Saluto al Sole o, meglio, Surya Namaskar

saluto al sole

Una pratica yoga per massaggiare il corpo e preparare la mente al nuovo giorno

Il Saluto al Sole è molto più che ginnastica, si tratta di una filosofia. Un momento per sé, da ritagliarsi preferibilmente al risveglio, per iniziare al meglio la giornata, traendo simbolicamente forza e vigore dall’astro nascente, o più precisamente nel legame fra uomo e natura.

Surya Namaskar

saluto al sole

Letteralmente, “Saluto al sole”, il Surya Namaskar consta in una transizione armonica fra un’asana (movimento o postura volta a incanalare flussi di energia) e l’altra, assecondando il respiro.

Immaginate la vostra cassa toracica come un’armonica che si espande e si ritrae, pulsa, si dilata, si comprime. Vi immergete nella positività e lasciate defluire i pensieri negativi, la muscolatura di tutto il corpo unitamente alla colonna vertebrale e agli organi interni vengono massaggiati. La forza che scorre in voi, riattivata. Questo è il Surya Namaskar.

L’ideale sarebbe eseguire questo saluto, questo straordinario esercizio composito, toccasana per mente, spirito e corpo all’aperto, in un luogo tranquillo. Specie con la bella stagione, dunque, il nostro consiglio è quello di praticarlo in giardino o sul terrazzo. In alternativa a finestre aperte, se la vostra stanza non dà su una via particolarmente trafficata.

In ultima analisi, l’impatto positivo dev’essere ricercato nel miglioramento della mobilità articolare, ma anche nella riattivazione del metabolismo. Il saluto al sole vi aiuterà parimenti a regolare il transito intestinale, favorendo la digestione e la regolarità, nonché coadiuvando l’attiva ricerca della postura corretta nel quotidiano.

saluto al sole

Un rito per caricarsi di positività

Insomma, il “saluto al sole” non è solo un esercizio, ma un rito per imprimere una precisa direzione alla giornata. Una fluida concatenazione di dolci sollecitazioni utili al corpo, ma soprattutto alla mente. Il Surya Namaskar vi aiuterà a sviluppare coordinazione e concentrazione

Tutto scorre – questo il messaggio -, ciò che era, ora muta per rovesciarsi nel suo contrario e tornare alla quiete. La vita è un ciclo, è armonia fra opposti. Dunque, non attaccatevi alle cose, non abbiate paura di lasciarle andare; questo pare suggerire: imparate ad osservare – qui, ora – senza giudicare, allenatevi alla pacatezza, alla temperanza. Vivete adesso, pensate al presente, radicatevi nel momento in corso.

Praticate il saluto al sole con costanza, con predisposizione d’animo, ed anche il vostro approccio alla vita, lo stile del vostro quotidiano, ne uscirà notevolmente migliorato in termini di consapevolezza. Questo è sicuro.

saluto al sole

Surya Namaskar, esprime infatti il legame fra il mondo e la persona, il contatto fra l’infinitamente grande (il sole) e l’immensamente piccolo (l’uomo). Favorisce l’attenzione al respiro; pertanto, aiuta sia a rilassarsi che a caricarsi d’energia. Specie per le persone sedentarie, dunque, può essere l’alleato decisivo per migliorare la circolazione e alleviare le tensioni nervose.

Accendete la giornata…

È vero, lo Yoga non si può imparare da soli. O meglio, l’autentico Yoga (che significa “unificazione“) come peculiare tipo di rapporto con sé stessi, come filosofia dell’esperienza, implica un approccio iniziatico, l’appoggio di un maestro, di una guida. Implica cioè una relazione. Yoga non è esercizio per il corpo, ma per lo spirito. Non è fitness, non è niente di ciò che l’industria del wellness vende in Occidente. Il nostro consiglio è perciò quello di rivolgervi alla pratica con un orecchio all’interiorità. Provare, non costa nulla, certo; ma rispettare e beneficiare di quest’arte significa saperla intendere per quel che è, senza banalizzarla o peggio imbarbarirla.

A patto che non accusiate particolari dolori alla schiena, di certo i benefici di questa pratica, di quest’arte del cimento con sé stessi, non potranno che accendervi la giornata.  

 Esecuzione del saluto al sole

Ecco allora, in pochi punti, come eseguire un buon Surya Namaskar, il saluto a sole…

I.

In posizione eretta, piedi uniti e schiena dritta, spalle rilassate e sguardo fisso su un punto collocato all’altezza del naso. Ponete le mani congiunte appena sotto al mento o davanti al petto, curandovi di far aderire i palmi. A quel punto, muovete fluidamente verso la seconda figura. 

II.

Inarcate la schiena all’indietro e contemporaneamente estendete le braccia sopra la testa. L’obiettivo è quello di tracciare un immaginario arco, ovvero porre il corpo come figura concava. Nel porvi a questo modo, espandete il petto inalando e portate indietro le scapole, stringendo i glutei. Ricordatevi che non si tratta di piegare le ginocchia, quanto di sciogliere la schiena e favorire la mobilità articolare della catena cinetica posteriore, dai femorali (i muscoli posteriori della coscia) alle spalle, distendendo parimenti la muscolatura pettorale e addominale.

III.

Espirando, ritornate nella posizione di partenza e senza soste piegate il busto in avanti sino a toccare le punte dei piedi con le dita. La transizione fra una posa e l’altra dev’essere, lo ricordiamo, più fluida e dolce possibile. Pertanto, vi curerete di mantenere sempre le braccia distese sopra il capo e – nella posizione inferiore dell’asana in oggetto – di mantenere quanto più possibile le gambe dritte.

IV.

Giunti a questo punto, secondando il respiro, perciò eseguendo una nuova inspirazione, eseguite un affondo all’indietro con la gamba destra. Il passo dev’essere sufficientemente profondo da sollecitare il muscolo quadricipite, il gluteo e favorire la completa estensione dell’anca. Eseguendo il passo all’indietro, ponete entrambe le mani a contatto con il suolo e reclinate lievemente il capo allo scopo di mantenere lo sguardo levato.

Senza arrestarvi, dacché momentaneamente tratterrete il respiro, completate la transizione verso la quinta asana, ove nei fatti vi ritroverete in posizione di plank, o – in altri termini – nel corrispettivo della fase superiore di un piegamento a terra.

V.

Espirando, piegate le braccia e flettete lievemente le gambe.

Sfiorate il terreno con il petto. Inalando, disegnate una traiettoria ad arco riportando le braccia tese. Nella posizione finale del movimento dovreste ritrovarvi con il bacino pressoché a contatto del suolo ed il busto puntellato sulle braccia distese.

VI.

Eseguite il gesto al contrario, espirando, e proseguite l’arretramento sino a rovesciare l’angolo fra gambe e schiena tracciato in precedenza. In altre parole, nella porzione finale dell’asana, il capo si ritroverà incassato nelle spalle ed il bacino più in alto dacché le gambe ed i glutei si saranno sollevati.

VII.

 Indi, inspirando fate scivolare la gamba destra in avanti, eseguendo una sorta di ampio affondo. Il piede destro giungerà quindi a trovarsi pressoché accanto alle mani, sempre premute al suolo. Questa asana è perciò speculare alla quarta; cambia solamente la gamba posta in avanti.

VIII.

Espirando, chiudete il compasso fra le gambe.

IX.

Inalando sollevatevi, e sempre tenendo le braccia sopra il capo flettetevi all’indietro sullo stile della seconda asana. 

X.

Infine tornate alla posizione iniziale, eretti a palmi uniti sotto il mento. Espirate.

SOCIAL
SEGUICI SU:
Beautyportale: un mondo a cui tutti, uomini e donne, possono accedere per cercare le risposte alle loro domande su bellezza, salute, benessere, sport, massaggi, alimentazione, chirurgia plastica, wellness ed estetica. Uno spazio ricco di spunti per vivere una vita all'insegna dell'equilibrio e della cura di se stessi.