Ginecomastia, inestetismo del pettorale maschile

ginecomastia

Lavorare sul corpo per impattare sulla mente

La ginecomastia è un inestetismo abbastanza comune a carico del pettorale maschile, nei fatti individuato da una ipertrofia della ghiandola mammaria che persiste oltre la fase puberale. V’è tuttavia un intervento dedicato per riequilibrare il rapporto con sè stessi e vivere con più serenità l’esposizione del proprio corpo.

La terapia in oggetto consiste propriamente nell’asportazione chirurgica di una porzione della ghiandola stessa ed eventualmente nella riduzione dell’aureola attorno al capezzolo.

Diagnosiginecomastia

Una condizione che può influenzare fortemente le modalità di relazione del soggetto, sia nel corso del suo sviluppo sia nell’età adulta. Ci riferiamo alla crescita ipertrofica della ghiandola mammaria maschile, il cui impatto fisico vanta congiuntamente una implicazione non trascurabile a livello mentale. Il paziente può giungere a percepirsi vincolato nel mostrare il proprio corpo in pubblico, ed adottare pertanto variabili strategie di elusione.

Ad oggi esiste un intervento chirurgico finalizzato esattamente a restituire un benessere globale al paziente affetto dalla condizione para-fisiologica nota come ginecomastia.

Ora, la ginecomastia può intervenire in tre differenti fasi dello sviluppo di un soggetto. A livello neonatale, dovuta al passaggio di estrogeni nella placenta, condizione che comunque regredisce spontaneamente entro 12 mesi dalla nascita; all’altro estremo dell’esistenza, ovvero in fase senile, a causa dell’ipofunzione testicolare con un calo di testosterone; ma, soprattutto ed in maniera decisiva, la ginecomastia può subentrare in epoca puberale, a margine di un disequilibrio ormonale. Se in genere la condizione regredisce in 6 mesi, capita al contrario di assistere al persistente aumento dei volumi ghiandolari mammari.

 

 

Tipologie di ginecomastia

Effettuata la diagnosi di ginecomastia abbiamo peraltro tre possibili sottocategorie che ci consentono di meglio focalizzarne la specificità.

  • In altri termini, la ginecomastia “vera” risponde ad una ipertrofia ghiandolare, palesata da uno eccessivo sviluppo dell’aura attorno al capezzolo e dalla proiezione verso l’esterno dei relativi volumi (pur in un soggetto magro).
  • Vi è poi una ginecomastia cosiddetta “falsa”, qualora invece l’ipertrofia sia dovuta ad un accumulo di adipe in regione, magari a causa una disfunzione organica, ad una situazione di obesità o ad un considerevole aumento di peso.
  • Infine abbiamo la fattispecie “mista” qualora l’ipertrofia localizzata sia dovuta tanto all’adipe quanto all’ipertrofia della ghiandola.

Per concludere, si stabiliscono in genere quattro gradi di severità per la condizione. Ci muoviamo dunque dal livello I (lieve), laddove la ginecomastia si manifesta con peso inferiore ai 250 grammi e non presenta ptosi tessutale; sino ad intercettare un livello IV, ove l’ipertrofia supera i 500 grammi e vanta ptosi di I e II grado.

Un’operazione sul corpo e un percorso psicologico

 

Per un uomo potrebbe divenire essenziale eliminare la ginecomastia al fine di riguadagnare (o guadagnare) un sereno rapporto con il proprio corpo.

Dobbiamo allora necessariamente sforzarci di non generalizzare, di non congelare a priori la cura estetica ad una ricerca del superfluo. Vincere la propria vulnerabilità può passare anche attraverso un passo estetico. L’intervento chirurgico, infatti, probabilmente non risolverà i rapporti conflittuali con il proprio corpo tuttavia ne supporterà il processo.

Approccio alla ginecomastia “vera” e “mista”

La terapia in oggetto consiste, si diceva, nell’asportazione della ghiandola mammaria ed eventualmente nella riduzione dell’areola attorno al capezzolo.

Non l’intero della massa ghiandolare verrà asportato, anzi, una minima parte resterà in sede affinché poi non risulti uno svuotamento.

Un colloquio preliminare e gli esami di routine sono fondamentali per valutare lo stato di salute del paziente. È altresì necessario informare l’anestesista o il chirurgo stesso circa eventuali cure farmacologiche in atto o accertate allergie a farmaci.

Anestesia, cicatrici e massa grassa

La seduta vera e propria, avverrà in day hospital con anestesia “modulata” o con un breve ricovero se nella tipologia “generale”. Nella prima ipotesi, è importante farsi accompagnare in clinica.

Le linee di incisione non lasceranno tracce visibili, sia perché molto piccole, sia perché nascoste dall’areola del capezzolo. Eventualmente, sarà comunque possibile ricorrere a tatuaggi di ri-pigmentazione della cicatrice.

L’intervento può dirsi definitivo a patto che il soggetto non aumenti considerevolmente di peso; altrimenti l’evenienza di incorrere in una ginecomastia “falsa” (accumulo d’adipe in regione) è quanto mai certa.

Un aspetto da non trascurare è anche l’utilizzo di alcool, droghe e anabolizzanti. La loro assunzione, sebbene a margine dell’intervento, può dar adito al ripresentarsi della ginecomastia.

Non esiste limite d’età per sottoporsi all’intervento, di certo però è bene attendere il termine dell’età puberale.

L’intervento

Effettuato il disegno pre-operatorio con il paziente in stazione eretta, si procede all’anestesia generale o modulata. Un’infiltrazione bi-laterale di anestetico e adrenalina nella regione pettorale consentirà di evitare il sanguinamento.

A quel punto il chirurgo procede con l’incisione in prossimità del capezzolo, locazione in cui poi inserirà un lipoaspiratore per scollare i tessuti. Verrà dunque tracciato un primo anello attorno all’aureola e parimenti un secondo di poco più esterno. Di lì, il medico procederà a rimuovere la losanga ricompresa fra le incisioni circolari, e all’estroflessione della ghiandola mammaria. Rimossa la massa ipertrofica, l’equipe provvederà in seguito ad inviarla al laboratorio per l’esame istologico routinario. Nell’immediato, invece, il chirurgo collocherà in sede sotto-ascellare un dispositivo di drenaggio. Si procede infine con la cucitura.

In circa 1 ora, l’intervento può dirsi efficacemente concluso. Una fasciatura elastico-contenitiva fungerà da medicazione per 1 mese circa, al fine di far fronte all’edema.

Rimossa la fascia, in contemporanea al riassorbimento dell’edema, il paziente potrà riprendere anche le normali attività sportive.ginecomastia

I costi

L’intervento prevede come da prassi una visita preliminare per poter fornire un preventivo corretto al paziente. In linea generale comunque, il costo previsto si aggira fra i 3.000 ed i 5.000 euro.

Rischi e complicanze

L’intervento non presenta particolari effetti collaterali né rischi specifici in addizione a quelli più comuni agli interventi chirurgici in generale. Non sono tuttavia escludibili al 100% quantomeno le asimmetrie fra i pettorali. Particolare attenzione dev’essere prestata in caso di pazienti diabetici o trattati con farmaci anticoagulanti. Si consiglia la sospensione del fumo pre e post intervento, dacché evidenze scientifiche riportano come questi rallenti ed ostacoli i normali processi di guarigione.

 

 

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/FH_FY2oUUcg (48:29)

Fig.2: https://youtu.be/9x5zXrWpj-g (3:51)

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