Radiesse, tutti i vantaggi dell’idrossiapatite di calcio

Radiesse

Insieme al Dottor Caviggioli, parliamo di un prezioso anti-aging

Filler: alleati nel contrasto di rughe e svuotamenti, risposta mini-invasiva ai primi segni dell’invecchiamento. Sin qui, niente di nuovo. Molto probabilmente tutti conosceranno la voce acido ialuronico. Tuttavia, se questi resta senza dubbio il riempitivo più usato (nella versione NASHA), va detto che l’assoluta sicurezza dovuta alla presenza nel nostro stesso organismo di un enzima preposto al suo smaltimento (la ialuronidasi) – e perciò la principale ragione del suo pregio – risulta “paradossalmente” anche la cagione del suo più grande difetto: la scarsa durata.

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Dott. Fabio Caviggioli

 

Per di più, emblematico rovescio della medaglia, in quanto biocompatibile e straordinario idratante per il derma, l’acido ialuronico di fatto si “limita” a richiamare acqua nei tessuti e perciò non supporta a dovere lassità e solchi importanti.

Filler sintetici: questioni e criticità

Noi di beautyportale ci chiedevamo a questo punto se rivolgersi ai filler sintetici fosse davvero una soluzione auspicabile per far fronte ai difetti dell’acido ialuronico.

I dubbi e le perplessità in materia erano molti. A tutta prima, la tipologia sintetica (come ad esempio i polimetilmetacrilati) sacrifica sempre qualcosa in termini di duttilità. In seconda battuta, non si dimostra affidabile. Qualsiasi microsfera di materiale non immediatamente metabolizzabile dall’organismo (es: carbossimetilcellulosa), una volta iniettata nel derma medio funge da spina irritativa: va cioè a stimolare l’attività dei fibroblasti. In una parola, produce un’infiammazione controllata e circoscritta. Il polimetilmetacrilato tuttavia, non potendo essere smaltito nemmeno nel lungo periodo, permane in loco. E purtroppo la letteratura medica annovera parecchi casi di granuloma (formazione nodulare derivata dalla risposta immunitaria) persino a distanza di anni dall’iniezione di un filler permanente. L’utilizzo dei filler permanenti inoltre va a correggere un difetto evolutivo – l’invecchiamento – che risulterà problematico aggiornare nel tempo, restituendo effetti poco naturali.

Introducendo il Radiesse…

Certo, la tecnica di rimozione laser ad oggi consente di rimediare alle casistiche di “intervento non riuscito” senza passare per la sala operatoria, ma vale davvero la pena rischiare tanto nel nome di una stimolazione “intensa” del derma?

La domanda è retorica evidentemente, ma la risposta tutto fuorché scontata. Infatti, v’è una soluzione di compromesso fra ialuronico e filler permanenti: si chiama idrossiapatite di calcio (brand commerciale, Radiesse®).

Ce ne parlerà un esperto, il Dottor Fabio Caviggioli, chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico milanese.

Dottor Caviggioli, può introduci al Radiesse ®? Nel dettaglio: cos’è, e soprattutto, perché viene utilizzato in estetica…

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Microsfere di idrossiapatite intatte

Il Radiesse ® è una sostanza derivata dall’idrossiapatite di calcio, un derivato osseo impiegato in medicina clinica e in odontoiatria, mentre quanto a filler si trova micronizzata in sfere e sospesa in un carrier acquoso. Il Radiesse ® risulta particolarmente valido in quanto garantisce l’interazione duratura con il tessuto connettivale; ciò si traduce nella distensione delle rughe sin dall’immediato e in un’attività di neo-collagenogenesi nel corso del tempo. Insomma, ricapitolando abbiamo una debita stimolazione dei fibroblasti che andranno a depositare più collagene sostenendo a dovere l’impalcatura cutanea. Trattandosi di componenti biocompatibili, le sfere di idrossiapatite verranno smaltite dall’organismo, ma il processo richiederà del tempo. In quest’intervallo, il materiale “lavorerà per noi” in tutta sicurezza.

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Microsfere in degradazione

Insomma, in un unico prodotto abbiamo i vantaggi dello ialuronico quanto a sicurezza e dei filler permanenti quanto a stimolazione profonda del collagene…

Potremmo riassumerla a questo modo, in effetti. Il Radiesse ® è un’ottima soluzione per tutti quei pazienti che normalmente non trarrebbero benefici dalle infiltrazioni di acido ialuronico. Questi, essendo un riempitivo volumizzante, non risponde a dovere per pelli particolarmente ptosiche, rilassate. Al contrario il Radiesse ® – grazie alla sua formulazione – fornisce un debito sostegno tessutale senza volumizzare. Sottolineo inoltre che andando esso a stimolare la deposizione di collagene da parte dei fibroblasti determina anche un miglioramento qualitativo della cute.

Molto bene. E può dirci dove viene impiegato il Radiesse ®?

Si ottengono degli ottimi risultati per il viso chiaramente, ma anche dorso delle mani e collo figurano all’interno degli orizzonti applicativi.

Quando Lei specifica “viso” allude anche a labbra e zona perioculare?

No, non viene utilizzato per la zona periorale o perioculare. Può essere invece un aiuto prezioso per l’area zigomatica e per il solco lacrimale. Le dirò di più: specie in quest’ultimo caso il Radiesse ® è particolarmente apprezzato dalle pazienti che presentano zone d’ombra in situ e che perciò lamentano uno sguardo apparentemente sempre stanco.

Cosa può dirci, più in generale, sulla tecnica d’intervento?

Il materiale viene diluito a seconda delle indicazioni e del caso specifico con cui lo specialista è chiamato a confrontarsi, dopodiché mediante un ago sottile viene inoculato nel tessuto sottocutaneo. La tecnica e l’esperienza del medico si rivelano essenziali per creare una debita rete di sostegno alle regioni interessate da un rilassamento più o meno marcato.

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Prima
Radiesse
Trattamento
Radiesse
Neocollagenesi
Radiesse
Biodegradazione delle microsfere

Posso dirle comunque che l’intervento, ambulatoriale ovviamente, si conclude in capo a 15 minuti, 30 al massimo; sempre a seconda dell’entità della correzione. L’iniezione invece è solo minimante dolorosa. Parlerei di un fastidio transitorio, dovuto non tanto alla sostanza iniettata quanto alla puntura in sé. Per quanto l’ago sia estremamente sottile, infatti, si tratta pur sempre di un’iniezione…

Nondimeno, vi sono formulazioni di Radiesse ® diluite con anestetico, al fine di ridurre ancor più i disagi al paziente.

E quante sedute sono consigliabili?

Di norma i risultati sono apprezzabili già a partire dalla prima seduta. In alcuni casi, specie in virtù di specifiche caratteristiche del paziente, lo specialista consiglierà due applicazioni.

Domanda d’obbligo a questo punto: quanto dureranno i risultati?

Come si diceva, il Radiesse ® è un materiale a lento riassorbimento, perciò i risultati saranno senza dubbio più stabili dei medesimi offerti da un filler all’acido ialuronico. Per essere più precisi, a seconda della concentrazione in cui l’idrossiapatite viene impiegata, possiamo intercettare tempistiche che spaziano dagli 8 ai 15 mesi.

Due parole sul pre e post intervento…

Sebbene la metodica non richieda particolari scrupoli, è molto importante che il candidato non assuma farmaci fluidificanti prima di recarsi nello studio medico; penso ad esempio alla comunissima aspirina, il cui effetto sull’organismo permane per quasi due settimane. Ecco, basterà adottare minime accortezze e pianificare debitamente il trattamento onde evitare inutili complicanze.

A margine della seduta consiglio invece applicazioni fredde, da mantenere in loco per circa un’ora. Una buona norma, quest’ultima, per attenuare i pur fisiologici e transitori effetti quali edema e rossore. Le pazienti potranno poi truccarsi senza problemi.  L’ecchimosi locale, parimenti, andrà risolvendosi in capo a qualche giorno.

Vi sono controindicazioni assolute legate a questo filler?

Ci tengo a sottolineare che il Radiesse ® non deve mai essere utilizzato dai soggetti con provata sensibilità ai relativi componenti, nonché dalle donne in stato di gravidanza o allattamento. L’accurata anamnesi preliminare condotta dallo specialista accerterà per di più che il paziente non faccia uso di anticoagulanti o antiaggreganti.

Sono noti effetti collaterali?

Il prodotto ha indubbi vantaggi, ma qualora impiegato da una mano inesperta può dare origine e serie problematiche. Mi riferisco ad esempio all’eventualità in cui fosse iniettato in un vaso sanguigno, originando quadri di necrosi locale dei tessuti o peggio problemi embolici. S’intende, queste sono eventualità remote, e tuttavia al fine di scongiurarle e ottenere il meglio dal Radiesse ® spetta al paziente un atto preliminare di qualità: rivolgersi al medico competente e certificato.

Chiudiamo sui costi, dottor Caviggioli…

A titolo indicativo, dal momento che i prezzi variano in relazione alla quantità di materiale iniettato, possiamo fissare una soglia di partenza sui 350 euro.

È tutto, dottore. Grazie per questa interessante panoramica sul Radiesse ®. E se i nostri lettori desiderassero ulteriori chiarimenti?

Sarò felice di rispondere a tutte le loro questioni. Potranno inoltrare una domanda semplicemente compilando il form disponibile sulla mia pagina web, ove peraltro è possibile richiedere un consulto specialistico selezionando la struttura più comoda fra le sedi di Milano, Gallarate, Busto Arsizio, Brescia e Pavia.

Molto gentile. Grazie per gli spunti dottore.

I miei Saluti a voi ed ai lettori.

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