Riciclo creativo nel mondo dell’estetica

riciclo creativo

Pessimo INCI o componenti aggressive? Ecco come comportarci.

Se scomodiamo il riciclo creativo anche in materia estetica, lo dobbiamo essenzialmente a due motivi. Il primo è che tutto (ma proprio tutto) prima di essere buttato nella spazzatura merita una seconda chance! Una questione morale prima ancora che economica. Il secondo, è che non tutti i cosmetici si equivalgono: ci riferiamo alla composizione chimica degli stessi. 

Oggi stileremo dapprima un elenco degli ingredienti INCI da evitare e poi proporremo atti di riciclo creativo qualora già li abbiate in casa.

Occhi ben aperti sull’etichetta

Probabilmente già lo saprete: l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è l’elenco degli ingredienti cosmetici. Qualsiasi prodotto utilizziate per la pelle o i capelli deve obbligatoriamente recarlo sulla confezione. Trattasi, in buona sostanza, della lunga e – per certi versi – difficile “lista-ingredienti”. Diciamo lunga perché annovera le componenti chimiche in ordine di quantità percentuale presente, e diciamo difficile dacché la dicitura si rifà a numeri e codici oppure alla denominazione scientifica inglese del determinato composto.

In breve, l’utente medio che si ritrovi a consultare l’INCI ha ben poche speranze di capire “da sé” quel che vi sta dentro o se quel prodotto è più dannoso che utile alla propria persona.

Ebbene, aiutandoci con alcuni bei siti di consumo critico e di informazione accessibile come ad esempio biodizionario.it, proviamo a farci un’idea chiara sugli agenti chimici da evitare.

Cosa evitarericiclo creativo

  1. Tensioattivi. Trattasi di sostanze derivate dalla raffinazione del petrolio con proprietà schiumogene, bagnanti e detergenti. Alcuni esempi noti sono: Sodium laureth sulfate, Sodium lauryl sulfate e Ammoniun lauryl sulfate. Gli effetti? La nostra pelle inaridisce e va in contro a fenomeni irritativi. Per approfondire sul tema dei tensioattivi, potete cliccare su cosmesinice.
  2. Attenzione poi alle nomenclature come Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum o Vaseline. La minestra è la stessa, nomi diversi per sostanze comunque derivate dal petrolio e spesso purtroppo presenti altresì nei prodotti per i più piccoli. Tenetevi alla larga dai suddetti grassi minerali. Essi creano una sottile pellicola sul derma che impedisce la traspirazione e può favorire la comparsa di brufoli e comedoni.
  3. Mono-, Di- e Tri-etanolamina (MEA, DEA e TEA) così come i relativi composti (Lauramide DEA, Cocoamide MEA, ecc.) sono al pari ingredienti di natura sintetica potenzialmente cancerogeni. Non dimentichiamoci che tutto ciò che poniamo sulla pelle viene poi assorbito dall’organismo. I suddetti ingredienti inoltre possono reagire con le altre sostanze presenti nel prodotto portando alla formazione di nitrosammine, sostanze cancerogene.
  4. Conservanti e igienizzanti altamente allergizzanti: Triclosan (presente specialmente in articoli per l’igiene dentale) e Imidazolidinyl urea, hydroxymethylglycinate,  e diazolidinyl urea (che possono liberare una sostanza nociva: la formaldeide), per includere poi DMDM Hydantoin, Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, sono responsabili di reazioni allergiche e formazione di sostanze cancerogene.
  5. Poliquaternium-80, Dimethicone e Amodimethicone, e più in generale gli elementi  che terminano in -one, -thicone, -sloxane, sono tutti siliconi non biodegradabili. Hanno lo scopo di conferire ai prodotti una consistenza morbida e spalmabile, ma non lasciano traspirare la pelle.
  6. Polyethilene Glicol, anche abbreviato in PEG, così come i suoi derivati, vengono impiegati come emulsionanti. Il loro scopo è alterare la permeabilità del derma facendo sì che questa assorba maggiormente le sostanze presenti nel prodotto.

Riciclo creativo

Ora, giunti a questo probabilmente vi domanderete che fare di tutte queste sostanze sino a poco fa sconosciute e con le quale nei fatti avete convissuto pacificamente. Ebbene, per non scadere nel terrorismo psicologico, ci teniamo a rassicurarvi almeno su di un punto: le loro concentrazioni e i loro danni sono riparabili. Scegliendo in tempo di non avvalersene più è sicuramente possibile disintossicarsi nel più breve periodo. Ad ogni modo, a repulisti effettuato dagli armadietti resta un grande dubbio: buttare tutto nella spazzatura o in qualche modo tentare di riciclare?

La risposta migliore senza dubbio il riciclo creativo.

Noi vi mostriamo come…

Deodoranti/profumi

Se irritano la pelle o non vi convincono quanto ad INCI non per forza il loro zodiaco prevede l’inevitabile salto nella pattumiera; potete infatti riutilizzarli per deodorare armadi o scarpe.  

Dentifrici

riciclo creativoLe paste per l’igiene dentale scadenti in quanto ricche di PEG o Triclosan possono essere delle valide sostitute ai prodotti specifici per rimuovere lo strato d’ossidazione dall’argenteria o per pulire le “fughe” tra le piastrelle. Vi sarà sufficiente spalmarne un leggero strato su una vecchia spatolina e procedere a strofinare. Vi suggeriamo anche di provare a spalmarne un piccolo quantitativo sulle lenti dei vostri occhiali (da vista o da nuoto) e quindi pulirle delicatamente con un panno. L’effetto garantito è un anti-appannamento home-made.  

Balsami e shampoo per capelli

Qualora molto ricchi di petrolati, siliconi e paraffina potreste ponderare di riciclarli al posto dell’ammorbidente tradizionale all’atto di preparare il bucato. Impiegate grossomodo le medesime quantità utilizzando il dosatore, ma prestate attenzione alla viscosità del prodotto. Qualora quest’ultima sia eccessiva infatti, necessita di una correzione con acqua. In alternativa, balsami e shampoo possono risultare un prezioso ausilio per la lucidatura dei mobili.

Salviettine struccanti o intime e latte detergente

Prendete in considerazione l’idea di utilizzare le prime come panno per spolverare. Il latte detergente può invece fungere da smacchiatore per i tessuti.

Creme viso/corpo

Anziché spalmarle su di voi, impiegatele creativamente per dare nuova vita ai vostri oggetti in pelle o simil-pelle. Tecnicamente, andranno a restituire borse e guanti tirati a lucido, proteggendoli dall’usura.

Burro di cacao 

Se gli stick in esame sono pessimi da porre sulle labbra, per contro possono diventare ottime paste nutrienti per le scarpe.

Smalti

riciclo creativoPer tutti i prodotti ricchi in formaldelide in verità non esistono molte opzioni di applicare la logica del riciclo creativo. Non resta che porli negli scatoloni in cui avete riposto le decorazioni natalizie e prenderli in considerazione per l’anno a venire, quando realizzerete qualche oggetto a scopo decorativo. Per esempio, potete colorare le palline dell’albero, le pigne o ancora impiegarli per dare qualche tocco in più alle statuine del presepe.

Tonici, deodoranti a base alcolica e acetone 

Validi aiuti per la pulizia dei vostri pennellini da trucco, vi basterà riempire un bicchierino con queste sostanze e lasciare il vostro arsenale in ammollo per qualche ora. Per quanto concerne l’acetone, ottimo solvente, osservate qualche precauzione in più: dosi minori e contenitore in vetro.

Lacca per capelli

Potreste considerare di spruzzarla sull’argenteria per mantenere più a lungo la lucidatura della stessa.

Oli per il corpo

Considerate di utilizzarli come lubrificanti di qualità o per la manutenzione degli attrezzi che solitamente impiegate nel tempo libero, sia in casa che in giardino.

Rossetti e matite da trucco

riciclo creativoSe in casa ci sono bambini questi “trucchi” potrebbero essere l’ideale per conferire un tocco in più ai loro disegni. In alternativa, impiegateli nella logica del riciclo creativo per le decorazioni su vetri e specchi.

Se siete amanti del fai da te, probabilmente vi sarà già balenata l’idea di scioglierli insieme alla cera e dare forma alle vostre candele artigianali. Noi tuttavia ci sentiamo di sconsigliarvi questa pratica dacché i materiali contenuti nel prodotto possono non essere sicuri per la combustione.

Smaltimento

Dove buttare i cosmetici scaduti o terminati?

Posta una prima discrimine nei contenitori vuoti, che andranno perciò gettati – a seconda – nel vetro o nella plastica, per il resto è bene sapere che esistono gli appositi centri di raccolta per farmaci scaduti e le isole ecologiche. Se avete un dubbio, non gettate il prodotto a caso, demandando ad altri il problema della sua gestione o peggio vanificando il progetto di raccolta differenziata. Cliccando su questo link potrete consultare ad un utile vademecum in materia di raccolta differenziata. Per tutto il resto: riciclo creativo!

 

Fonti:

http://www.biodizionario.it/biodizio.php?view=T

http://www.cidiu.to.it/iriciclabili/doc/Cidiu_DizionarioRifiuti.pdf

 

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