Dormire bene per svegliarsi meglio!

dormire bene

L’importanza del buon sonno nell’ABC del benessere

Dimmi come dormi e ti dirò chi sei, viene da pensare confrontandosi con gli articoli dedicati al sonno. Infatti, gli esperti sembrano concordi nell’affermare che gli individui più attivi dimostrano esigenze inferiori quanto a ore di riposo rispetto ai coetanei più insoddisfatti della propria figura o del proprio ruolo sociale. Una scoperta ovvia? L’ennesima trovata psicologista? Non esattamente; si tratta in effetti di una reazione fisiologica naturale, di un torpore scaturito a guisa di strategia “difensiva” – diciamo così – da parte dell’organismo. Difesa da cosa? Dal mondo, dalla voce della vigile coscienza.

Il ruolo del sonno

D’altro canto, dobbiamo operare sin da subito una precisazione: la percezione del sonno è sì soggettiva, ma questo non significa che un individuo possa effettivamente avere meno bisogno di riposo di un altro. Durante il sonno, infatti, viene sintetizzato l’ormone della crescita. Nel sonno, nella quiete notturna, l’essere umano si rigenera. 

Che poi determinate caratteristiche psicologiche influiscano sulla percezione del sonno, esattamente come l’impatto delle attività o dell’inattività quotidiana, è indubitabile. Il sonno però è fondamentale per tutti, e dev’essere di un certo tipo nonché di una certa durata

Sogno e catarsi

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Durante il sonno, specie nell’infanzia, il cervello rielabora, organizza e sedimenta informazioni. Crea nessi, ponti indispensabili. Non è un caso dunque se il detto “la notte porta consiglio” conosce tanta fortuna.

Di più: pensiamo alla straordinaria funzione catartica dei sogni; incubi inclusi. Da sempre l’uomo attribuisce al fattore onirico un forte valore profetico. Molto più semplicemente, in verità, ci pone di fronte – sotto forma di metafora – ansie che altrimenti rischierebbero di schiacciarci. Il sogno funziona dunque come una discreta, sagace valvola di sfogo.

I sogni come balsamo, quindi, e il sonno come medicina. 

Dormire bene: una questione di qualità

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Come saprete, il sonno è un ciclo continuo di fasi note come superficiale, profondo e REM. Perciò, fra adulti e bambini mutano le ore di sonno necessarie al benessere, ma non la loro qualità. Che vuol dire? Vuol dire che all’anziano serviranno meno ore dell’adolescente, ma le tre fasi di sonno di cui sopra, devono manifestarsi compiutamente.

Alle antonomastiche 10 ore di sonno di cui 2 di REM tipicamente indicate per il benessere del tredicenne, subentreranno le canoniche 8 ore con 2 di REM sino ai 25 anni. Il tutto per proseguire sino alle 7 ore dei quarantacinquenni (con fase REM invariata) ed alle 6 con circa 1 ora e mezza di REM per chi ha superato il mezzo secolo.

Ciò che emerge da quanto appena riportato è lampante. A diminuire sono le ore, non la qualità del sonno che le interessa.

8 consigli per dormire bene…

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Veniamo dunque a qualche consiglio pratico per dormire bene:

I.

Andate a letto sempre alla stessa ora, cercando di mantenere costante l’apporto di sonno durante tutta la settimana. 

II.

Prima di andare a dormire riducete al massimo l’utilizzo di dispositivi elettronici come smartphone e tablet, la cui luminescenza impatta enormemente sul rilascio di melanina. Grossomodo, almeno una mezz’ora o un’ora prima di coricarvi diminuite l’intensità e la quantità delle fonti luminose

III.

Non esagerate con le coperte nei mesi freddi e ricreate un clima piacevolmente fresco, ma non freddo in estate. Nel primo caso, optate per un pigiama lungo, magari lenzuola felpate e comunque spegnete il riscaldamento; impostate l’accensione dell’impianto solo a venti minuti, mezz’ora dal vostro risveglio. Nel secondo caso, arieggiate la camera e durante il giorno abbassate la tapparella senza chiudere i vetri, così che i raggi riflessi non tramutino in un vero e proprio “forno” la vostra camera. L’aria condizionata o il ventilatore non dovrebbero impattare direttamente sul vostro corpo e comunque restare a debita distanza.

IV.

Curate con attenzione la qualità del materasso e del cuscino. Da evitare quelli troppo morbidi, dacché non fornirebbero il miglior supporto alla schiena, così come quelli eccessivamente rigidi, che provocherebbero dolore alle spalle e alle anche. Ciclicamente, girate il materasso e capovolgetelo: eviterete di assistere al suo progressivo imbarcarsi o dissestarsi.

V.

Rispettate i ritmi circadiani. In altre parole, se possibile non fate le ore piccole e cercate di alzarvi presto la mattina; rispetterete meglio i vostri impegni quotidiani senza sentirvi stanchi.

VI.

Qualora ne aveste la possibilità, non disdegnate il sonnellino pomeridiano. Proprio così, la controversa pennichella può essere un prezioso alleato. Talvolta, infatti, si tarda a prendere sonno a causa del tasso di stanchezza. Sembra un paradosso, ma è così. A questo proposito, interviene la siesta. Bastano venti minuti, distesi, a riposare gli occhi. Recupererete le energie e “renderete” bene sino a sera. L’importante è scegliere il momento opportuno: mai più tardi delle quattro, e che non duri più di mezz’ora.

VII.

Curate la dieta e non passerete notti insonni. Specie la cena, non a caso, dovrebbe contemplare cibi leggeri. D’inverno una minestra calda con pane raffermo oppure della carne con verdure. In estate, sì al crudo e melone, oppure pesce e contorno. La pasta, meglio consumarla a mezzogiorno. 

VIII.

Bevete tanto e non esagerate con i caffè. L’idratazione è indispensabile sia in inverno che in estate per l’equilibrio cellulare e l’ottimale regolazione sonno-veglia.