Lipenhancers: la moda delle labbra a canotto

I rischi del “fai da te”

I lipenhancers sono figli di una moda nata in America, fra le adolescenti, poi sbarcata anche in Italia (trascinando con sé persino le meno giovani). Tutto, nel nome di una taglia in più sulle labbra senza filler o chirurgia plastica. L’escamotage, però, è tanto semplice quanto solo in apparenza privo di conseguenze.

Si applica un tappo o un bicchierino alle labbra e poi si aspira l’aria succhiando forte. La pressione negativa creatasi ostacola il ritorno venoso e ingenera un transitorio rigonfiamento dell’area.

La rima prende piede un paio d’anni fa. E la lente del mercato si volge subito in quella direzione. Persino questa dimensione del “fai da te” pare prestare il fianco alla realizzazione di fatturato. Detto fatto, il metodo rientra in un brevetto, in una linea di prodotti da smerciare. Spuntano i lipenhancers o i full lips et similia, semplici tappi di dimensioni variabili che creano il ricercato effetto “sottovuoto” al costo di circa 20 euro.lipenhancers

Danni “collaterali”

Ovviamente, sia per chi compra i “lipenhancer” sia per chi al risparmio ricicla i sigilli o le capsule delle bombolette spry, l’effetto è identico. Ma per quanto transitorio, affatto garanzia di sicurezza. Per prima cosa, infatti, la pratica in esame può risultare particolarmente negativa per tutte le persone che soffrono di fragilità capillare; per di più può divenire una vera e propria minaccia qualora i tappi – posti sotto pressione – si rompano. Nei casi più fortunati, i piani di frattura non schizzano via e perciò possono risolversi in piccoli tagli superficiali sulla cute perilabiale. Purtroppo però, è sufficiente una rapida ricerca su internet per imbattersi in numerose casistiche molto meno felici: labbra sanguinanti e ferite profonde con schegge, eventualità che richiedono una tempestiva seduta chirurgica con punti di sutura e che ventilano la possibilità certo non remota di esiti cicatriziali visibili per tutta la vita.

Facile condanna o spunto di riflessione?

lipenhancers
Fig.1: Danni da lipenhancer

Ora, sarebbe sbagliato o quantomeno troppo parziale limitarsi alla facile condanna di una moda non certo più “brillante” di altre. Parimenti, non avrebbe molto senso scagliare invettive contro la vanità estetica delle minori o più in generale accanirsi sui modelli veicolati dalla società, gli stessi investiti di un’aurea di prestigio tale da spingere le masse ad imitarli.

La domanda che vale veramente la pena porsi, forse, è: tutto questo, non è forse lo specchio di ciò che l’occidente è chiamato a sostenere, e cioè una cura di sé che deve imparare – non a fuggire – ma ad orientarsi bene nel dedalo dell’estetica?

Vincoli di senso e rappresentazioni comuni

La questione è più complessa. Il punto non è se volgersi o meno ai trattamenti estetici e chirurgici. La medicina mette a punto questi ritrovati, e nessuno ha il diritto di proiettare su altri le proprie personali convinzioni. C’è da dire però, che per la prima volta nella storia le giovani generazioni sono sottoposte a talmente tanti stimoli contraddittori da rendere arduo l’esercizio di resistenza.

Troppo facile scomodare il senso di responsabilità. Troppo facile scomodare l’aforismatico e nostalgico “ai nostri tempi”. I giovani non vanno biasimati. Al contrario, sostenuti; perché solamente nell’abbondanza di traiettorie percorribili emerge la possibilità di perdersi, e parimenti la possibilità di stabilire una rotta.

Un passo oltre i lipenhancers

Il punto allora, non è che i giovani d’oggi sono meno responsabili di quelli di ieri. Essi hanno più stimoli, più modelli e più proposte fascinose che gridano forte, molto più forte di quanto non facessero con noi. Loro sono chiamati ad un atto di responsabilità a noi sconosciuto. Non possiamo che aiutarli.

Immagini:

Fig.1: 01:50. http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/ruggeri-labbroni-fai-da-te_537181.html