Incidenti di bellezza: come evitare i fallimenti estetici

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La psicologia della chirurgia plastica

Tutti vogliamo apparire più belli, o quantomeno rispondenti ai nostri personali canoni di bellezza. Ma cosa succede se poi si finisce col peggiorare? Il lato psicologico è un aspetto fondamentale, da tenere sempre in considerazione quando si affrontano interventi o trattamenti estetici. Siano essi successi o fallimenti andranno ad incidere sulla visione di sé e sul rapporto che abbiamo con gli altri. Ci sono però degli accorgimenti da seguire per evitare di incorrere in risultati disastrosi.

Medicina estetica e felicità

Spesso la decisione di affrontare un intervento chirurgico è data dal desiderio di risolvere piccoli o grandi inestetismi che causano disagi e imbarazzo. Questo disturbo è noto come atelofobia, ossia la paura delle imperfezioni, che comporta un costante sentimento di ansia e inadeguatezza.

Secondo una ricerca, chi affronta un intervento di chirurgia plastica presenta una maggiore tendenza al suicidio. Ed inoltre, questi pazienti tendono maggiormente ad abusare di alcool e droga. Questo pare essere vero soprattutto per quanto riguarda le donne (87% dei pazienti che si affidano alla chirurgia plastica) e le operazioni di mastoplastica additiva con protesi (ancora al primo posto tra gli interventi più richiesti).

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Gli psicologi, comunque, confermano che quasi il 90% dei pazienti sottoposti a chirurgia estetica riportano soddisfazione, maggiore autostima e sicurezza. Del resto se l’intervento viene ricercato per stare meglio con se stessi, allora può rivelarsi davvero risolutivo. Quando invece si vuole cambiare aspetto per intervenire su relazioni sentimentali, lavorative o per somiglianza ad un modello esterno, è molto probabile che i risultati non siano soddisfacenti, ma perché basati sulle premesse sbagliate.

Ad ogni modo, la componente psicologica del piacere e piacersi appare quanto mai fondamentale nella scelta di cambiare il proprio aspetto con la chirurgia. Quando però essa fallisce o i risultati non rispondono alle aspettative, la psiche ne risente e si rischia di incorrere in gravi patologie mentali (oltre che fisiche), dalle ossessioni alla depressione. Se già da principio infatti quel particolare inestetismo rappresenta per noi una vera fissazione, è altresì probabile che, in caso di fallimento, esso assuma psicologicamente proporzioni insormontabili.

Fallimenti e soluzioni

Tra tutti gli interventi di chirurgia estetica realizzati in Italia sembra che un terzo circa sia costituito da procedure di correzione, soprattutto relativamente a mastoplastica, rinoplastica e blefaroplastica. Questo è spesso dovuto alla ricerca del chirurgo più conveniente, di promozioni esagerate o di strutture dubbie ma economiche. Spesso però, oltre a vergogna e insoddisfazione, si finisce anche col rimetterci la salute. Sembra che tra le procedure affrontate con più leggerezza vi sia il Botox, che, non prevedendo l’uso di bisturi o anestesia, viene presentato e percepito come un’inezia.

Cosa fare quindi per prevenire queste problematiche?

  1. Informarsi approfonditamente. Internet in questo senso è uno strumento prezioso; permette ai chirurghi di pubblicizzarsi e ai pazienti di raccontare le proprie esperienze su blog e communities. Leggere i curricula o le pubblicazioni dei chirurghi è un altro modo per farsi un’idea della loro competenza. Infine chiedere sempre consiglio al proprio medico.
  2. Non fidarsi dei 3×2! È vero, i prezzi possono variare a seconda del chirurgo o del centro estetico che si sceglie, ma difficilmente ci saranno differenze davvero sostanziali. Sul sito internet della SIES è possibile trovare una media nazionale delle tariffe degli interventi.
  3. Leggere attentamente il modulo per il consenso informato. A differenza della guarigione da una malattia, i risultati ottenuti con la chirurgia estetica dipendono da numerosi fattori. Aspettative troppo alte possono comportare cocenti delusioni e frustrazioni. Il chirurgo dovrà fornire tutte le informazioni necessarie, compresi i rischi e le possibili complicazioni, per fare una scelta concreta e consapevole.
  4. Sapersi porre un limite. A volte un piccolo ritocco si trasforma in una spirale negativa di interventi, che finiscono per stravolgere la persona sia all’interno che all’esterno. Un bravo chirurgo saprà riconoscere questa forma di dipendenza e consigliare un appoggio psicologico adeguato.

Aiuto

Convivere con i risultati di interventi falliti può essere estremamente difficile. Gli aspetti da affrontare sono molteplici, da quelli di tipo legale a quelli psicologici. Esistono, in Italia, numerose associazioni che tutelano i diritti del malato alle quali potersi rivolgere per ottenere quanto meno un risarcimento di tipo economico. Ma i pazienti provano spesso troppa vergogna per ammettere di aver subito un torto. Per non vivere questa situazione in solitudine, aumentando il disagio e la frustrazione, si può fare riferimento a gruppi di sostegno dedicati alle vittime di danni da chirurgia estetica o a coloro che sono insoddisfatti dei risultati, come ad esempio quello della Dott.ssa Sara Bakacs.

 

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/API3j0bMMRQ (0:06)

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