Aria condizionata: amica o nemica della Salute?

aria condizionata

La verità su uno dei temi più dibattuti di ogni estate

Odi et amo, un rapporto controverso quello che abbiamo con l’ aria condizionata. C’è chi non se la può permettere e chi non ne sente il bisogno. Chi proprio non potrebbe vivere senza e chi nutre nei suoi confronti un sentimento di profondo astio.

Nel flusso d’aria esalata dai bocchettoni, v’è chi percepisce un soffio rigenerante e amico, chi vi coglie un lugubre sibilo da basilisco…specie in ufficio.

Ma chi ha ragione?

Ebbene, nessuno ha dalla sua la ragione, a dirla tutta. O meglio, entrambe hanno buone ragioni per difendere e far valere il proprio punto di vista. Nessuna, comunque, né l’una né l’altra detiene il monopolio del Vero.

Riuscirà il nostro pezzo a metterle d’accordo, agevolando l’attecchire di un messianico compromesso?

Punto primo

Combattenti d’ufficio, unitevi! Deponete le armi, convergete allo stesso tavolo. Prendete spunto dalla “regola dei 6 gradi”. Cosa significa? In parole povere che la differenza di temperatura fra interno ed esterno non dovrebbe mai superare i 6 gradi.aria condizionata

Tanto per fare un esempio, se il termometro all’angolo segna 32 gradi, nel vostro ufficio la temperatura non dovrebbe abbassarsi al di sotto dei 26. Ancora troppi, diranno alcuni! In verità, il più grande pregio del condizionatore d’aria non consta nella possibilità di instaurare una criocrazia, l’impero del gelo, quanto più semplicemente di deumidificare. Nei fatti, a farvi boccheggiare non è tanto il caldo di per sé, quanto l’umidità, l’afa. Selezionate la modalità più idonea e di certo lavorerete tutti meglio. I freddolosi non saranno costretti a rispolverare la sciarpa in pieno luglio e i più accaldati scongiureranno sia il mal di gola che la possibilità concreta di incorrere, alla lunga, in problematiche osteo-articolari.

Punto secondo

Concedete qualcosa all’ “avversario”… In breve, non ostinatevi nel vostro atteggiamento irremovibile. L’estate è lunga, e voi tutte le mattine dovrete presenziare in ufficio. Ha senso guastare i rapporti con i colleghi? Piuttosto, venitevi in contro. Tenete pure acceso il “clima”, senza sprechi: non ha senso incaponirsi a tenerlo alto se poi chi non lo tollera è costretto ad aprire le finestre.aria condizionata

Lasciate che la temperatura dell’ufficio si abbassi di qualche grado, a quel punto spegnete il condizionatore e riattivatelo solo al bisogno o nelle ore più calde. Insomma, chi ha caldo non pretenda la giacca e resti in maniche di camicia. Chi non ama l’aria condizionata, non obblighi il collega ad annegare in un bagno di sudore.

Punto terzo

Buon senso. Esattamente. Dovevamo per forza specificarlo? Non era forse sotteso ai precedenti punti? Magari sì, ma a noi piace ribadirlo. Evitate temperature troppo basse e con pochissima umidità, perché per la salute sono altrettanto dannose delle temperature elevate.

Colta l’antifona, in ufficio non dovreste ritrovarvi circondati dai pinguini né tanto meno andare di pratica in pratica a colpi di braccia, nuotando in tassi d’umidità superiori al 90%.

Punto quarto

aria condizionataPensate alla salute dei vostri occhi e della vostra pelle. È risaputo che l’ aria condizionata aumenta la possibilità di disidratazione oculare e dermica, favorendo peraltro la perdita dell’abbronzatura a margine di tale processo. Chiaro: chi è tornato dalle vacanze dopo lunghi bagni di sole non si ritroverà di colpo pallido ed emaciato, ma è altrettanto evidente che perderà il colorito bronzeo più rapidamente del previsto se usa scriteriatamente l’ aria condizionata.

Un bello smacco… dopo tanta eroica resistenza sotto ai dardi del solleone!

 Punto quinto

Ricordatevi di pulire i filtri del condizionatore. A dispetto di quel che si può credere, infatti, l’ aria condizionata non solamente può essere causa di dolori addominali, cefalee, torcicollo, o dolori alle ossa, ma anche della malattia del legionario o legionellosi. Una patologia subdola in quanto non si trasmette da persona a persona ma per aerosol o condizionatori. Il bacillo prolifera in ambienti caldi ove la temperatura oscilla dai 30 ai 45 gradi. Normalmente si manifesta con febbre, brividi e tosse, ma nei fatti talvolta anche spossatezza, inappetenza, disturbi intestinali.

Parliamo di una condizione patologica trattabilissima e senza strascichi. Ma d’altra parte, pensateci: non è forse meglio investire nella pulizia dei filtri piuttosto che ritrovarsi lontani dal fronte, dal campo di battaglia, ove il nemico (frattanto) potrà – in vostra assenza – guadagnare terreno e instaurare la propria dittatura climatica?