La befana quest’anno porta… semi di bellezza

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L’anno nuovo ha nel sacco un importante messaggio per i più piccoli

La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte. Vola fra i tetti con la sua scopa e scivola nelle case per lasciare un dono, un segno. Sino a ieri lo depositava senza troppe cerimonie. In grandi calze. E così abbiamo leccornie per i bambini bravi e carbone per quelli cattivi.

Forse, però, non tutti ricordano l’atto di nascita di questa significativa usanza della nostra tradizione. Infatti, chi era la befana e perché si presenta proprio il 6 gennaio?

Una storia da rispolverare…befana

Ebbene, la vecchia signora dall’aspetto dimesso fa il suo ingresso in scena in alcuni racconti di origine popolare.

Per la precisione si vede legata alla narrazione dei popoli cristiani. Il 6 gennaio è per l’appunto l’epifania, il momento in cui i Re Magi, dopo una lunga peregrinazione sulla scia della cometa Santa, giunsero finalmente a porgere i loro omaggi al figlio di Dio.

Ora, la leggenda vuole che le tre note figure pellegrine incontrassero una vecchierella; per l’esattezza, una donna alla cui porta bussarono per ottenere indicazioni. L’anziana non seppe rispondere, ed in ragione dei suoi impegni declinò l’invito dei Magi a seguirli.

Ben presto, tuttavia, accortasi dell’errore si mise sulle loro tracce. Anch’essa fermamente intenzionata a omaggiare il figlio di Dio.

Non sapendo però ove mai egli fosse, pensò bene di lasciare un piccolo dono nella casa di ogni bambino che incontrava lungo la sua solitaria rincorsa.

Regali… in tempi d’abbondanza

Un tempo la “visita” della befana era assai più entusiasmante di quanto non lo sia oggi. Semplice comprenderne la ragione: le occasioni di festa non potevano certo dirsi troppo frequenti.

Capita dunque che in tempi d’abbondanza la povera Befana arrivi ad annoiare. E dopo Babbo Natale o Santa Lucia, d’altra parte, che resta da desiderare ancora?

Il quadro s’incupisce, per di più, se pensiamo che ad aggirarsi per le vie, è ormai una Befana “stipendiata” dalle grandi multinazionali italiane ed estere che sfornano “calze” esageratamente dense di calorie per bambini sempre meno in salute.befana

Come rimediare?

La risposta di qualità punta con intelligenza alla sostenibilità. Festa, infatti, non è necessariamente sinonimo di gozzoviglia. Come mamme, papà, nonni e nonne possiamo riprendere le redini di questa tradizione e rilanciarla verso prospettive inedite. In breve, facciamo sì che la Befana – l’epifania – ci regali la possibilità di dare un insegnamento importante a figli e nipoti. Evitiamo di regalare dolciumi… e prediamo spunto da quanto segue!

Cosa sceglie la befana

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Per i più piccoli, l’ideale potrebbe essere quello di insegnare a coltivare bellezza tramite un simpatico gioco di magia. Come? Facendo germogliare un semino dentro ad un barattolo.

Tutto quel che vi occorre è:

  • un recipiente di plastica;
  • del cotone idrofilo;
  • alcuni semi (ad esempio fagioli o lenticchie, retaggio delle festività da poco passate…).

Tutto è uno: l’interdipendenza della vita

Assistiti dai vostri nipotini o dai vostri figli ponete dell’ovatta sul fondo di un recipiente. Composto uno strato, irrorate il cotone con dell’acqua e disponetevi sopra i semi, distanziati di qualche centimetro l’uno dall’altro. Ponete poi il tutto in un angolo di casa ben soleggiato. Per i giorni successivi, ricordatevi di irrorare il cotone e mantenerlo bagnato: operazione che potranno condurre i vostri piccoli aiutanti (sotto supervisione dell’adulto) con un erogatore a spruzzo. Ricordate loro di avere pazienza e di “dare il giusto tempo” ai semini. Dopo circa una settimana, un bel giorno, vedranno spuntare le radici e quindi (in due settimane) il verde germoglio. Un miracolo stupefacente!

Sull’onda dell’entusiasmo, invasate le pianticelle nel terriccio mescolato a un po’ di torba. Seguitate ad avere cura del vasetto, tenendolo in casa, dove la luce non sia mai troppo forte. Qualora i giovani aiutanti perdano un po’ di interesse, voi perseverate ad abbeverare le piantine. A breve sarete felici di riportare figli o nipoti davanti ad una tenera pianta di fagioli, la stessa che dopo qualche tempo darà i suoi frutti nei baccelli. Ecco, direte aprendone uno, tutto ricomincia. Sempre.

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Un lavoro ancora più creativo, ideale specie per i più grandicelli: le bombe di semi!

Replicando nel più spiccio quotidiano quel che propone il movimento del guerrilla gardening, o giardinaggio d’assalto, cimentatevi nel preparare delle palline con semi di fiori, le stesse che poi lancerete nelle zone grigie della città o in un angolo del giardino rimasto senza erba. A breve nasceranno petali e foglioline, regalando ai vostri aiutanti il desiderio di contribuire attivamente all’espansione del verde nella città.

Occorrente:

  • argilla secca;
  • terriccio;
  • semi dei vostri fiori preferiti.

Flower bombs

Acquistate l’argilla dal ferramenta qualora non siate a conoscenza di aree vicino casa ove questa sia effettivamente disponibile. Prendete un recipiente e mescolate insieme una parte di semi (es: 1 cucchiaio da cucina) con una quantità pari di terriccio e circa 4-5 parti di argilla. Unitevi acqua quanto basta, rimboccatevi le maniche e, muniti di giovani aiutanti con grembiule, dateci dentro con l’impasto! Quando il composto sarà bello compatto, stendetelo con un mattarello e poi create dei rettangoli… gli stessi che, appallottolati, diverranno per l’appunto le vostre eco-munizioni.

Lasciate seccare le vostre flower-bomb. Quindi pianificate l’avventuroso assalto. Una passeggiata sarà l’occasione ideale per spargere bellezza a piene mani, senza pietà! 

Piccola nota: la scelta dei semi è decisiva. Puntate su specie che non necessitino di cure particolari e che possano attecchire bene in terreni non particolarmente ricchi di sostanza. La sera prima di realizzare le bombe, ponete i semi in una bacinella con acqua e compost per lasciarveli una notte. Scarterete quelli venuti galla.

Una variante per le flower-bomb in primavera-estate consiste nel prendere del terriccio, porlo nel recipiente in plastica o silicone che usate per i cubetti di ghiaccio e inserire uno o più semi in ciascun compartimento. Irrorate il tutto con acqua e lascate ghiacciare. Quindi, rimuovete ogni singolo blocco e lanciatelo ove ce n’è più bisogno!

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Altra opzione di qualità rivolta al mondo verde potrebbe essere quella di piantare un piccolo alberello dietro casa. Inventate quella che un domani sarà l’ombra per un pomeriggio d’estate, solido braccio per un’altalena e soprattutto aria buona da respirare a grandi boccate! Qualora si tratti di un albero da frutto, per di più, donerete ogni anno prelibatezze con cui festeggiare il giorno della messa a dimora.

Occorrente:

  • Vanga e piccozza;
  • terriccio e concime;
  • ghiaia o argilla espansa;
  • bastoni di sostegno per il fusto.

Piccolo grande progetto verde

Ricordate, più è profonda e larga la buca e più facilmente crescerà il vostro progetto verde: le radici potranno stiracchiarsi per bene e l’arbusto levarsi in alto. Scavate per almeno un metro di profondità, ma qualora siate a digiuno di giardinaggio fatevi suggerire dal fiorista. Ricordatevi, comunque sia, di prevedere un ampio margine di crescita dell’arboscello e di non scavare a meno di tre metri dal confine della vostra proprietà. Finita la buca, predisponete uno strato drenante sul fondo della stessa (ghiaia o argilla espansa sono ottime opzioni).

Ponetevi dunque del concime, mettete a dimora l’albero (facendo sì che la base del fusto risulti interrata allo stesso livello segnato dal vaso) e coprite con terriccio e ulteriore concime. Compattate con la vanga e annaffiate copiosamente. Per le prime stagioni di vita create un adeguato supporto al giovane albero; saranno sufficienti tre bastoni inclinati e fissati insieme al vertice. Il video qui sopra rende molto efficacemente l’idea.

IV.befana

Restando in tema di grande bellezza, e muovendo dal vegetale all’animale, potreste prendere in considerazione l’idea di adottare un amico a quattro zampe. Ergo: tappa obbligata al canile o al gattile. Ovvio, non serve ricordare che un animale necessita di spazio e di attenzioni costanti: non si tratta certo di maneggiare un giocattolo. Pertanto, specie se figli e nipoti sono piccoli, è necessario sapere sin da principio che gran parte (se non tutti) gli oneri riguardanti la cura del nuovo arrivato spetteranno all’adulto.

In alternativa, qualora allergie o spazi ridotti non lo consentano, potrete comunque compiere un bellissimo gesto donando al canile o alla struttura più vicina ciò che necessita… ad esempio delle coperte, cucce o alimenti.

Pensate alla grande differenza che potrebbe costituire la donazione di due grandi sacchi di croccantini per cani e per gatti. Recatevi alla struttura e fate sì che nipoti e figli prendano contatto con la realtà dell’abbandono ma soprattutto con la generosità degli operatori. Contribuendo al mantenimento quanto più dignitoso degli amici a quattro zampe meno fortunati, i più piccoli non tarderanno – al momento opportuno, e cioè da grandi – a intraprendere in autonomia la scelta più etica, più giusta, perciò più bella. In alternativa, se lo spazio non vi consente un’adozione diretta, avvaletevi del sito LAV, ove potrete comunque occuparvi “a distanza” di chi ne ha più bisogno!

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