Ipoacusia nei Bambini: Cos’è e Come Prevenire la Perdita Uditiva

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Cos’è

L’ipoacusia, cioè la perdita o la riduzione dell’udito, non è soltanto un disturbo legato all’invecchiamento, ma può interessare anche persone giovani o, addirittura, bambini. Sebbene le soluzioni disponibili in commercio siano ad oggi molteplici, va considerato che la prevenzione, quando possibile, è sempre la scelta migliore. Gli apparecchi acustici sul mercato, infatti, sono sempre più tecnologicamente avanzati e rappresentano un effettivo miglioramento alle condizioni di vita di chi è affetto da ipoacusia. Ciononostante, analizzandone le cause scatenanti è possibile evidenziare alcuni comportamenti da incentivare o evitare per migliorare la propria salute uditiva.

Ecco elencate di seguito, dunque, le principali cause di ipoacusia nei bambini corredate da utili consigli e accorgimenti comportamentali.

Cause

La perdita uditiva nei bambini può essere causata da numerosi fattori, tra cui, ad esempio, l’alimentazione. La letteratura scientifica in merito è davvero vasta, anche se bisogna considerare che la relazione tra stile di vita e salute è condizionata da una miriade di fattori: sia organici, come ad esempio il metabolismo o la genetica, sia ambientali.

Nonostante questa premessa, la gran parte degli esperti del settore concordano sul fatto che esista un’effettiva relazione tra salute dell’udito, alimentazione, attività fisica e abitudini quotidiane. Di conseguenza, anche nei bambini la perdita dell’udito può essere causata da uno squilibrio nel rapporto tra questi fattori.

  • Ad esempio, la malnutrizione, fenomeno molto frequente tra i bimbi dei Paesi del Terzo Mondo, determina una decisa carenza di ferro, che a propria volta incide sulla maturazione neurale dell’apparato uditivo.
  • Specularmente a questo dato, è da rilevare che nei Paesi industrializzati, invece, è l’obesità a influire sulla perdita uditiva nell’infanzia.

A fronte di questi dati, è chiara la necessità di adottare i giusti accorgimenti per cambiare le proprie abitudini alimentari, svolgere una maggiore attività fisica e tenere sotto controllo gli altri fattori che possono contribuire alla salute (o meno) del proprio apparato uditivo, fattori che comunque variano in relazione all’area geografica, all’etnia, alla genetica di una specifica popolazione e ai fattori socioculturali.

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Come prevenire l’ipoacusia nei bambini con un’alimentazione adeguata

Come abbiamo accennato, nei Paesi in via di sviluppo sono diversi i fattori che, sommandosi, possono causare una perdita dell’udito nell’infanzia, tra cui ad esempio la malnutrizione, la diffusione di malattie endemiche e il difficile accesso alle risorse sanitarie.

Nel mondo, secondo le stime, sono 32 milioni i bambini che soffrono di ipoacusia, un numero che corrisponde al 9% della popolazione mondiale. Solo la malnutrizione è responsabile dell’aumento dell’ipoacusia neurosensoriale, mentre le nascite premature e lo scarso peso alla nascita determinano, in alcuni casi, un ridotto sviluppo delle capacità fisiche nei bambini.  Fortunatamente per i bambini ipoacustici, non sempre a livello socioculturale questo disturbo è considerato in modo negativo; anzi le comunità di non udenti, dagli Stati Uniti ad alcuni Paesi del Terzo Mondo, sono molto attive socialmente.

Resta il fatto che, nonostante l’accettazione sociale dei non udenti tanto nel Nord quanto nel Sud del mondo, l’ipoacusia nei bambini può essere efficacemente prevenuta con un occhio di riguardo all’alimentazione, sia che si tratti di collimare le carenze nutritive sia che occorra invece limitare l’eccesso di grassi e di prodotti raffinati.

La variabile genetica

Tra i fattori che possono influenzare la perdita dell’udito, quello genetico è indubbiamente uno dei più rilevanti. Nel remoto villaggio balinese di Bengkala, ad esempio, la sordità è molto diffusa, a causa di un gene recessivo che comporta a propria volta una mutazione genetica. Inutile dire che le ripercussioni culturali di questo fatto sono estremamente significative: all’interno di questa comunità, infatti, i non udenti – adulti o bambini che siano – non vengono affatto percepiti come “diversi” ma al contrario è stata sviluppata, nel corso dei secoli, una sofisticata e complessa lingua dei segni, con l’obiettivo di mantenere un alto livello di comunicabilità tra gli abitanti del villaggio.

Attenzione al rumore

Come per gli adulti, anche nel caso dei bambini un’eccessiva esposizione a rumori forti, che superano la soglia limite degli 85 decibel, può essere responsabile di una diminuzione o della perdita totale dell’udito. Tra le strategie per prevenire l’ipoacusia nell’infanzia, quindi, è necessario annoverare, insieme a un’alimentazione corretta, a un’adeguata attività fisica e, in generale, a uno stile di vita sano, una moderata esposizione ai rumori. Regolare il volume della TV o dedicare solo pochi minuti al giorno ai dispositivi multimediali, anche se si tratta di giochi o di guardare i cartoni animati, sembrano accorgimenti banali ma possono davvero fare la differenza per la salute dell’udito dei più piccoli.

 

Per ulteriori informazioni sulla perdita uditiva e sugli apparecchi acustici disponibili in commercio potete rifarvi al sito web di Starkey Italia, autorizzato dal Ministero della Salute.