranti, umettanti, emulsionanti…e molti altri ancora. Insomma, una gran confusione.

Oggi, dunque, stileremo un elenco degli ingredienti INCI più utilizzati per comprenderne la funzione e il grado di sicurezza.

INCI Prodotti

Consigli per leggerlo e capirlo

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Molte persone ignorano il significato dell’INCI. Per capirci qualcosa in più si può partire dalla nomenclatura usata per indicarli:

  1. Se è in latino, in genere fa riferimento al nome botanico di elementi di origine vegetale o presenti nella farmacopea;
  2. I nomi in inglese indicano quei componenti che hanno subito un processo chimico prima di essere inseriti nel prodotto;
  3. Ai coloranti artificiali, invece, sono riservati dei codici numerici relativi al Colour Index (CI) e in genere occupano il fondo della lista;
  4. Le tinture per capelli, infine, sono elencate con il nome chimico in inglese anziché con un numero.

Approfondimento

Database Inci online: le migliori risorse 

Non è sempre facile destreggiarsi nel mondo degli ingredienti cosmetici; ecco perché può rivelarsi importante sapere a chi rivolgersi in caso di necessità. Se avete qualche dubbio sull’ INCI, pertanto, potete rifarvi ad alcuni utili strumenti di ricerca.

Biodizionario: consente di ricercare sostanze cosmetiche (o alimentari) alle quali viene attribuito un valore in termini di sicurezza sotto forma di semaforo: verde va bene, giallo in caso di dubbi, rosso o doppio rosso se è meglio non servirsene;

Biotiful: in questo caso si prende in considerazione il nome del prodotto e la valutazione viene fatta sia in base alla sua composizione chimica che alle recensioni degli utenti;

ABCcosmetici: un utile compendio di tutto ciò che riguarda il mondo dei cosmetici, dagli ingredienti alle leggi per regolarli, fino a temi correlati quali allergie, test sugli animali e rapporto con l’infanzia;

Saicosatispalmi: sito di eco-bio cosmesi che dispone di un forum di consulenza agli acquisti, nel quale si trova anche una sezione dedicata proprio all’ INCI dei prodotti.

Ingredienti Cosmetici

Come riconoscere un buon INCI

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La pagina della Commissione Europea dedicata alla legislazione in materia, asserisce che tutti i cosmetici sul mercato europeo devono essere sicuri e che la responsabilità di questo ricade sul produttore. È sempre la Commissione Europea, inoltre, a fornire un database INCI degli ingredienti cosmetici – il CosIng – e il testo del regolamento europeo che li disciplina.

Di seguito vi forniamo un elenco degli ingredienti che creano maggiore confusione così da capire come riconoscere un buon INCI.

Tensioattivi

Trattasi di sostanze derivate dalla raffinazione del petrolio con proprietà schiumogene, bagnanti e detergenti. Alcuni esempi noti sono: Sodium laureth sulfate (SLES), Sodium lauryl sulfate (SLS) e Ammoniun lauryl sulfate. Il loro scopo principale è quello di rimuovere lo sporco, ma se usati in eccesso possono risultare piuttosto aggressivi. Gli effetti? La nostra pelle perde lo strato lipidico, inaridisce e va incontro a fenomeni irritativi. 

Esistono tuttavia tensioattivi meno dannosi che possiamo ritrovare nei cosmetici eco-bio: Lauryl glucoside, Coco glucoside e Glyceryl oleate.

Curiosità

Tra le leggende metropolitane in circolazione sui cosmetici, girava una voce secondo la quale lo SLES sarebbe stato cancerogeno; di recente, però, è stata smentita dalla comunità scientifica.

Siliconi

Facilmente riconoscibili nell’ INCI per la loro desinenza in -one o -siloxane, queste sostanze hanno lo scopo di conferire ai prodotti una consistenza morbida e spalmabile, e alla pelle un aspetto liscio e sano. A questo proposito le opinioni sono piuttosto contrastanti; se da un lato, infatti, se ne garantisce la totale sicurezza per la pelle, dall’altro si teme che possano occluderne i pori, impedendo le naturali funzioni fisiologiche cutanee. 

Paraffina e vasellina

Paraffin, Paraffinum Liquidum, Mineral Oil o Petrolatum sono derivati del petrolio, utilizzati a scopo lubrificante e idratante. Essi creano una sottile pellicola sulla cute che la protegge dagli agenti esterni, ma al tempo stesso impediscono la traspirazione e possono favorire la comparsa di brufoli e comedoni. 

PEG

Il Polyethilene Glicol, anche abbreviato in PEG, e i suoi derivati, vengono impiegati come emulsionanti e umettanti. Il loro scopo dunque è mantenere un certo grado di umidità e consentire a ingredienti opposti di restare uniti (come olio e acqua). Essi inoltre alterano la permeabilità del derma facendo sì che questa assorba maggiormente le sostanze presenti nel prodotto; un gran bel guaio se queste non si rivelano adeguate.

Il prodotto, infatti, è in genere atossico; i PEG vengono impiegati anche nell’industria farmaceutica, ad esempio, senza che se ne mettano in dubbio gli effetti. In questo caso tuttavia, la farmacopea definisce in modo netto le percentuali di contaminazioni ammesse, cosa che non accade con la cosmetica. Le sostanze pertanto potrebbero trascinarsi dietro elementi nocivi. 

MEA, DEA, TEA

Mono-, Di- e Tri-etanolamina (MEA, DEA e TEA) così come i relativi composti (Lauramide DEA, Cocammide MEA, ecc.) sono anch’essi ingredienti di natura sintetica utilizzati come tensioattivi. Tuttavia, i suddetti ingredienti possono causare fenomeni allergici, nonché reagire con altri elementi portando alla formazione di nitrosammine, sostanze cancerogene. Per questa ragione non vengono quasi più impiegati nell’industria cosmetica.

Triclosan

È un conservante piuttosto diffuso nelle liste INCI di deodoranti, dentifrici, detergenti per le mani e il corpo, ciprie e correttori e in alcuni prodotti per il trattamento dell’acne. Per quanto aspramente criticato, infatti, il triclosan è un antimicrobico molto efficace, persino contro i batteri Gram negativi. Il suo impiego, tuttavia, è consentito in una concentrazione massima dello 0,3% (0,2% nel caso dei collutori) in quanto può comportare fenomeni di resistenza batterica. Va inoltre segnalato che si tratta di una sostanza nociva per l’ambiente.

E i parabeni?

Ecco un’altra tipologia di prodotti di cui si sente spesso parlare, e in termini non proprio amichevoli. Si tratta in sostanza di conservanti che prevengono la formazione di batteri, muffe e funghi all’interno dei cosmetici. Ne esistono diverse tipologie, alcune vietate, altre concesse all’interno di minime percentuali di utilizzo.

Tra quelli concessi ritroviamo: 

  • Calcium parabene;
  • Sodium parabene;
  • Potassium parabene;
  • Metilparabene;
  • Etilparabene.

Sono invece vietati, ad esempio, il Benzilparabene, l’Isopropilparabene e l’Isobutilparabene.

Per completezza, va detto che esistono anche sostanze naturali in grado di fungere da conservanti e che vengono impiegate con successo nella cosmesi eco-bio. Per approfondire leggi il nostro articolo Cosmetici eco, ottime idee regalo per tutto l’anno.

Conclusioni

Ora, giunti a questo probabilmente vi domanderete che fare di tutte queste sostanze sino a poco fa sconosciute e con le quale nei fatti avete convissuto pacificamente. Ebbene, la scelta sta a voi, ma per non scadere nel terrorismo psicologico, ci teniamo a rassicurarvi almeno su di un punto: eventuali danni sono riparabili. Ricordate sempre che l’ INCI è dalla vostra parte!

Photo credit: Pixabay