Sorriso: esercizi di buon umore in 6 mantra

sorriso

Come raccogliere felicità e libertà ad ogni passo

Indossa un sorriso e avrai amici; indossa un broncio e avrai le rughe.
(George Eliot)

Al di là della boutade ironica, è proprio così: la mano vincente è tutta una questione di prospettive, perché tutti abbiamo le carte buone. Si tratta di saperle usare!

E dopotutto, proseguendo su quest’onda, v’è altresì un adagio che recita: il mattino scegli i pensieri della giornata con la stessa attenzione che dedichi allo scegliere i tuoi abiti. Il che evidentemente non significa: a guardaroba ristretto, immaginario monotono e armadio ricco pensieri ricco. Il senso è tutt’altro: fate della vostra mente un trampolino e non un autoscontro. Spesso e volentieri, invece, andiamo letteralmente a sbattere contro la realtà (lasciandoci affossare dagli eventi) dacché non prestiamo sufficiente attenzione al modo con cui guardiamo il mondo. Fra mille buoni motivi per essere felici e adottare un sorriso troviamo sempre la scusa, il più futile dei pretesti per soffermarci su quel che non va. E questo ovviamente è il miglior modo per guastarsi la giornata…

Kia Orana…

Potete anche vestire ogni giorno un capo diverso, ma se abbracciate un solo pensiero… tutto diventa grigio.

Pensate un po’ alle isole Cook, paradiso popolato da uomini e donne straordinari. Laggiù si è soliti accendere ogni giorno con una parola di luce: Kia Orana. Una locuzione che vale tanto da buongiorno quanto da grazie. Non è stupendo? Una saggezza profonda, figlia di una matura consapevolezza. Quel popolo ben sa, a monte della consuetudine linguistica, che aperti gli occhi già dovremmo ringraziare per quel che ci è concesso: un nuovo giorno, la possibilità di scegliere cosa guardare e dunque di soffermarci su quel che merita autenticamente.

Insomma, la felicità è una questione di punti di vista. Se non vi piace il messaggio che il mondo vi restituisce, dovreste cambiare quel che inviate. Siate negativi ed effettivamente non scorgerete che pretesti utili a confermare le ragioni del malumore.

Regalatevi un paio di occhi nuovi. O più semplicemente, apriteli; perché spesso guardiamo senza vedere, e cioè agiamo solo in funzione di quel che si colloca ad una spanna dal naso, senza contemplare le esigenze altrui.

Per mettervi sulla buona strada… ecco qualche spunto. Qui di seguito, i 6 mantra da mandare a memoria. Troverete u nuovo sorriso. E un nuovo sorriso troverà voi.

Sorriso e buon umore in 6 mantra…

I.

I momenti peggiori sono i momenti migliorisorriso

Un paradosso? Affatto. Il “trucco” sta nel concedersi la possibilità di guardare con ottimismo ogni singolo aspetto del quotidiano, allenandosi a cogliere l’opportunità nascosta soprattutto nella situazione che meno vi si presta. Sono proprio i momenti sfortunati a regalarci lo sguardo più penetrante, a metterci in uno stato massimamente ricettivo e perciò fonte d’ispirazione per cogliere ciò che davvero è essenziale, ciò che può guidarci ed eventualmente rimettere in piedi una storia personale bloccata, un tempo calcificato in una bigia routine. Il sorriso infatti è la risposta del “nonostante”.

Non dite, avrei motivo di sorridere se solo tutto andasse bene. Rovesciate la massima, e provate col “sorrido, perciò mi aiuto a far sì che le cose vadano meglio”.

Siamo gli artefici della nostra fortuna e perciò non limitiamoci ad assumere come scusa un fatto negativo, un evento imprevisto piovutoci fra capo e collo. Cerchiamo di vedere come può renderci più forti. Tramutiamolo in uno sprone ad agire.

II.

Non lamentatevi troppo

Sicuramente ognuno di noi avrebbe “materiale” e “buone ragioni” per piantare il broncio. V’è e vi sarà sempre chi sta meglio. Eppure, anziché guardare puntualmente a certe persone, concentriamoci sul bene di cui già disponiamo. Vivere è come scolpire – ci ricorda lo scrittore Mauro Corona -, bisogna togliere per far emergere la forma. Ergo, sei hai freddo, parafrasiamo una sua massima, ti basta una giaccanon ti serve certo la “firma” sul bavero.

Questo, per quanto all’apparenza banale, è a conti fatti un vero esercizio di libertà e felicità. Umiltà di spirito e grandezza d’intenti restituiscono equilibrio, gioia.

III.

Trovate il tempo di fare quel che vi piace

Anche questo mantra ce lo consegna Mauro Corona. Che senso avrebbe condurre un’intera giornata sintonizzati su frequenze grigie, guastandovi ogni ora, quando dovremmo piuttosto sforzarci di vivere appieno il tempo che ci è dato dacché ogni singolo giorno è speciale e diverso dagli altri?

Scegliamo allora di assaporare gli sguardi, d’essere meno distratti ed educhiamoci ad ospitare in noi gli scorci di bellezza che pur sopravvivono persino nell’angolo più plumbeo, nell’infinitamente piccolo, in ciò per cui serve la lente o forse richiede solo un po’ di delicatezza, di tatto, per essere apprezzato.

Banale è solo quel che vi imponete di sostenere senza in qualche maniera “crederci realmente”. Non pensiate poi che serva chissà quale esperienza mozzafiato per sentirvi vivi. A volte è sufficiente spezzare le catene della routine e seguire le vostre inclinazioni. Trascorrere una vita – breve come un sogno – a fare qualcosa che non piace… è pura follia, ricorda Corona.

IV.

Improvvisate, a costo del fallimento

È preferibile fallire facendo una cosa che si ama che trascorrere una vita mortificati nel nome di una sicurezza fasulla. Se pensate per giunta di poter sempre predire tutto e dunque seguitare ad accumulare beni in previsione del tempo di riposo in cui goderne, ebbene sappiate che a nessuno è assicurato neppure il domani. Avete questa giornata, proprio questa. Perciò godetevela responsabilmente. Ogni giorno, persino quello di neve o pioggia, è composto da 24 ore. Fate ora il conto del tempo in cui settimanalmente vi sentite “vivi”, “presenti”. A quel punto, chiedetevi: siete soddisfatti? Ne vale la pena? Col vostro tempo state cercando di costruire qualcosa o piuttosto quel gran daffare funge da barricata, da muraglia per arginare le spallate della vita? Godetevi minuto per minuto, senza dare nulla per scontato. Se poi non tutto andasse per il verso giusto, ricordate che è nel crollo che si vede l’uomo (o la donna, ovviamente): nella difficoltà, perso l’appoggio, ci si risveglia e si trova lo stimolo a restare in equilibrio.sorriso

V.

Apritevi maggiormente a chi vi sta accanto

Siate meno distratti nei confronti dello sconosciuto cui date il gomito in treno, o della ragazza che sosta con voi alla fermata del bus. Ospitate le loro storie, prestate ascolto persino ai silenzi di chi vi è più caro. Non limitatevi ad ascoltare solo quel che vien detto, attendendo semplicemente il vostro turno di replica. Noi siamo molto più quel non diciamo rispetto a quel che riveliamo, recita un bell’aforisma. E allora accettiamo anche lunghe conversazioni nelle quali il turno del silenzio sia sbilanciato a nostro favore. Poniamoci più volentieri in ascolto. In breve, lasciamoci sorprendere dalla novità, visitiamo quel che altrimenti sulle nostre “bacheche” non troverebbe spazio. Un buon modo per concedersi gioie nuove è proprio quello di non limitarsi ad attingere ai soliti “canali”. Rischieremmo solo di confermare i precipui luoghi mentali, mantenere gli stessi stereotipi.

VI.

Amate la natura e imparate da lei

Cosa ci insegnano certe tragedie recenti? Purtroppo la stessa cosa di quelle meno recenti. Essenzialmente, che abbiamo la memoria corta e che non rispettiamo le leggi della natura. Il Vajont ad esempio, per chiudere citando il “nostro” Corona, ammonisce la nostra imprudenza. Eppure noi, incauti, seguitiamo a mettere in piedi case dove storicamente acqua e neve già hanno dato prova di poter spazzare via tutto. Educhiamoci alla cultura del selvatico e ripartiamo ogni mattina con la consapevolezza che la terra non è esclusiva dell’uomo. Il segreto è quello di saper cogliere il bosco, la visione d’insieme, dietro ai singoli alberi.sorriso

Per riuscirci però dobbiamo prima reimparare a stare a contatto con il campo, riabilitare la manualità perduta, respirare aria buona nei boschi, in riva al mare. E coinvolgere specie i più piccoli, dacché altrimenti v’è il rischio che gli unici spazi verdi in cui possano giocare si riducano progressivamente alle rade “oasi” urbane che (spesso) sono concesse solo ai residenti del quartiere, ad orari prestabiliti e ove peraltro vengono vietate praticamente tutte le attività legate alla creatività spontanea, dal pallone alla bicicletta.

 

 

SOCIAL
SEGUICI SU:
Beautyportale: un mondo a cui tutti, uomini e donne, possono accedere per cercare le risposte alle loro domande su bellezza, salute, benessere, sport, massaggi, alimentazione, chirurgia plastica, wellness ed estetica. Uno spazio ricco di spunti per vivere una vita all'insegna dell'equilibrio e della cura di se stessi.