Rimedi della nonna per uscir indenni dall’inverno

Rimedi della nonna

Come rendere superflui farmaci e integratori

I classici rimedi della nonna, talvolta spacciati per effetti placebo o per ingenue credenze popolari, in verità sono un autentico concentrato di saggezza ed esperienza. E quale migliore stagione, se non l’inverno, per rispolverarli?

Chiaro, la saggezza dei nonni non è esente da pareri contrastanti, in primis quanto a dieta e attività fisica. Ognuno dice la sua.

In materia di alimentazione, per esempio, c’è chi sostiene che la frutta non debba mai mancare dalla tavola, vieppiù durante il grande freddo. Al pari, sul versante opposto, v’è chi incoraggia piuttosto il consumo di molta verdura, compensando con i grassi nobili della frutta secca le calorie dell’omonima zuccherina evitata come la peste.

Ma chi ha ragione? Ebbene, probabilmente e in un certo qual modo, entrambi. Il miglior metodo per articolare il proprio personale percorso invernale e uscire indenni dai gelidi abbracci di febbre e raffreddore, però, consta nel giocare sulla semplicità e sul buon senso.

Rimedi della nonna

Come risolversi?

Per farla breve, ragionate su quel che fate e non limitatevi ad attingere fideisticamente dalla bocca del ciarlatano di turno. Verificate se quel che è stato detto vanta o meno delle basi scientifiche, e soprattutto se viene pronunciato a scapito di interessi economici.

Noi di beautyportale scegliamo di porci a margine delle più facili e demagoghe diatribe, proponendovi alcune semplici, millenarie mosse che oggi come ieri consentono di passare bene l’inverno.

Niente di nuovo sotto il sole? Se siete alla ricerca di inedite novità, forse sì. Chi ha detto però che l’ultima, futuristica boutade sia necessariamente anche la più efficace? Nei rimedi classici, per farla breve, non v’è nulla di stantio. Specie di questi tempi, al contrario, recepire la lezione dei nonni è forse l’atteggiamento più avanguardistico.

Nessun mantra. Nessuno stile d’azione da accettare acriticamente.

I rimedi della nonna

Sotto il profilo della dieta, un punto fermo consiste nel limitare fortemente l’assunzione di cibi elaborati e di zuccheri. Non dimentichiamoci che l’inverno, specie alle latitudini nostrane, non elargisce alimenti dolci se si escludono le bacche di rosa canina. I cachi, tipicamente autunnali, tratti dagli alberi e posti a maturare al caldo, sono sicuramente terminati nel momento clou dell’inverno; inoltre anche le nespole sono sempre più rare. I kiwi, al pari, non dureranno troppo a lungo.

Ed ecco perché, senza scostarsi troppo dai rimedi della nonna, il dottor Mozzi, uno dei principali esponenti della dieta del gruppo sanguigno, ricorda – sempre in via molto asciutta e schietta, priva di retorica – che per vivere bene i mesi freddi è importante concentrarsi sui prodotti che restituisce l’orto. Fate incetta di verdure e legumi, il segreto del benessere è tutto lì. Pensate solo che le verze, specifica Mozzi, contengono praticamente il triplo della vitamina C delle tanto pontificate arance. E non dimenticatevi delle radici: le carote.

La lista di alimenti utili ovviamente prosegue a oltranza: cavolo, porro, finocchio, scarola e barbabietola rossa; solo per citarne alcuni. Colta l’antifona, adottate le stesse scelte alimentari che hanno reso forti intere generazioni. Integrate poi alla dieta noci e nocciole, mandorle (battute ad ottobre-novembre) e semi (di zucca, di girasole…) con ceci e lenticchie – o più in generale le leguminose. A questo modo risulterà davvero molto difficile che andiate in contro a stati di malessere dovuti all’infiammazione apportata da alimenti eccessivamente ricchi di amidi e zuccheri.

Ergo: banditi i biscotti e i dolci industriali. Preferite semmai il noto castagnaccio, realizzato con la farina di marroni. Addolcite le bevande con il miele, antisettico naturale, e provate a dimenticarvi dello zucchero.

Rimedi della nonna

Questione di corpo o di mente?

Se poi proprio non sapeste rinunciare a mele, arance e mandarini, sappiate che non sarà certo quel frutto a incarnare la nemesi e a predisporvi fatalmente al malanno. In verità, a impattare in via significativa sullo stato di salute generale è anche il carico di lavoro fisico e l’equilibrio emozionale. Un momento d’ansia o di particolare stress fisico-cognitivo possono indebolire il sistema immunitario, e l’organismo sarà perciò molto meno pronto a contrastare sbalzi termici e bruschi abbassamenti di temperatura.

Chiaro, vi sono eventi e impegni quotidiani non certo eludibili, e tuttavia le strategie per ovviare al loro impatto vi sono sempre. Ad esempio, nel caso frequentaste luoghi molto affollati per molte ore ogni giorno, lavate accuratamente le mani prima di mangiare o di sfiorare le mucose. E poi, bon ton: mano davanti alla bocca quando si tossisce e non fumate nella stanza in cui siano presenti altre persone (è noto come anche il fumo passivo concorra infatti ad indebolire il sistema immunitario).

Coprite sempre la gola e il petto quando siete fuori casa, cercando di preservarli dal contatto diretto con l’aria. Più che rimedi della nonna, consigli di semplice buon senso: vestite calzature adeguate, affinché i vostri piedi si mantengano sempre asciutti e caldi. Non dimenticate il berretto.

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Parimenti, non alzate eccessivamente il riscaldamento a casa e in ufficio. La soglia dei 20 gradi è perfetta; una volta all’esterno, eviterete di percepire più freddo di quel che effettivamente non vi sia.

Traffico ed esercizio fisico

Qualora a piedi o in bici attraversaste ampie zone di traffico per recarvi al lavoro, avvaletevi di una mascherina con filtro attivo fffp3 (il fattore di schermo adatto a tutelarvi dalla maggior parte delle particelle inquinanti disciolte nell’atmosfera).

Quando vi allenate, scegliete le ore più calde del giorno, e comunque curatevi di coprire il torso e il collo con uno spolverino o una casacca anti-vento. Il segreto per non ammalarsi consta non già nell’evitare di sudare ma nel non lasciar raffreddare il sudore la pelle. Detta diversamente: non indugiate all’aperto una volta conclusa la sessione.

A margine di giornate particolarmente intense o qualora vi sentiate infreddoliti, prendete in considerazione un buon bagno caldo, addizionando all’acqua della vasca due o tre gocce di olio essenziale di eucalipto. A latere, o in alternativa, eseguite dei suffumigi con l’olio 31 o con del bicarbonato. L’ideale per di più sarebbe quello di tenere sempre a portata i “magici” propoli; ottimi sia come prevenzione sia per contrastare attivamente (sul nascere) i primi fastidi che interessano le vie respiratorie.

Fra gli alimenti ritenuti ab ovo antibiotici naturali (ancor prima che potessero farsi rimedi della nonna) citiamo: l’aglio, la cipolla (un vero toccasana è l’infuso della buccia in acqua calda), la cannella, lo zenzero e poi ovviamente il limone.

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Segnatevi in agenda anche una pianta nota per gli effetti benefici sulla voce: l’erisimo.

In caso di malessere

State a riposo e sospendete le attività più impegnative. Se è vero che una passeggiata di 20 minuti a ritmo mediamente sostenuto e senza sudare, seguita da una doccia calda e una tisana allo zenzero, è ottima per predisporre la guarigione da un banale raffreddore (in quanto aumenta la temperatura corporea senza andare ad impattare duramente sul metabolismo), d’altro canto è sconsigliato persino il movimento indoor in caso di febbre, mal di gola e tosse. Potrà suonare come un’ovvietà alle orecchie di molti… in verità c’è sempre chi ignora ogni scrupolo e poi (spesso) finisce col pagarne caro il prezzo, costringendosi all’immobilità forzata.

E ancora…

Esulando dai rimedi della donna, ci teniamo a ricordarvi infine, di non assumere farmaci ai primi sintomi. Pianificate molto semplicemente alcuni giorni di riposo nel caso abbiate poche linee di febbre; ciò, senza bombardarvi di principi medici pur di non dover rivedere “la tabella di marcia”.

Lasciate che la febbre si sfoghi almeno un po‘. Infatti, non è “lei” la malattia, ma un sintomo: segnale che il vostro corpo tenta di contrastare gli organismi nocivi.

Copritevi bene e la sera andate a letto ben vestiti, di modo da agevolare una bella sudata per liberare le tossine.

Se non siete allergici, assumete aspirina o tachipirina qualora la febbre si mantenga superiore ai 38. State in casa e concedetevi il giusto riposo. Evitate latte e latticini, biscotti, dolci e bibite zuccherate; rei di interferire con i processi di guarigione. Bevete molta acqua. Sforzatevi, per esempio, di sorseggiare con frequenza anche se non avete sete. Ciò rientra a pieno titolo fra le regole generali per non disidratarsi ancor prima che fra i rimedi della nonna.

Effettuate dunque piccoli pasti leggeri e con nutrienti di qualità. Molto bene le zuppe calde, il brodo di carne, il prosciutto cotto con le patate o il purè, e via dicendo.

 

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