Turismo medicale: un breve formulario

Turismo medicale

Come pianificare la trasferta e scongiurare ogni spiacevole sorpresa

Sino a qualche tempo addietro, il turismo poteva essere riassunto in due dimensioni, quella culturale oppure quella religiosa. Dove si colloca quindi il turismo medicale?

Turismo moderno

Gradualmente, i tempi sono cambiati e presto sono subentrate nuove dinamiche di fruibilità per i luoghi. Le distanze sono state “sconfitte” e i luoghi denudati delle loro specificità. Tutto è a portata di mano e decontaminato di ogni aspetto sgradevole. Il luogo non solo è divenuto secondario, ma palesemente accessorio. Questa volta, si parte alla ricerca dell’uguale intenzionalmente. E se uguale dev’essere, esso sia più conveniente che a casa

Tre buoni (?) motivi 

Il turismo medicale si conferma un settore in costante espansione, con portali appositi per orientare al meglio l’utente. Ha conosciuto le luci dalla ribalta a partire dal 2008 e da allora segna numeri sempre più interessanti.

La sua formula d’appetibilità si articola in tre punti:

  • In primis, “cambiare aria” è conveniente perché altrove i costi sono molto più contenuti;
  • in secondo luogo, il turista “medico” è spesso tentato dai tempi di attesa assai più brevi;
  • solo da ultimo, a dispetto di quanto si potesse ipotizzare da principio, figura la possibilità di sottoporsi ad interventi ad oggi non praticabili nel Bel Paese (come ad esempio la fecondazione in vitro).

Turismo medicale: dove e perché

Turismo medicale

Viaggiare a scopo medicale significa insomma poter disporre di vantaggi multipli in un unico pacchetto. Molte strutture riescono a combinare a tariffe agevolate l’intervento chirurgico con il biglietto d’aereo, il pernottamento nonché la possibilità di effettuare un tour nella città straniera.

La Turchia è senza dubbio al vertice delle preferenze, specie per quanti anelano un trapianto di capelliFra gli altri luoghi prescelti siamo dunque ad annoverare la Croazia, l’Ungheria e la Romania, mete ambite specie per gli interventi odontoiatrici. E poi, più in generale abbiamo l’Africa, l’India, l’Asia. Continenti che vantano cliniche di lusso e prezzi più che appetibili.

Chirurgia plastica estetica al primo posto. Odontoiatrica al secondo. Cardiovascolare al terzo. Questo grossomodo il podio del turismo medicale che resta invariato negli anni.

Vie percorse sin dall’antichità godono di una nuova giovinezza perché restituite da una modalità di fruizione e di approccio inusitata.

Pianificare il viaggio

Posto che ad oggi sono assai numerosi i portali allestiti ad organizzare al meglio il viaggio, il turista medico d’altra parte deve sempre, e sottolineiamo sempre, porsi le seguenti domande:

  • Cosa so dell’intervento?
  • Con chi sto parlando?
  • Come sarà organizzato il post-operatorio?

Cosa so dell’intervento?

Turismo medicale

Sembrerà banale, ma può capitare che in molti, sedotti da iperboliche aspettative e lusinghe linguistiche giungano a prendere sottogamba i rischi e le possibili complicanze.

Chiaro, un intervento in anestesia generale – nella sostanza – è il medesimo a tutte le latitudini, ossia vanta comunque un certo margine di rischio; tuttavia è altrettanto vero che non tutte le strutture sono uguali né tutti i medici preparati allo stesso modo.

Bisogna cominciare andando alla ricerca di testimonianze positive e negative, nonché bilanciando le proprie aspettative sulla base realistica di quanto l’intervento è in grado di garantire. Inoltre, si deve esigere un’anamnesi accurata, che non sottovaluti le possibilità di fallimento.

Con chi sto parlando?

Va da sé, inoltre, che non basta sentire una sola “campana”.

Il paziente deve sempre poter attingere alle referenze del medico, valutando se la sua esperienza sia da intendersi a livello internazionale o piuttosto nazionale.

In seconda battuta, riservare lo stesso trattamento alla struttura. Ad esempio, l’OMS mette a disposizione una check list coi parametri standard volti a restituire il grado di sicurezza della medesima. Il centro è al corrente della sua esistenza? Se sì, rispetta tutti i punti?

Come sarà organizzato il post-operatorio?

Turismo medicale

I paesaggi da cartolina e le tariffe agevolate possono adombrare le naturali paure connesse all’intervento. D’altra parte, ad occupare la mente del futuro paziente dovrebbe essere soprattutto la seconda parte del viaggio, ovverosia la convalescenza.

Il viaggio dev’essere colto con lo sguardo retrospettivo del paziente operato che affronta il rientro. In altri termini, ciascuno deve chiedersi se i mezzi di trasporto influenzeranno il risultato finale, se eventuali lunghe permanenze in posizioni costrittive, in piedi o seduti, possano avere un esito negativo. In ultima, se il paziente sia obbligato a sollevare pesi o ancora se vi sia effettivamente un’assicurazione in grado coprire i rischi a 360 gradi.

E poi, che genere di assistenza sarà fornita? A chi ci si potrà rivolgere in caso di necessità, e come saranno gestite queste “necessità”?

La struttura ospitante, se prevista, sarà in prossimità della clinica? Verranno approntati numeri utili? La lingua straniera può essere un ostacolo? Qualcuno comprenderà al meglio la situazione specifica del paziente, e nell’evenienza saprà fargli da interprete?

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