Cronotipi: i mille modi per…dormire

Cronotipi

Dimmi quando dormi e ti dirò chi sei

Vi siete mai chiesti come mai, mentre voi andreste a letto già al tramonto, al contrario il vostro partner, o i vostri amici, riuscirebbero a stare svegli anche fino all’alba ed essere comunque attivi? La risposta è nei cronotipi.

Cronotipi

Il cronotipo viene solitamente impiegato per differenziare i soggetti in base al ritmo di sonno-veglia.  In linea generale, potremmo dire che la nostra propensione ad essere più attivi la mattina rispetto alla sera, dipende dal ritmo circadiano. Ma di cosa si tratta?

Durante una giornata (24 ore) l’essere umano sperimenta una serie di funzioni che si ripetono a intervalli più o meno regolari: sonno, fame, variazioni di temperatura, attività cerebrale, produzione ormonale e così via. Questi ritmi vengono regolati dal nostro orologio biologico e dipendono sia da fattori esterni (luce, buio, caldo, freddo) che interni (genetici) o sociali (lavorativi, famigliari).

Fortunatamente, i ritmi circadiani hanno ampi margini di adattamento. Questa caratteristica si rivela utile ad esempio ai lavoratori notturni per non addormentarsi durante lo svolgimento delle proprie attività; o agli studenti in sessione d’esame che si ritrovano costretti a ridurre le ore di sonno per studiare.

Allo stesso tempo, i cronotipi possono modificarsi con l’età. I giovani non a caso tendono ad andare a letto più tardi e a svegliarsi con più fatica; al contrario, con l’avanzare degli anni le nostre abitudini vanno via via ad anticiparsi, comportando sveglie sempre più mattiniere e riposini più frequenti.

È evidente quindi, come riconoscere il proprio cronotipo ci aiuti a individuare i momenti di maggiore produttività, così da organizzare al meglio la giornata.

I cronotipi con le ali

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Nella differenziazione più nota, gli esperti tendono a distinguere tre differenti cronotipi, associati a tre categorie di uccelli.

  1. Allodola: rappresenta l’estremo mattiniero dello schema. Questo cronotipo si alza presto, è molto attivo nella prima metà della giornata ma comincia a stancarsi già nel pomeriggio. Si tratta in realtà di una tipologia poco diffusa: solo il 10% della popolazione infatti rientra in questo gruppo;
  2. Colibrì: è il cronotipo più comune in quanto presenta buone capacità di adattamento che gli consentono di modificare le proprie abitudini a seconda delle esigenze. Il colibrì rappresenta circa il 70% della popolazione;
  3. Gufo: noto anche come cronotipo serotino, il gufo è un individuo notturno. Raggiunge pertanto il suo picco energetico nel tardo pomeriggio e si sveglia tardi. Solo un 20% della popolazione rientra in questa tipologia.

I cronotipi secondo Breus

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Lo psicologo Michael Breus, invece, ha individuato quattro diversi comportamenti relativi ai cicli di sonno e veglia. Nel suo libro “The Power of When” ha abbinato a ciascuno di essi uno specifico animale:

  • Delfino: Intelligenti e perfezionisti, i tipi delfino hanno tuttavia il sonno leggero e tendono a soffrire d’insonnia. Il momento di massima produttività coincide con la sera e la notte;
  • Leone: i cronotipi leone possiedono i tratti distintivi del vero leader. Si alzano presto la mattina, non indulgono in sonnellini pomeridiani e si rivelano cauti, pratici e coscienziosi;
  • Orso: è il cronotipo più diffuso oltre che il più estroverso e socievole. Coloro che appartengono a questa categoria, dormono circa 7-8 ore a notte e raggiungono il massimo del rendimento in tarda mattinata;
  • Lupo: il lupo rappresenta la categoria d’appartenenza dei cronotipi nottambuli. Impulsivi ma al contempo creativi, i “lupo” faticano ad alzarsi la mattina e sono più attivi a partire dal tramonto.

Il dott. Breus ha ideato un semplice test per scoprire il proprio animale di riferimento; e voi quale cronotipo siete?

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