Massaggio metamerico contro i disturbi psicosomatici

massaggio metamerico

Per ristabilire l’equilibrio psico-fisico

Introducendo il massaggio metamerico dobbiamo concentrarci un momento sul noto adagio: “il controllo del corpo passa mediante il controllo della mente”, recita un noto adagio. Ovvero, imparate a dominarvi ed avrete cura di voi stessi non solo in termini di adattamento al mondo, ma di sano approccio ad esso. E attenzione, questo non vuol dire allenare il corpo a padroneggiare ritmi altrimenti insostenibili, quanto ricreare un’armonia, affinché ciascuno possa osservarsi in profondità, introspettivamente, ed agire di rimando con coerenza.

Il disturbo psicosomatico

La mente ha insomma potere sul corpo. L’esempio forse più semplice ed apparentemente scontato che solitamente si adduce a testimonianza della bontà del detto sono forse le tensioni muscolari ingenerate dall’ansia, dallo stress, dalle preoccupazioni eccessive (talvolta persino immotivate). Il corpo può manifestare disagi di natura psicosomatica; dolori o manifestazioni alteranti gli equilibri fisiologici che apparentemente non avrebbero ragion d’essere se non come derivate di certi processi psichici.

Spesso non ne siamo consapevoli, eppure l’ansia opera, scava, lavora in maniera subdola sino a dare luogo a stati di malessere molto concreti, tangibili, espressione camuffata del suo enorme peso. Sensi di oppressione al petto, difficoltà respiratorie, crampi addominali, reflusso, affaticamento del fegato, problemi digestivi, alterazioni intestinali e tensioni muscolari diffuse alle spalle, che attanagliano la schiena o le gambe… questi i sintomi più frequenti. Eventualità che ci allarmano e ci spaventano, orientandoci a tutta prima allo studio medico. Un primo passo indispensabile naturalmente, il cui fine è anzitutto accertare che i nostri disturbi non abbiano origine patologica e dunque non siano la spia di un’intolleranza o un risvolto manifesto di comportamenti erronei nello stile di vita.

L’arte della lentezza

Spesso, tuttavia, gran parte dei disturbi precedentemente elencati paiono proprio non avere altra scaturigine se non l’ansia, l’angoscia, lo stress.

Come agire, dunque? L’approccio più sbagliato è senz’altro quello di ignorare i segnali che il corpo ci invia, congedandoci con una scrollata di spalle e un irresponsabile “passerà”.

Vale la pena piuttosto rallentare, concedersi una tregua dagli impegni, ragionare sul gradiente di nervosismo che li connota, sulla natura delle ansie che adducono e via dicendo. A poco servirebbe ingurgitare un anti-reflusso, per esempio, per arginare gli attacchi di una vita stressante, dunque pur di non guardare in faccia la realtà.

In altre parole, l’approccio corretto a un disturbo che il medico ha stabilito essere psicosomatico principia con l’auto-analisi, per muoverci quindi a ricercare un supporto nelle persone che ci vogliono bene o di un intervento specialistico. Gnothi seauton, recita l’antico aforisma greco. Conosci te stesso. Impariamo dunque a comprendere i segnali che ci invia il corpo, impariamo a prestare ascolto – e ad accettare – la nostra debolezza.

Un passo a monte del massaggio metamerico

Ammettiamo di avere alcuni punti deboli e lavoriamoci su. Prendiamoci i nostri spazi, il nostro tempo. Questa è la cura di sé. Non c’è progresso senza salute del corpo e limpidezza della mente. Tutto quanto rema in direzione opposta, specie se ci obbliga ad ignorare i segnali di sofferenza di un corpo che arranca, davvero non può dirsi tale. Perso il controllo del corpo, si anestetizza anche la percezione. Far tacere il reflusso (per riprendere l’esempio di cui sopra), annegandone meramente la voce con un palliativo, alla lunga porta anche a silenziare la nostra emotività, ad ignorarla per seguitare a perseguire i “deliri” di qualcun altro.

In breve…

Nel dubbio, diamo sempre ascolto al corpo; a quel corpo oggi tanto celebrato nel fitness e nello sport ma dall’altro abusato, bistrattato con lunghe pose costrittive nella routine quotidiana. Diamogli respiro. Aiutiamolo a fronteggiare lo stress, senza dimenticare che alleviarlo non vuol dire adoperarsi per trovare il modo migliore di adattarci alla routine, ai ritmi impossibili del quotidiano; al contrario, significa in primis rinegoziare e rivedere quei ritmi.

Già. Ma come iniziare nel concreto? A tutta prima parlando dei propri disturbi al medico. In secondo luogo, prendendo in considerazione i necessari cambiamenti. In terzo luogo, imparando alcune utili tecniche di meditazione e rilassamento, come la mindfulness. E quindi, a sostegno del processo di progressivo cambiamento, potrà rivelarsi utile intraprendere un ciclo di massaggi terapeutici. Fra i tanti, noi vi suggeriamo il massaggio metamerico.

Cos’è il massaggio metamerico

Trattasi di una metodica di manipolazione a scopo terapeutico volta a curare o alleviare i disturbi di natura psicosomatica.

massaggio metamerico
metameri

Nel dettaglio, il massaggiatore lavora sulla schiena, percorrendo lo schema delle nervature che si estendono, si ramificano verso gli organi.

Il nome deriva dai cosiddetti “metameri”, le 10 ideali fasce nervose consecutive che segmentano la schiena orizzontalmente. A ciascun metamero viene associato un organo, e sostanzialmente, lavorando su tale modulo a questi si recherà beneficio.

Identifichiamo pertanto un primo metamero associato ai polmoni, esteso fra la base del collo e le scapole, e quindi, a cascata sino ai glutei, i rispettivi metameri corrispondenti al cuore, al fegato, alla vescica biliare, alla milza e pancreas, allo stomaco, ai reni, intestino crasso, tenue e infine alla vescica urinaria. Per completezza siamo infine a richiamare due ulteriori metameri non numerati, il primo collocato al centro di ciascun emigluteo, con associazione agli organi genitali, ed uno esteso dalla nuca alla base del collo, relato alla tiroide.

Posto dunque che l’obiettivo del massaggio metamerico consta nel ristabilire l’equilibrio psico-fisico del soggetto trattato, il massaggiatore lavorerà sui distretti interessati.

Ciarlataneria o scienza?

Noi rilanciamo la provocazione con una seconda domanda e alziamo la posta: perché seguitiamo a trascurare il ruolo della mente nei processi guaritivi e ci concentriamo solo sulla fisicità?

È dimostrato come certi farmaci placebo abbiano un potenziale paradossalmente curante pur in assenza di principi, ed altrettanto documentata è l’efficacia del supporto emotivo ai pazienti trattati con la chemioterapia.

Sarebbe dunque sbagliato scomodare un’ottusa filosofia new age che si risparmi l’aiuto da parte della medicina occidentale, ma altrettanto sbagliato sarebbe presumere che la mente sia altro rispetto al corpo. La psico-somatica dimostra il contrario, l’abbiamo visto.

Detto diversamente, alleviare lo stress con i massaggi è anch’essa una porzione del processo terapeutico. Una metodica certamente degna di nota. Ovvio, non sostituibile o alternativa all’assunzione di farmaci – qualora prescritti dal medico – ma di sicuro integrativa, garante di un benessere complessivo.

Se il corpo è sano anche la mente ne giova, proprio come una mente rilassata non ingenera ripercussioni negative sul corpo.

 

 

Fonte immagini:

Fig.2: metameri (04:10). https://youtu.be/m3QaDY2vSBA

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