Per un approccio alla vecchiaia

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Innovazione tecnologica o niente di nuovo sotto il sole?

La guerra alla vecchiaia impazza. Spopolano articoli e tutorial animati da un linguaggio compiacente all’utente “diversamente giovane”. Con ciò, vengono venduti prodotti e trattamenti sotto forma di talismano, per tessuti cutanei costantemente posti sotto attacco, alla mercé di ingovernabili eventi.

Scienza e marketing

In quest’ottica, i processi di aging, di ptosi e di invecchiamento diventano fantasmi da tenere a bada con le tecniche più varie, apertamente professate o eventualmente svelate “in confidenza” su altre pagine web “in barba” a quanti vendono l’estetica a caro prezzo.

Scienza medica o ciarlataneria? Ciclicamente emergono ritrovati miracolosi ma apparentemente ignoti agli specialisti di settore. Ma funzionano?

Spesso e volentieri, no. Il punto però, se vogliamo, non è nemmeno questo; o comunque ad esso non vuole ridursi il nostro ragionamento.

Ciò che balza all’evidenza, infatti, è che quotidianamente si è soliti concentrarsi a tutta prima su ritrovati, palliativi, tecnologie che nulla richiedono da parte nostra.

E se non esistesse ricetta magica?

In altre parole, fanno leva sul desiderio di ottenere risultati velocemente ed al minimo sforzo, se possibile in una singola seduta. Certo, dobbiamo dirlo, quasi sempre i risultati si vedono e sono apprezzabili. Ma per tutte e tutti coloro i quali preferissero lavorare in prima persona sul sé, esiste un’alternativa?

Sì. Nessuna ricetta magica, però. Le indicazioni, saremo banali, sono sempre le stesse. Nulla di nuovo sotto il sole nell’affermare che la dieta, la riduzione dello stress, l’attività fisica costante, l’idratazione, il sonno e l’assenza di vizi (fumo e alcool in primis) si configurano da sole come regole auree.

Tempo al tempo

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Già, niente di nuovo; eppure, quanto siamo ligi nel seguire queste semplici ed economiche indicazioni?

Evidentemente poco, se di fatto poi la gran parte delle grandi realtà produttrici di cosmetici o terapie estetiche fanno leva esattamente su vizi e abitudini scorrette (a cui sanno non rimedieremo), proponendo il “loro rimedio” al trascorrere del tempo.

Il tempo, ecco la parola chiave. A tutta prima, dobbiamo dirlo, un termine che entra in gioco in qualità di spauracchio. Infatti, per un verso il tempo ci spaventa in quanto inarrestabile, ed in secondo luogo dacché spacciato come sinonimo di decadenza.

Rincorrere la felicità, senza comprenderla

Insomma, il tempo – per com’è dipinto – viene percepito come un ladro. Irrompe nelle nostre vite per sottrarci qualcosa. Più precisamente, per strapparci a noi stessi.

Ma siamo sicuri che questo sia l’approccio corretto, o quantomeno più giusto, alla vecchiaia?

Ci vengono vendute promesse miracolose sottoforma di prodotti che in linea teorica dovrebbero arrestare le stagioni. Ci viene venduta la felicità come rincorsa a trattenere l’inafferrabile, ciò che mai tornerà.

Una vecchiaia serena

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E se invece considerassimo la vecchiaia da un’altra prospettiva? Se, di fatto, imparassimo a tenerla in considerazione come un tempo di vita aggiunto? Non dimentichiamo, infatti, che fino a qualche generazione passata, non esisteva quasi per nulla “la vecchiaia”. 

La vita media si allunga, le aspettative a riguardo si accrescono. Un gioco di causa ed effetto che però non tiene sufficientemente in conto la felicità. Per non sbagliare, solitamente parliamo di benessere, ma quante volte chiamiamo in causa la felicità?

Dovremmo essere felici di poter invecchiare.

Accettare l’immagine allo specchio

Forse, è l’approccio sbagliato a guastare la vecchiaia e la sua esperienza, più di quanto essa non guasti l’approccio alla vita.

Un conto è pretendere di arginare la vecchiaia, ben altro riconoscerla in sé, accettarla e quindi – apprezzandola – volersi (se possibile) ancor più bene di prima.

Vecchiaia, posta sotto questa luce, è un termine che veicola l’esigenza positiva di ri-guardarsi ancor più di quanto si faceva prima. Un ri-guardarsi non già passivamente, allo specchio, ma attivamente, tramite uno stile di vita salutare.

In breve…

Non abbiamo bisogno di maschere dietro le quali nascondere il tempo. Ci serve una buona dose di curiosità – quella sì giovane e immortale – di sperimentare attivamente qualcosa di nuovo. Un nuovo che non sia risolversi a tutta prima per la posizione supina in ambulatorio. Invece di contare le rughe allo specchio proviamo a concentrarci sul sorriso che le genera

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