Chirurgia plastica genitale maschile

chirurgia plastica genitale

Simbologia e luoghi del pensiero

La chirurgia plastica genitale è un panorama che coinvolge l’individuo a 360 gradi, mente e corpo.

Sebbene sia probabilmente vero che la stragrande maggioranza degli interventi disponibili vengano dettati da motivi affatto funzionali, è vero anche che vi sono interventi imprescindibili per poter attingere anche solo ad una vita sessuale “nella norma”. Pensiamo, ad esempio, alla corporoplastica di raddrizzamento o alla circoncisione.

Genitale MASCHILE, un archetipo al tramonto?

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Priapo

In principio era il fallo, questa la sentenza pronunciata dalle culture androcentriche. Una fra le affermazioni più radicate nel mondo, specie nella cultura occidentale, e mai tanto incauta, rivelatrice.

Per quanto infatti il fallo sia oggetto di tabù, nonché simbolo di fertilità da millenni, ormai la scienza ne conferma l’assenza all’atto fondativo del cosmo. Una ricerca dell’Università di Stanford, ovvero uno studio di genetica applicata alla paleontologia, testimonia che il marcatore più antico, impostosi oltre 140 mila anni fa, è quello della donna. Più recente, l’omonimo maschile. Se vogliamo, in ritardo di oltre 80 mila anni!

Crisi e fantasma d’erezione

Mai come in questi tempi il maschile si trova in crisi. In preda al panico. La donna, dopo secoli di marginalizzazione, emerge. Conquista i terreni da cui a lungo e ingiustamente è stata emarginata. 

Il fantasma dell’ultima erezione pare dissolversi persino là dove si credeva avrebbe resistito meglio agli assalti del tempo. E invece anche lì, dopo aver smentito Freud o quantomeno averne relativizzato le pretese di universalità escatologica quanto all’invidia femminile del pene, il terrore impronunciabile per l’impotenza è diventato un fatto concreto.

Il peso dei centimetri

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Menhir_du_Champ-Dolent

L’uomo è rimasto solo coi suoi centimetri. Gli stessi che se nella Roma antica di certo potevano agevolargli la carriera militare, oggi semmai rimangono consolanti solo fra compagni di spogliatoio.

Tolto il fallo, all’uomo cosa resta? Come spiegare altrimenti il recente boom di interventi di falloplastica? La chirurgia plastica genitale non è più regno esclusivo della controparte femminile.

Alla radice di una efficace strategia di business si radica un immaginario che embrica l’appeal sessuale e l’abilità erotica attraverso il dominio della lunghezza.

L’età media del soggetto che intraprende un intervento di allungamento o di ingrossamento del pene, infatti, varia dai 25 ai 40 anni, con un aumento sostanziale degli interessati a “metà” del cammino, ossia raggiunti i cinquanta.

In media, si ottiene un incremento in lunghezza pari a 2-4 centimetri, ma il legamento sospensore vanta un ruolo decisivo in termini di consistenza: perciò molto dipende anche dalla predisposizione del soggetto, e non solo dall’abilità o dalle prospettive chirurgiche.

Quanto ad ingrossamento, si parla di circa un 30-35% di implemento diametrale.

Chirurgia plastica genitale maschile

Naturalmente, non tutti gli interventi di chirurgia plastica genitale si possono dire imperniati sulla volontà ossessiva di guadagnare “virilità”.

Molto più semplicemente esistono condizioni che possono pregiudicare ed ostacolare la vita sessuale del soggetto maschile. Incurvamenti, fimosi, epispadia ed ipospadia. Ai fini di un ritrovato benessere, siamo perciò a rimandare ai singoli pezzi per accedere alle informazioni specifiche.

 

 

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