Chirurgia Plastica, un utile vademecum

chirurgia plastica

Orientarsi nel mondo dei trattamenti di bellezza

La chirurgia plastica è una tipologia di intervento sul sé che vanta impatti decisivi e non trascurabili. Richiede una seria e ponderata analisi sulle personali aspettative ed un colloquio motivazionale con il chirurgo affinché si possano bilanciare i desideri con le reali possibilità dischiuse dall’intervento.

Da parte del professionista, valutare l’idoneità del candidato è un passaggio preliminare, fondamentale e inaggirabile. Ciascun professionista serio mai metterebbe a repentaglio la salute di chi ha dinnanzi. Inserire una protesi nell’organismo, precisamente, richiede un intervento in sala operatoria. Eventualità che per quanto sicura e sempre più diffusa, implica accortezze, scrupoli e pazienza, sia durante che dopo l’intervento, il che tradotto equivale ad un attenersi meticolosamente a date prescrizioni.

Valutazione consapevole

Detto ciò, la moderna chirurgia plastica mette a disposizione tutta una serie di tecniche estremamente raffinate a garanzia della massima naturalezza delle nuove proporzioni e proiezioni ottenute, per un ringiovanimento intenso e/o il reperimento di una ritrovata (o inedita) immagine fisica.

Ma ponderare l’intervento chirurgico e pianificarlo scrupolosamente, è indispensabile a maggior ragione per scongiurare l’eventualità di perentori ripensamenti al termine della procedura. Gli innesti possono essere rimossi, è vero. Ma prediligere un intervento chirurgico ad altri trattamenti più soft dovrebbe essere frutto di una valutazione consapevole, condotta insieme ad un esperto e attenta ai suoi consigli, alla sua esperienza. 

Conflitti e obiettivi funzionali

La chirurgia plastica, ad ogni modo, non va nemmeno ritenuta una questione di capriccio. Quest’insieme di tecniche, infatti, è animato dalla prospettiva di incidere fermamente su quanto ostacola la vita sociale del paziente. Interviene dunque laddove difetti estetici o evidenti ipotrofie post-traumatiche o patologiche non lasciano altro margine d’azione.

La Chirurgia Plastica di qualità si prefigge pertanto di non stravolgere mai le proporzioni e le forme, al fine di assicurare armonia, ripristinare la gradevolezza ed assicurare risultati naturali. E d’altra parte, i materiali oggi a disposizione, consentono di attingere a tutto ciò in una maniera straordinariamente efficace.

I rischi

chirurgia plastica

I principali fattori di rischio sono di due tipi: meccanici e fisici. I primi ineriscono alla tecnica chirurgica, la quale dovrebbe essere accurata al punto da evitare asimmetrie e non danneggiare le terminazioni nervose, eventualità – quest’ultima – nelle condizioni di ridurre fatalmente la sensibilità dell’area sottoposta all’innesto delle protesi. I secondi fattori, definiti “fisici”, invece, hanno a che fare specificatamente con queste ultime. Le protesi, qualora di materiale scadente, possono rompersi, dando seguito a versamenti di materiale. I rischi, infine, aumentano specie se le richieste da parte dei pazienti sono eccessive o l’entità delle proiezioni ottenute abnorme. Ecco perché, dicevamo, il chirurgo non deve mai mostrarsi eccessivamente indulgente e tollerante. Egli ha il dovere e la responsabilità di opporsi ai deliri d’ipertrofia e chiarire sin dall’inizio rischi ed effetti collaterali.

Accortezze

Ad ogni modo, nessuna protesi, per quanto di alta qualità, durerà per sempre. Presto o tardi dovrà essere sostituita. Il paziente perciò deve esigere la massima professionalità del medico a cui si rivolge. In tal senso, è bene che si informi debitamente sulla reputazione di quest’ultimo, ovvero sul suo grado di esperienza. Per una prima scrematura è sufficiente navigare sul sito internet del medesimo e ricercarne il curriculum. A quel punto, la professionalità del chirurgo emergerà lampante all’atto del colloquio preliminare. Non avrebbe senso rivolgersi al miglior offerente o a chi ben sa vendersi al pubblico. Il prezzo più alto, poi, lo si rischia di pagare in termini di salute.

Riassumendo, sulla Chirurgia Plastica

Alcune semplici e generali accortezze potrebbero essere le seguenti:

  • Prediligere trattamenti mini-invasivi e reversibili, lasciando la chirurgia plastica come ultima spiaggia.
  • Non richiedere mai protesi troppo grandi in relazione alla propria corporatura (il rischio è la contrattura capsulare).
  • E infine, ove possibile, preferire l’innesto di grasso autologo alle protesi sintetiche. Ciò eviterà possibilità di rigetto ed a priori di farsi “prendere la mano” quanto a volumi e richieste.