Microinnesti cutanei per contrastare la perdita di capelli

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I dettagli del trattamento dalle parole del dott. Bollero

Proseguiamo con il dott. Daniele Bollero il nostro viaggio alla scoperta della medicina rigenerativa e dei suoi benefici nella ricrescita dei capelli. Il dottore, presidente di CUTE Project Onlus e dirigente medico di I livello al Reparto Chirurgia Plastica Traumatologica e Centro Ustionati presso l’Ospedale C.T.O. di Torino, ci ha già illustrato i trattamenti più efficaci in quest’ambito. È con noi oggi per approfondire la metodica dei microinnesti cutanei.

Buongiorno dottore e, come sempre, grazie di essere con noi.

Buongiorno e bentrovati.

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Dottore, potrebbe spiegarci cosa si intende con microinnesti cutanei e quando vengono impiegati?

Certo. I microinnesti cutanei sono porzioni di cute ottenuti da un prelievo in una zona poco visibile del corpo, normalmente dietro l’orecchio. Il loro impiego è molto ampio, dalla guarigione delle ferite, alla biorivitalizzazione cutanea sino al trattamento dell’alopecia. Data la facilità di prelievo e preparazione abbiamo assistito ad una forte diffusione di questa tecnica e si prevedono a breve altri campi di applicazione.

Ma in che modo i microinnesti possono contrastare la perdita di capelli?

Le cause alla base della perdita di capelli sono molte, da fattori genetici o ormonali allo stress. Per contrastarle possiamo affidarci alle risorse che il nostro stesso corpo mette a disposizione. La metodica dei microinnesti, infatti, rientra proprio nella medicina rigenerativa e in quanto tale è in grado di fornire al bulbo fattori di crescita autologhi e stimoli alla proliferazione.

Cosa differenzia dunque questa tecnica da quelle tradizionali?

La differenza principale rispetto ad altre tecniche risiede nella natura totalmente biologica e poco invasiva di questa procedura. Inoltre, i disagi per il paziente sono davvero minimi. L’intervento infatti si svolge in ambulatorio, in tempi molto rapidi e con un solo punto di sutura sull’area del prelievo. Personalmente preferisco impiegare un punto riassorbibile, che pertanto si auto-rimuoverà in circa 10 giorni.

Come viene valutata l’idoneità del paziente al trattamento?

Ovviamente non vi sono regole definite, ma nel mio caso mi affido ad un dermatologo/tricologo con cui collaboro e che valuta il paziente prima del trattamento. Egli esamina il cuoio capelluto e il fusto capillare mediante uno tricoscopio ed eventualmente associa alla procedura terapie orali o topiche.

Da questa visita scatta un semaforo verde per i pazienti che più facilmente conseguiranno un risultato ottimale; il semaforo giallo è associato ad esempio ai casi in cui la condizione perdura da tempo e quindi gli esiti possibili sono di livello intermedio; il semaforo rosso invece si accende per coloro da cui non ci aspettiamo risultati rilevanti a causa della mancanza di bulbi piliferi.

Per entrare più nel dettaglio, potrebbe illustrarci come si svolge l’intervento?

Come già accennato, l’intervento è di natura ambulatoriale. Tutto il trattamento dura circa 30 minuti e si esegue in anestesia locale somministrata nell’area di prelievo. Subito dopo l’asportazione si sutura la piccola breccia cutanea; la porzione sezionata viene quindi adeguatamente preparata con uno speciale apparecchio.

Dopo la centrifugazione meccanica, da una porzione dermica solida si ottiene una preparazione liquida che viene in seguito iniettata nelle aree di cuoio capelluto prescelte. L’ago impiegato nella procedura è sottilissimo e molto corto per ridurre al minimo il fastidio arrecato dalle iniezioni e assicurarsi al tempo stesso di penetrare nella porzione cutanea e sottocutanea.

Quali sono gli accorgimenti da seguire pre e post trattamento?

Nessun accorgimento particolare. La metodica non prevede sanguinamenti né la formazione di ematomi. Il paziente potrà tuttavia avvertire una sensazione di tensione al cuoio capelluto nelle prime 24 ore dopo il trattamento, soprattutto nei cambi di posizione.

E per quanto riguarda i risultati?

Gli obbiettivi di questo trattamento sono tre: fermare la caduta, ispessire il capello, infoltire la chioma.

I risultati possono essere valutati non prima di quattro mesi e per una resa ottimale occorre circa una seduta all’anno.

Sono necessari trattamenti di mantenimento?

Diciamo che esistono terapie adiuvanti, sempre rigenerative, che possono essere impiegate durante l’anno per rinforzare e mantenere i risultati. Si tratta di metodiche meno invasive e anche meno costose, come la carbossiterapia, il needling e i polinucleotidi veicolati da acido ialuronico.

Inoltre, se il paziente sta seguendo una terapia anticalvizie con preparati e farmaci, consiglio sempre di non interromperla. Vi sono infatti evidenze scientifiche di come la combinazione tra medicina rigenerativa ed eventuali terapie anti-caduta potenzi il risultato di queste ultime.

Per finire, dottore, potrebbe illustrarci le controindicazioni e gli effetti collaterali del trattamento?

Le controindicazioni ai microinnesti cutanei sono relative e riguardano eventuali allergie ad anestetici locali o calvizie completa. Gli effetti collaterali invece sono nulli se il paziente è adeguatamente selezionato e informato sulle procedure e sui potenziali risultati.

Grazie per la sua disponibilità, dottore.

Grazie a voi e ai lettori. Un saluto.

 

Per ulteriori informazioni o per prenotare un consulto potete compilare il form presente sul sito del dott. Bollero oppure contattarlo al numero 347.906.94.44.

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