Aloe Arborescens: Tutte le Proprietà di Pianta e Succo

Aloe arborescens

 

Pianta

Aloe arborescens, una pianta dalle molteplici funzioni, anche ornamentali, certo, ma soprattutto curative. Dai rimedi contro eczemi e ferite, all’idratazione cutanea fino alle proprietà disintossicanti, pare essere impiegata ad oggi un po’ per tutto. Bisogna tuttavia tenere presente che non si tratta di un rimedio miracoloso; e soprattutto che un aloe non vale l’altra.

Conosciuta sin dall’antichità, la pianta di aloe arborescens appartiene alla famiglia delle aloaceae ed è originaria dell’Africa Settentrionale, ma comune altresì nel bacino mediterraneo. Nota anche per i processi di imbalsamazione nell’antico Egitto, possiede molteplici proprietà curative. E tuttavia, forse non tutti sanno che non esiste un unico tipo di aloe.

In primo luogo, perciò, è bene sottolineare le differenze fra Aloe barbadensis (o Vera) e Aloe arborescens.

Aloe arborescens o aloe vera?

La prima delle due, più carnosa e dalla foglia più grande, viene impiegata prevalentemente per la cura della pelle e del corpo, perciò ad uso esterno. – Per approfondirne i benefici leggete il nostro articolo dedicato.  

aloe arborescens
Aloe barbadensis

L’ aloe arborescens invece, più ricca di principi attivi, viene impiegata ad uso sia interno che esterno. Le sue foglie sono più sottili e quindi ne occorrono di più per ottenere lo stesso quantitativo di gel, con il rischio di una maggiore presenza di Antrachinoni; tuttavia, poiché contiene meno acqua, la concentrazione di principi attivi è di gran lunga superiore.

Aloe arborescens caratteristiche

aloe arborescens
Aloe arborescens

Quest’ultima variante, su cui ci concentreremo, si presenta nella sostanza come un vero e proprio arboscello. Tronco squamoso e chioma scolpita, protesa verso l’alto come una fiamma verde o piegata verso il basso come un ombrello; l’ aloe arborescens ama il sole e i terreni secchi e acidi.

I motivi in base ai quali viene solitamente definita prodigiosa, o perlomeno ancor più preziosa della cugina “Vera”, sono relativi alle sostanze in essa presenti. Tanto per fare alcuni esempi abbiamo un contenuto di prolina quasi dieci volte superiore nell’ aloe arborescens rispetto alla barbadensis, nonché quantità praticamente doppie di triptofano.  

Come dicevamo, l’aloe arborescens viene dunque impiegata anche ad uso interno. Dalle sue foglie si ricavano sostanze essenziali al benessere dell’organismo, utili a scopo drenante e depurante.

Approfondimento
Varietà di aloe e differenze

Alla famiglia delle aloaceae appartengono numerose varietà (circa 600), tra le quali le più note sono l'aloe vera e la cugina arborescens. Ma ne esistono anche altre tipologie che vale la pena menzionare.

Aloe Ferox: caratterizzata da grandi fiori arancioni e spine rosse, contiene un elevato quantitativo di ferro. Per questa ragione viene utilizzata in caso di anemie oltre che come valido purgante.

Aloe Chinensis: varietà rara e pregiata utilizzata soprattutto nella medicina cinese. Si presenta simile all'aloe vera ma con spine più spesse e bianche e fiori arancioni. Il suo gel offre una notevole concentrazione di vitamine e sali minerali.

Aloe Variegata: possiede foglie verde scuro striate di bianco e protese verso l'alto. Sebbene la pianta abbia soprattutto una valenza ornamentale, il suo gel viene impiegato nell'industria cosmetica.

Aloe Humilis: la più piccola tra le specie di aloe, sfoggia un fiore giallo e foglie molto appuntite. Viene usata soprattutto come pianta ornamentale.

Proprietà Curative

Aloe arborescens

L’ aloe arborescens, come già accennato, è particolarmente apprezzata per le sue numerose proprietà curative:

  • Antinfiammatorie e analgesiche: riduce infiammazioni e dolorabilità sia se impiegata ad uso esterno che interno. In particolare risulta efficace su ustioni, ferite, punture d’insetto e come sostegno durante radio e chemioterapia;
  • Antisettiche e antibatteriche: sostiene e rafforza le difese immunitarie contro l’azione di svariati agenti patogeni e funghi, come ad esempio l’Escherichia coli e la Candida;
  • Immunostimolanti: l’ aloe arborescens non è efficace solo contro i batteri, ma anche contro i virus. Questa capacità antivirale sembra sia da attribuire all’acemannano, un polimero contenuto nelle foglie della pianta, che risulta indicato contro Herpes simplex, Morbillo e persino HIV;
  • Antiossidanti: l’elevato quantitativo di sali minerali, vitamine e amminoacidi presenti nell’ aloe arborescens, contribuisce a proteggere i tessuti dai danni ossidativi causati dai radicali liberi e quindi a proteggerli dall’invecchiamento precoce;
  • Citoprotettive: questa pianta stimola la flora batterica intestinale e protegge l’apparato gastrointestinale da svariati disturbi, quali gonfiori, bruciori, crampi, nonché dagli effetti collaterali di alcuni farmaci;
  • Lassative e depurative: una tra le più note proprietà dell’aloe arborescens è proprio quella disintossicante ad opera dei polisaccaridi, in grado di intrappolare le scorie e facilitarne l’espulsione. Responsabili invece dell’effetto lassativo sono gli antrachinoni, in particolare l’aloina, che in concentrazioni troppo elevate possono risultare irritanti;
  • Cicatrizzanti: ad uso topico, l’ aloe arborescens è adatta al trattamento di ferite, vesciche ed eczemi, grazie alla sua capacità di stimolare il processo di riparazione e rigenerazione cellulare;
  • Idratanti, emollienti e lenitive: sempre ad uso esterno, i principi attivi di questa pianta esercitano un’azione dermo-protettiva, che allevia i fastidi provocati da secchezza, prurito, punture d’insetto o di meduse, e persino irritazioni da ortiche;

Composizione

Aloe arborescens

Parliamo dunque a tutti gli effetti di un integratore alimentare, che assiste l’apparato digestivo e stimola l’attività del sistema immunitarioQuesto è dovuto naturalmente all’azione delle preziose sostanze contenute nell’estratto di aloe arborescens.

In particolare, il famoso succo di aloe arborescens di Padre Zago contiene fitocomposti dall’elevata attività benefica. Nel dettaglio abbiamo:

  • Amminoacidi: citavamo la prolina, fondamentale per la sintesi del collagene e per le ossa, ma al pari dobbiamo annoverare l’arginina, la tirosina e la cistenina (antiossidante); non vanno dimenticati nemmeno triptofano, che stimola il buonumore, serina, istidina e fenilalanina.
  • Vitamine: niacina o vitamina PP, acido folico, vitamina A, C ed E, nonché B1, B2, B12.
  • Acemannano: Come abbiamo avuto già modo di notare, si tratta di un polisaccaride a forte azione antivirale e immunostimolante. Esso inoltre vanta un’attività protettiva sulla mucosa gastrica, volta a ridurre l’acidità di stomaco.
  • Antrachinoni: già menzionati in relazione alle proprietà lassative dell’ aloe arborescens, essi esplicano anche funzioni antisettiche, antivirali e antidepressive. 
  • Sali minerali: utili per il sistema immunitario, quali potassio, magnesio, manganese, rame, zinco, calcio, ferro, fosforo, sodio, cromo. L’aloe arborescens contiene inoltre un minerale molto raro, il germanio organico, che funge da potente antiossidante.
  • Enzimi: tra di essi vanno ricordate la bradichinasi e la catolasi ad azione antiflogistica e cicatrizzante.

Curiosità

Il nome aloe deriva dall’arabo alloch, nome con cui viene indicata la pianta. In ebraico essa è nota come halat che significa amaro.

Succo

Aloe arborescens

La ricetta di Padre Zago

In commercio è arcinota la ricetta di preparazione diffusa dal frate brasiliano Padre Romano Zago. Succo e polpa di aloe arborescens, unite ad una parte di distillato e miele, sanciscono una fortunata combinazione di minerali, oligoelementi, vitamine e antiossidanti. 

Il preparato vanta pochi e semplici ingredienti. E tuttavia, è importante focalizzarsi sulle dosi corrette, adottando un metodo di lavorazione artigianale, scrupoloso.

A titolo informativo, riprendendo quanto detto sopra, utilizzeremo: miele, grappa e foglie di arborescens con almeno 4 anni di età. Il motivo alla radice di quest’ultimo accorgimento è molto semplice, una pianta adulta è più ricca di principi rispetto all’omonima giovane. Per quanto riguarda invece gli altri due elementi, la grappa è un vasodilatatore che favorisce la circolazione dei principi attivi a tutto l’organismo; il miele invece è un alimento naturale che trasporta le sostanze benefiche dell’aloe più in profondità.

Le dosi standard per la preparazione del succo di aloe arborescens secondo i dettami di Padre Romano Zago, prevedono:

  • 5oo grammi di miele biologico: utile a stemperare l’amarezza del gel e a veicolare i principi dell’aloe;
  • 350 grammi di aloe arborescens: di cui si toglieranno solo gli aculei, non la scorza esterna. La pianta dovrebbe essere mantenuta in pieno sole nonché lontana da agenti inquinanti;
  • 50 ml di distillato, generalmente grappa (non vino né birra): lo “spirito” è infatti un ottimo vasodilatatore nonché un ingrediente essenziale per poter conservare nel tempo il composto.

Una volta che il preparato avrà raggiunto la consistenza di una poltiglia omogenea, andrà riposto in un contenitore senza addizionarvi acqua. Il recipiente va poi posizionato in frigorifero e ricoperto per impedire il contatto diretto della luce.

Sebbene la fama del succo di aloe arborescens sia da attribuire alla presunta proprietà curativa in merito ai tumori, ci sentiamo di specificare che ad oggi non ci sono ancora studi conclusivi in merito.

Per ulteriori informazioni sul succo di aloe arborescens vi rimandiamo al sito di Padre Romano Zago.

Assunzione e conservazione

Di norma si intraprende un ciclo ben definito nel tempo. Ad azione preventiva, è sufficiente un flacone una o due volte l’anno; in caso di disturbi particolari, invece, si dovrebbe protrarre l’assunzione fino alla guarigione, facendo pause di una settimana circa tra un flacone e l’altro.

Raccomandiamo sempre di NON abbandonare le cure prescritte dal medico e anzi di informarlo circa l’intenzione di assumere il preparato. Proseguire anche con tutti gli esami del caso, per monitorare i progressi ma anche per evitare interazioni o effetti collaterali.

Identificata quindi la finestra temporale adatta, si procede ad assumere un cucchiaio di succo d’ aloe arborescens a stomaco vuoto, una mezz’ora prima dei tre pasti principali. Tanto più il gel risulta concentrato e tanto minore sarà il quantitativo giornaliero da ingerire. Prima di assumerlo agitare bene il flacone e non bere acqua subito dopo.

Il prodotto, una volta aperto, è da consumarsi entro la data riportata sulla confezione e conservato in frigorifero per non alterarne le proprietà. Osservare queste due semplici accortezze già di per sé aiuterà a rispettare il protocollo d’assunzione senza prolungarlo troppo.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Senza dubbio, il gel si dimostra un valido alleato contro gastrite, emorroidi, stati di costipazione e infezione. Al pari, però, è bene non abusarne. Il sovradosaggio contingente ingenera crampi allo stomaco e diarrea.

L’utilizzo prolungato può rivelarsi ancor più dannoso, alterando alcuni valori standard e pregiudicando l’attività intestinale.

Dovrebbero invece astenersi le donne in gravidanza o in fase di allattamento. Inoltre, essendo note possibili interazioni con farmaci impiegati per le problematiche cardiache (glicosidi, antiaritmici, corticosteroidi) l’assunzione del gel di aloe arborescens dev’essere concordata con un esperto.