Settimana bianca: guida di preparazione

settimana bianca

Come godersi appieno la neve in modo consapevole

Parlando di settimana bianca, siamo sicuri che basti l’hi-tech di ultima generazione, la tuta spaziale, gli sci o lo snowboard altamente performanti, per godere pienamente della lunga corsa sulla pista innevata?

Ovviamente la domanda è retorica, ma non scontata. Infatti, spesso e volentieri, sul manto bianco giungiamo carichi di buone intenzioni ma carenti sotto il profilo della preparazione. 

Noi di beautyportale abbiamo pensato perciò a consigli di qualità per tutti gli appassionati di ogni stagione

Pronti per cominciare?

La presciistica

Prolungare il divertimento sugli sci è possibile sia che il praticante militi fra i veterani sia che, superato il fiore degli anni, si sia affacciato solo da poco ad uno sport ricchissimo di emozioni e adrenalina. L’impegno atletico richiesto da una giornata sul bianco non è certo trascurabile. Com’è risaputo, non è facile mantenere la posizione corretta, magari in condizioni nevose non ottimali, specie nelle ore più calde o più fredde. Ora, posto che sulla tecnica nulla vi si debba insegnare, resta comunque aperto il capitolo preparazione.

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Sarà sufficiente adeguare i tempi di allenamento in base all’età e prendere in debita considerazione sia lo stretching che gli esercizi di potenziamento muscolare rivolti non già soltanto alle gambe ma più in generale alla salute della schiena, degli addominali, delle spalle e dell’apparato cardiocircolatorio. Alcuni esercizi specifici nel nostro articolo dedicato.

In breve…

Vi proponiamo qui una serie di accorgimenti che vi aiuteranno a divertirvi sulle piste, scongiurando però infortuni o incidenti.

  1. Iniziate il workout con sufficiente anticipo, diciamo almeno due settimane prima dell’uscita, e in ogni caso non dimenticate mai il riscaldamento prima di infilare gli sci o di calzare lo “snow”. Il modo migliore per non infortunarsi non è solo questione di muscoli reattivi e giovinezza, ossia di talento e anagrafica, quanto di intelligenza, umiltà, devozione ed esperienza.
  2. È giusto non temere il pendio, sbagliato però sarebbe dare del “tu” alla pista. L’imprevisto c’è sempre, specie sui rettilinei che crediamo di conoscere ormai ad occhi chiusi. Abbiate rispetto della montagna e di chi – magari più impacciato di voi – condivide gli stessi tracciati.
  3. Consumate pasti leggeri ed energetici, allungate i muscoli affinché eventuali mosse impreviste non si vadano a tramutare in prematuri congedi dalla pista e… rispettate voi per primi il “codice della strada” o “della pista” che ciascuno dovrebbe avere il buon senso di osservare.

Amare la settimana bianca… vuol dire amare la montagna?

Ricordiamoci del monito che lo scrittore ertano Mauro Corona dedica all’amore per i suoi luoghi e per le cime in generale. Erto è infatti un paese del Friuli tristemente famoso in quanto superstite alla catastrofe del Vajont, ma a ben guardare ad essa non sopravvissuto. Il motivo è semplice: là dove non nevica firmato, come suole ripetere lo scrittore, ossia lontano dalle mete turistiche come Cortina o Courmayeur, la montagna non è tutelata. E le genti sono costrette a tribolare, in alcuni casi, ad andarsene. A questo modo muoiono saperi, se ne vanno popoli, culture.

Scegliendo un certo tipo di montagna, insomma, ricordiamoci allora di apprezzarne tutte le dimensioni. Lasciamo pulito l’ambiente. E sopra ogni altra stucchevole constatazione, ricordiamoci che se la tanto amata neve stenta a venire giù… è anche colpa nostra. Più spareremo biancore artificiale con i cannoni e meno ne verrà.

Tutto… per il “divertimento”

Quante surreali piste da sci si vedono in giro; lingue bianche che di neve “vera” non ne hanno vista neppure per sbaglio. Come si può sciare in un clima del genere? Nel nome del divertimento, pseudo-cultori della sciistica (e della settimana bianca “ad ogni costo”) si gettano a filo di piombo giù per la valle dopo che motori assetati di energia, e cioè le grandi e rumorose bocche collocate a bordo pista, hanno svolto il proprio mestiere. Un simbolo di grande, grandissima insipienza: si arriva in Suv sino in vetta, si macina il dislivello con l’impianto di risalita e poi ci si fionda giù “a uovo”, giustificandosi (in)consciamente con il noto adagio “ho pagato, e pretendo neve”.

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Perciò…

Spetta a noi amanti della settimana bianca tutelare la montagna e salvare la passione che ci accomuna. Se nei soliti posti non c’è neve, prendiamo in considerazione i posti in cui i fiocchi scendono ancora. In alternativa, e qui inevitabilmente ci attireremo le ire di qualche lettore, prendiamo in considerazione la corsa o la passeggiata nei boschi.

Chi ama la montagna e la vuole tutelare è pronto a boicottare i cannoni. Non raccontiamoci mezze verità…

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