Pene: allungamento e ingrossamento

Per un pugno di centimetri…

Quello relativo al pene è un intervento “tabù”: chiodo fisso per alcuni, futilità per altri. Una realtà attorno alla quale orbitano credenze più o meno corrette. Il nostro pezzo si propone di fare un pò di chiarezza in materia, nonchè di esporre nel dettaglio la metodica.

Anatomia del pene e della regione intima

Anzitutto, un rapido excursus sulla regione. Il pene può essere efficacemente inteso, specie in vista di un’operazione chirurgica come quella dell’allungamento o dell’ingrossamento, suddividendone la struttura in tre porzioni o aree distinte. Queste sono, dal basso, la radice, l’asta e il glande. Teniamo infatti volutamente differenziato il corpo vero e proprio del genitale maschile rispetto allo scroto, la sacca contenente i testicoli e situata subito al di sotto all’organo in esame.

pene
Fig.1

Ebbene, la crura, o radice, è identificata dalla congiuntura funzionale di due corpi cavernosi e dal bulbo dell’uretra, i quali fissandosi nel pavimento pelvico fungono da punto fisso o ancora dell’asta, sezione cilindrica e di dimensione variabile al cui vertice si trova il glande. L’asta del pene poco o nulla rileva delle dimensioni effettive dell’organo in erezione e perciò all’atto di stabilire una corretta diagnosi bisognerebbe tenere conto delle sue effettive dimensioni sia a riposo (inferiori ai 2,5 cm) che in erezione (inferiori ai 9). Ad ogni modo, un pene normale in erezione misura circa 13,5 cm (media standard) e vanta una circonferenza pari a 12 cm.     

Asta e glande

Schematicamente, l’asta peniena presenta nella sua porzione dorsale, ovvero superiore, due corpi cavernosi irrorati da una vena profonda e superficiale, mentre la faccia inferiore rivela i volumi e la proiezione del corpo spongioso. Queste tre strutture separate ciascuna da una tonaca albuginea, dalla fascia di Buck e di Colles, consentono l’erezione una volta irrorate di sangue.

Il glande, o balano, costituisce la zona erogena primaria nonché l’estremità a tronco di cono dell’asta rispetto alla quale si distingue mediante un restringimento definito solco balano-prepuziale.

Per la precisione, la base del glande è definita corona, e reca nella porzione inferiore il frenulo, sottile lembo di pelle che congiunge la medesima al prepuzio, strato di pelle che ricopre la ragione a riposo. Sempre nella corona si possono incontrare le cosiddette ghiandole sebacee di Tyson, micro-escrescenze puntiformi responsabili dello smegma e la cui manifestazione fenomenica si connota peraltro soggettivamente.

Al vertice del glande troviamo infine il meato uretrale, fessura dalla quale viene espulsa l’urina ed eiaculato lo sperma.

Filler e lipofilling?

Posto che il vocabolo ingrandimento ricomprende sia l’allungamento dell’asta peniena che il suo ingrossamento, di certo, però, è bene chiarire sin da subito che i filler, ossia riempitivi iniettabili, sono generalmente sconsigliati.

Al contrario, per quanto concerne l’intervento di ingrossamento, gioca un ruolo determinante il grasso autologo o il derma liofilizzato coltivato in laboratorio. Ma vediamo l’ingrossamento penieno nel dettaglio.

Ingrandimento del pene

L’intervento si caratterizza in primis per l’assoluta assenza di interferenze post-operatorie sulla sensibilità dell’organo o sulla sua funzionalità. In altre parole, il target è essenzialmente estetico ed ogni ricaduta positiva sulla vita di relazione è da intendersi un derivato di una maggiore accettazione di sé, di un ritrovato benessere interiore. L’ingrossamento, insomma, non amplifica direttamente la potenza sessuale.

Il decorso operatorio, parimenti, è alquanto rapido; prefigurando appena uno o due giorni di degenza. Per quanto concerne più propriamente la metodica, si procede con la lipopenoscultura o in alternativa con derma liofilizzato.

Lipopenoscultura

  • Ebbene, la prima delle due metodiche implica anzitutto un soggetto interessato da accumuli adiposi ove poter attingere affinché diventi il donatore del grasso autologo di cui sarà beneficiario. Viene dunque effettuato un prelievo nelle aree del corpo ove l’adipe si presenta maggiormente abbondante, è quindi centrifugato e direttamente in day-hospi tal trasferito nella cute prepuziale avvalendosi di una microcannula. In altre parole abbiamo una liposuzione, prevalentemente a livello dell’addominale o comunque della fascia pubica, seguita da un re-innesto che garantisce un aumento della circonferenza del pene pari a circa il 30% dello stesso.

Bisogna d’altra parte sottolineare che l’impianto di grasso autologo è soggetto a riassorbimento fisiologico, sia nei soggetti fumatori che per coloro i quali risultino affetti da alterazioni nella micro-circolazione.

Derma liofilizzato

  • Qualora invece il soggetto si presenti con una costituzione più esile, o nel caso in cui risulti comunque impossibile attingere ad adeguati accumuli adiposi, si procede con la seconda delle due metodiche accennate sopra: l’impiego di derma liofilizzato coltivato in laboratorio. Quest’ultima è certamente la tecnica più utilizzata e comune. Il pene viene ingrossato mediante l’innesto non già di adipe, bensì di un tessuto dermico liofilizzato a-cellulare ed assolutamente bio-compatibile. Figurativamente, all’atto dell’intervento, che descriveremo nella sua interezza a breve, viene innestato un sottile foglio di tessuto lungo l’asta peniena, fasciandone il perimetro. Il tessuto verrà poi fissato con alcuni micro-punti di sutura riassorbibili. La metodica agevola l’aumento delle dimensioni della regione pari al 25-30%, dunque si pone sulla stessa linea della lipopenoscultura.

Allungamento del pene

Passando ora all’allungamento della regione, siamo propriamente a esplicare l’intervento attraverso il quale si incide il legamento sospensore del pene mediante un apposito laser, ed al quale – in alcuni casisegue l’introduzione nell’area del pube di una dedicata protesi o distanziatore in silicone. A conti fatti, il risultato finale consterà in aumento delle dimensioni complessive pari a circa 2-5 cm.

Resezione

La resezione del legamento sospensore, infatti, è decisiva dacché preposta a mantenere l’allocazione del pene a livello del pube, ove sono presenti altri 5-6 centimetri di tessuto nascosto. Incidere dunque il sospensore pubo-penieno agevola la protrusione del tessuto medesimo, determinandone l’avanzamento. Giocoforza, il fattore discriminante è giocato dalla lunghezza del legamento stesso. È difficile pertanto ipotizzare sin da principio la reale portata dell’intervento correttivo.

Il taglio effettuato con il laser è estremamente selettivo, e ciò palesa anche l’estrema sicurezza dell’intervento.

Da notare che sebbene sia possibile collocare un piccolo impianto sferico nella regione del pube (protesi in silicone), in sua assenza è possibile riscontrare la retrazione cicatriziale del legamento medesimo, che nella fase di recupero post-operatorio può cicatrizzarsi e spontaneamente rinsaldarsi, pregiudicando la riuscita dell’iter.

Ausili estensori

Al fine di scongiurare la spiacevole eventualità, rimediabile solo mediante una seconda operazione, viene consigliato l’impiego di ausili estensori, o meccanismi di trazione isostatica della regione durante il post-operatorio. Per quanto pubblicizzati, infatti, essi sono probabilmente efficaci solo se contemplati a posteriori di un intervento chirurgico dedicato.

Qualche considerazione, infine, sul distanziatore. L’ausilio si presenta in silicone morbido, debitamente modellato, quindi personalizzato, al fine di embricarsi alla perfezione nella regione sezionata del legamento. La protesi viene introdotta soltanto in un numero di casi limitato, e propriamente nello scavo originato dalla medesima incisione V sul pube, a pochi centimetri dalla radice peniena.

Il distanziatore verrà dunque fissato all’osso pubico, in sede profonda, ove non sarà più rimosso.

L’intervento di allungamento+ingrossamento

L’iter, della durata approssimativa di un paio d’ore, prevede l’impiego di anestesia locale o spinale con sedazione, a cui segue (nel secondo caso) una degenza di 24 ore con cambio di medicazione.

Anzitutto, il chirurgo procede ad effettuare il disegno operatorio, ovverosia a tracciare la sezione circolare solco-balanica e l’area a forma di V nella regione pubica (che sarà poi cucita ad Y al fine di prodigare uno stiramento controllato del tessuto cutaneo).

Si pratica quindi l’incisione solco-balanica, cui segue un atto di degloving o “sguantamento” del derma che ricopre l’asta del pene. Praticata la circoncisione del prepuzio, si prosegue con l’incisione cutanea sovrapubica a V. Dunque, si incide il legamento sospensore tramite laser, dacché questi consente di scongiurare il sanguinamento.

Ingrossamento

Eseguite le debite valutazioni si procede eventualmente ad inserire il distanziatore pubo-cavernoso in silicone. Lo scopo dell’ausilio infrapubico è esattamente quello di prevenire il rinsaldarsi delle sezioni di legamento, vanificando con ciò l’intero intervento d’allungamento. Qualora il pene risulti parzialmente nascosto da un eccesso di adipe nell’addome inferiore, si procede alla liposuzione che anticiperà il reinnesto in regione.

Tradizionalmente invece, suturata a Y l’incisione, si sbrigliano le fasce dartoiche, si procede alla legatura della vena dorsale superficiale, si prepara uno spazio sufficiente sotto al glande e dunque vi si innesta un foglio di derma liofilizzato coltivato in laboratorio. Fissato questo con punti riassorbibili, ricostruite le fasce dartoiche e riportato in sede il derma prepuziale scivolato in basso con il degloving, l’intervento può dirsi concluso.

Pre-operatorio

L’attenta valutazione psicosessuologica del caso in esame si rivela un passaggio importante nel momento in cui si profila un’operazione di ingrandimento penieno.

In altre parole, va anzitutto agevolato un processo di autoconsapevolezza nel paziente, un raccoglimento sulle ragioni del disagio percepito, sui metri di giudizio implicati e quindi sulla scaturigine dell’impulso motivante. Bisogna dunque capire se si è in presenza di una reale condizione patologica o se piuttosto in presenza di una mancata accettazione di sé.

Parimenti, il candidato idoneo avrà cura di informare il medico di eventuali iter terapeutici in atto e possibili allergie documentate a determinati principi farmacologici. L’anamnesi sarà completa una volta che il chirurgo disporrà dell’esito degli esami prescritti, elettrocardiogramma ed emocromo su tutti.

Post-operatorio

Per quanto concerne la fase post-operatoria, è previsto un giorno di degenza – a fronte dell’anestesia spinale – nel quale verranno cambiate le medicazioni. Il dolore è sopportabile e comunque trattato con comuni analgesici. In capo a pochi giorni si potranno riprendere le attività lavorative e trascorsi 5 giorni verranno rimossi i punti di sutura (le cicatrici non saranno visibili dacché nascoste dai pei pubici). La normale vita sessuale potrà essere ripresa in un mese ed i risultati definitivi risulteranno apprezzabili e stabilizzati in 60 giorni.

I costi

L’intervento di ingrandimento penieno conosce un prezzo di listino variabile a seconda della casistica in esame e, comunque sia, in relazione all’esigenza del paziente. Qualora si opti per il solo allungamento, la cifra di riferimento si colloca attorno ai 4.000-5.000 euro, mentre per l’ingrossamento si parla di circa 3.000 euro. Infine, qualora il paziente concordasse un intervento di ingrandimento completo, l’importo dovuto orbita attorno ai 6.000 euro.

Rischi e complicanze

Come per ogni intervento in sala operatoria, non devono essere escluse infezioni ed emorragie. Nel caso specifico dell’ingrandimento penieno, sono riportate numerose casistiche d’insoddisfazione post-operatoria legate a risultati inferiori alle aspettative; motivo per il quale l’indagine psicosessuologica si rivela un passaggio chiave.

Rilevati parimenti possibili rischi di incorrere nella perdita di sensibilità in regione o recarvi cicatrici visibili, ipertrofiche. Non da ultimo, persino l’erezione potrebbe risentirne, specie a margine dell’allungamento penieno, in ragione del fatto che i legamenti di sostegno vengono di fatto spostati.

 

Immagini:

Fig.1: 00:20, https://youtu.be/02z5jHuypdE

 

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