Champagne, bollicine amiche “per la pelle”

L’utilizzo alternativo ma non certo inedito di un rinomato nettare

Un colpo secco, un botto sordo ma vivace e lo champagne zampilla. Dunque, il tradizionale accompagnamento goliardico: il coro festoso dei commensali, a calici levati, a salutare la traiettoria parabolica del sughero, della cometa schizzata in un lampo dall’altra parte della sala.

Poi, ecco un vapore effimero, fresco, un’esalazione fruttata che sgorga dal collo rugiadoso e scuro della bottiglia. Il nettare frizzante sibila nella coppa affusolata, rabbocca il flûte, fornisce sostanza al brindisi!

Cin! Alla Salute!

La serata prosegue allegra e briosa, mentre “la bottiglia funge da clessidra”, come direbbe il grande scrittore Mauro Corona. Frattanto, le “vere” lancette accorciano il compasso sul quadrante ed accavallano le gambe: mezzanotte. Dopo poco, giunge il tempo dei commiati.

Saluto così gli amici, assicurandomi premurosa che al volante delle rispettive auto sieda l’anima buona e moderata che questa sera ha accettato di non alzare il gomito. Mentre abbraccio e saluto le ultime amiche, considero che probabilmente lo scrittore Corona ha ragione. V’è tanta retorica attorno al mondo dell’alcool, ma questa oratoria non salva dal rapporto smodato col bere. Lui ne sa qualcosa.

I giovani e il bere

Bisogna insegnare ai giovani a bere con moderazione, scrive. Un compito che spetta al genitore. Lo stesso genitore che, posta una mano sulla spalla del figlio, dica: sei maggiorenne, e maggiore età è sinonimo di maggiori liberta ma anche di maggiori responsabilità. Se ti capita fra le mani un bicchiere di troppo, e a chi non è mai successo, non metterti alla guida. Chiamami. Ti vengo a prendere io.

Invece, questo il rammarico, insegniamo ai giovani ad avere più paura delle nostre reazioni che delle fauci della strada…

champagne

Conoscere lo champagne

Rigiro la bottiglia di Champagne fra le mani. Fine e leggero, solitamente accostato alla simbologia delle grandi occasioni, nettare del piacere e naturalmente della seduzione. Nelle sue bollicine, dunque nella sua inequivocabile e caratteristica frizzantezza, si ritiene che Josephine de Beauharnais, Giuseppina Bonaparte, fosse solita addirittura fare il bagno. Di certo, una bevanda della quale, nel corso della storia, molte donne dello spettacolo hanno fatto biglietto da visita (è sufficiente pensare a Marylin). Un vino ottenuto per doppia fermentazione del mosto, leggo, dapprima nei tini e dunque nelle bottiglie. Bianco o rosè, frutto di tre vitigni principali, il chardonnay, il pinot noir e il pinot meunier a cui poi ne seguono altri 6 tradizionali.

Faccio per riporre la bottiglia, quando – dallo sciacquio – mi accorgo che in essa vi sono ancora due dita di liquido. No, per questa sera ho bevuto abbastanza. Il mio flute resterà vuoto di qui in avanti. D’altra parte, vivendo da sola, questo nettare rischia di andare sprecato.  È allora che mi risolvo. Riprenderò un leit motiv decisamente fortunato e intramontabile, mi dico, ossia l’uso – diciamo pure così – alternativo di questo grande prodotto originario della Francia. A cosa mi riferisco? Al suo utilizzo nell’orizzonte dell’anti-aging.

Preziose bollicine

Rassettata la cucina e la sala, mi strucco, mi lavo accuratamente il viso e lo asciugo. Quindi, il pezzo forte: imbibisco un batuffolo di cotone nella tazzina da caffè in cui mi sono preventivamente curata di travasare lo Champagne. Dunque completo la routinaria pulizia.

Cos’è, siete sorprese?

 Forse non tutte sanno che lo Champagne, nei fatti, è ricco di agenti anti-ossidanti e, spiegano gli esperti, fonte dell’acido tartarico: ciò che potremmo definire un tonificante e uno schiarente naturale.

Insomma, questo vino pregiato si rivela proprio un autentico toccasana per rinforzare il metabolismo cellulare e rallentare l’invecchiamento cutaneo.

Desiderate disintossicare la pelle e combattere i radicali liberi? Provate con lo champagne!

Post Scriptum: qualora non aveste a disposizione la costosa materia prima o siate più propense a imbibire in essa le labbra piuttosto che il cotone, vi ricordiamo che in commercio sono disponibili prodotti specifici arricchiti con antiossidanti e grassi essenziali. Un esempio noto è di certo la linea Aysse.