Pene: allungamento e ingrossamento

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Per un pugno di centimetri…

Quello relativo al pene è un intervento “tabù”: chiodo fisso per alcuni, futilità per altri. Una realtà attorno alla quale orbitano credenze più o meno corrette. Il nostro pezzo si propone di fare un pò di chiarezza in materia, nonchè di esporre nel dettaglio la metodica.

Anatomia del pene e della regione intima

Anzitutto, un rapido excursus sulla regione. Il pene può essere efficacemente inteso suddividendone la struttura in tre porzioni distinte. Queste sono, dal basso, la radice, l’asta e il glande. Teniamo infatti volutamente differenziato lo scroto.

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Ebbene, la crura, o radice, è identificata dalla congiuntura funzionale di due corpi cavernosi e dal bulbo dell’uretra; l’asta, invece, è la sezione cilindrica e di dimensione variabile al cui vertice si trova il glande. All’atto di stabilire una corretta diagnosi bisognerebbe tenere conto delle sue effettive dimensioni sia a riposo che in erezione. Ad ogni modo, un pene medio in erezione misura circa 13,5 cm e vanta una circonferenza pari a 10 cm.     

Filler e lipofilling?

Posto che il vocabolo ingrandimento comprende sia l’allungamento dell’asta peniena che il suo ingrossamento, è bene chiarire sin da subito che i filler sono generalmente sconsigliati.

Al contrario, per quanto concerne l’intervento di ingrossamento, gioca un ruolo determinante il grasso autologo o il derma liofilizzato coltivato in laboratorio. Ma vediamo l’ingrossamento penieno nel dettaglio.

Ingrandimento del pene

L’intervento si caratterizza in primis per l’assoluta assenza di interferenze post-operatorie sulla sensibilità dell’organo o sulla sua funzionalità. In altre parole, l’ingrossamento non amplifica direttamente la potenza sessuale.

Il decorso operatorio, parimenti, è alquanto rapido; prefigurando appena uno o due giorni di degenza. Per quanto concerne più propriamente la metodica, si procede con la lipopenoscultura o in alternativa con derma liofilizzato.

Lipopenoscultura

  • Ebbene, la prima delle due metodiche implica anzitutto un soggetto interessato da accumuli adiposi ove poter attingere il grasso autologo. Viene dunque effettuato un prelievo di adipe, poi centrifugato e trasferito nella cute prepuziale avvalendosi di una microcannula. In altre parole abbiamo una liposuzione, prevalentemente a livello dell’addominale, seguita da un lipofilling che garantisce un aumento della circonferenza del pene pari a circa il 30% dello stesso.

Bisogna d’altra parte sottolineare che l’impianto di grasso autologo può essere soggetto a riassorbimento fisiologico.

Derma liofilizzato

  • Qualora la prima opzione non fosse praticabile, si procede con l’impiego di derma liofilizzato coltivato in laboratorio. Quest’ultima è certamente la tecnica più utilizzata e comune. Il pene viene ingrossato mediante un tessuto dermico liofilizzato a-cellulare e bio-compatibile. Figurativamente, all’atto dell’intervento viene innestato un sottile foglio di tessuto lungo l’asta peniena, fasciandone il perimetro. Il tessuto verrà poi fissato con alcuni micro-punti di sutura riassorbibili. La metodica agevola l’aumento delle dimensioni della regione pari al 25-30%.

Allungamento del pene

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Passando ora all’allungamento della regione, siamo propriamente a parlare di un intervento. Si incide il legamento sospensore del pene mediante un apposito laser, e – in alcuni casi – si introduce nell’area del pube una protesi o distanziatore in silicone. A conti fatti, il risultato finale consterà in aumento delle dimensioni complessive pari a circa 2-5 cm.

Resezione

La resezione del legamento sospensore, infatti, è decisiva dacché agevola la protrusione del tessuto medesimo, determinandone l’avanzamento. Il fattore discriminante pertanto è giocato dalla lunghezza del legamento stesso. È quindi difficile ipotizzare sin da principio la reale portata dell’intervento correttivo.

In alcuni casi è possibile riscontrare la retrazione cicatriziale del legamento medesimo, che può pregiudicare la riuscita dell’iter.

Ausili estensori

Al fine di scongiurare la spiacevole eventualità, rimediabile solo mediante una seconda operazione, viene consigliato l’impiego di ausili estensori, o meccanismi di trazione isostatica della regione durante il post-operatorio. Per quanto pubblicizzati, infatti, essi sono probabilmente efficaci solo se contemplati a posteriori di un intervento chirurgico dedicato.

Qualche considerazione, infine, sul distanziatore. L’ausilio si presenta in silicone morbido, debitamente modellato al fine di rientrare alla perfezione nella regione sezionata del legamento. Il distanziatore verrà dunque fissato all’osso pubico, in sede profonda, ove non sarà più rimosso.

Pre-operatorio

L’attenta valutazione psicosessuologica del caso in esame si rivela un passaggio fondamentale. Bisogna dunque capire se si è in presenza di una reale condizione patologica o piuttosto di una mancata accettazione di sé.

Si procederà quindi con l’anamnesi completa del paziente.

Post-operatorio

È previsto un giorno di degenza – a fronte dell’anestesia spinale – nel quale verranno cambiate le medicazioni. Il dolore è sopportabile e comunque trattato con comuni analgesici. In capo a pochi giorni si potranno riprendere le attività lavorative (le cicatrici non saranno visibili dacché nascoste dai peli pubici). La normale vita sessuale potrà essere ripresa in un mese ed i risultati definitivi saranno apprezzabili in circa 60 giorni.

I costi

Qualora si opti per il solo allungamento, la cifra di riferimento si colloca attorno ai 4.000-5.000 euro, mentre per l’ingrossamento si parla di circa 3.000 euro. Infine, qualora il paziente concordasse un intervento di ingrandimento completo, l’importo dovuto orbita attorno ai 6.000 euro.

Rischi e complicanze

Come per ogni intervento in sala operatoria, non devono essere escluse infezioni ed emorragie. Nel caso specifico dell’ingrandimento penieno, sono riportate numerose casistiche d’insoddisfazione post-operatoria legate a risultati inferiori alle aspettative; motivo per il quale l’indagine psicosessuologica si rivela un passaggio chiave.

Rilevati parimenti possibili rischi di incorrere nella perdita di sensibilità in regione o recarvi cicatrici visibili, ipertrofiche. Non da ultimo, persino l’erezione potrebbe risentirne, specie a margine dell’allungamento penieno, in ragione del fatto che i legamenti di sostegno vengono di fatto spostati.

 

Immagini:

Fig.1: 00:20, https://youtu.be/02z5jHuypdE

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