Complicanze comuni agli interventi di chirurgia estetica

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Conoscerle per scongiurarle

Come abbiamo già sottolineato più volte, nessun intervento chirurgico è privo di complicanze. Per quanto bravo il chirurgo, per quanto attento il paziente, bisogna sempre tenere presente che potrebbero esserci degli intoppi. È bene tenerlo presente quando ci si sottopone ad interventi accessori, non indispensabili.

Tuttavia, la maggior parte di queste complicazioni potrebbero essere evitate. Come? Prestando attenzione alle direttive del chirurgo; non correndo rischi inutili; instaurando con lo specialista un rapporto di fiducia basato sulla verità. Naturalmente anche lo specialista è chiamato ad eseguire il proprio lavoro seguendo tutti i dettami che la professione gli impone; senza trascurare esami e visite di controllo; prestando attenzione a rispettare le norme igieniche; ascoltando il paziente con attenzione.

Detto questo, l’informazione è la nostra arma migliore per evitare amari pentimenti. Vediamo quindi le complicanze più frequenti negli interventi di chirurgia estetica.complicanze

Reazione avversa all’anestesia

Quando un’operazione viene eseguita sotto anestesia è necessario effettuare tutti gli esami necessari ad escludere allergie, farmaci che potrebbero incidere negativamente o patologie per le quali la sedazione potrebbe risultare pericolosa. Pertanto è importantissimo effettuare un incontro con il medico anestesista.

Cattiva cicatrizzazione

Può dipendere da come è stata suturata la ferita o dalle condizioni del paziente stesso. Spesso il fumo o l’assunzione di farmaci particolari possono impedire la corretta guarigione delle ferite, è pertanto importante avvertire il proprio chirurgo. per approfondire le complicanze legate alle cicatrici, rimandiamo a questo articolo di riferimento.

Infezione

Il rischio di un’infezione è tra le complicanze più presenti in chirurgia, soprattutto quando si utilizza materiale protesico. In genere si manifesta poco dopo l’intervento con dolore al seno, gonfiore, eritema e formazione di fluido. La probabilità di infezione dell’impianto in seguito a mastoplastica additiva per ragioni estetiche è del 1,1-2,9% (più alto nei casi di ricostruzione del seno). È possibile intervenire con penicillina ad ampio spettro e antibiotici, ma in alcuni casi è necessario rimuovere la protesi. Per cercare di prevenire la complicanza il chirurgo deve seguire un rigido protocollo asettico, una profilassi antibiotica pre-operatoria e l’irrigazione dell’impianto e della tasca che accoglierà la protesi con una soluzione antibiotica.

Emorragia

In seguito all’intervento può presentarsi un lieve sanguinamento della ferita, che però è normale e si fermerà da sé. Nel caso in cui la perdita di sangue risultasse più consistente e continua, potrebbe rivelarsi necessario procedere con un nuovo intervento.

Ematoma

Si tratta di un accumulo di sangue, dovuto ad una perdita di fluido ematico nella sede dell’impianto, che insorge solitamente nel giro di poche ore dall’intervento. Se modesto tende a riassorbirsi autonomamente, in caso contrario sarà invece necessario drenarlo. Raramente è possibile dover intervenire nuovamente e rimuovere la protesi per fermare il sanguinamento.

Sieroma

Accumulo di un fluido giallognolo, detto siero, intorno alle protesi o all’incisione. Questo deriva da un danno ai vasi sanguigni o linfatici durante la procedura. Se il sieroma è di modesta entità non sarà necessario intervenire poiché tenderà a riassorbirsi autonomamente; qualora invece la quantità sia più consistente sarà necessario drenarlo. Se trascurato il sieroma può causare infezione e quindi l’espianto della protesi, pertanto è bene tenersi sempre controllati e contattare il chirurgo in caso di gonfiore o dolore sospetto.

Deiscenza

Si tratta di un’apertura spontanea dell’incisione suturata. Può essere parziale e riguardare solo alcuni punti, oppure completa e rischiare quindi l’esposizione esterna della protesi. È la più rara tra le complicanze citate finora; generalmente è dovuta a rottura anomala dei punti, eccessiva tensione della ferita, infezioni o presenza di patologie quali diabete o tumori.