Talloni screpolati e pelle secca, fra cause e rimedi

talloni screpolati

Scopriamo come articolare cure e prevenzione

I talloni screpolati sono una probabile eredità dell’estate al mare, fra sandali e clima torrido, oppure il lascito indesiderato di calzature inadatte.

Uno sguardo panoramico

Un inestetismo ma anche un’eventualità nelle condizioni di pregiudicare la salute del piede in sé, la camminata e perciò la postura. Come accennavamo, è molto facile che la condizione interessi uomini e donne al termine della bella stagione o al rientro dalle vacanze, ma purtroppo non resta affatto confinata all’autunno; anzi.

In genere, le screpolature del piede originano nella regione del tallone in quanto più esposta agli attriti ed agli urti. E, per la precisione, con screpolature intendiamo le piaghe di entità variabile che compaiono sul derma a margine di una perdita di elasticità dello stesso. Detta diversamente, abbiamo piccoli tagli, fessurazioni che in alcuni possono giungere persino a sanguinare.

Al di là dell’impatto estetico, un vero e proprio disagio funzionale.

È bene capire, perciò, sia come intervenire al più presto onde evitare un peggioramento, sia come risparmiarsi la condizione.

Com’è ovvio, le creme idratanti ed emollienti sono indispensabili per nutrire la pelle affetta dalle screpolature. Tuttavia, dal momento che prevenire è sempre meglio che curare, segnatevi in primo luogo le cause di questo disturbo.

Cause dei talloni screpolati

talloni screpolati

Siamo a riportare un vero e proprio dedalo di fattori.

I.

In primo luogo figura la mancanza di attenzioni per la pelle dei piedi. Si è soliti pensare che a necessitare di cura siano le mani, direttamente esposte al freddo o a prodotti irritanti. Al contrario, per quanto presenti una pelle più spessa, il piede è altrettanto esposto a fattori negativi. Parliamo delle ore in cui l’arto se ne sta trincerato nelle scarpe, in calze sudate. Detto ciò, è molto facile che la pelle del derma vada in contro a fenomeni di secchezza con conseguente rottura dello strato più superficiale.

II.

In secondo luogo, anche un piede eccessivamente esposto agli agenti esterni può risentirne. Camminare a piedi scalzi oppure con ciabatte e zoccoli predispone a sviluppare piaghe e taglietti; oppure ancora questi possono scaturire a seguito di bagni al mare e in piscina o camminate lungo sentieri sconnessi.

III.

In terzo luogo, a identificare un possibile fattore di rischio per il piede sono i detergenti di scarsa qualità o maldestre manovre di rimozione dei calli. L’abrasione va ad alterare l’equilibrio micro-lipidico in sede, predisponendolo alle screpolature.

IV.

Dunque, entrano in gioco i sopracitati calli, ossia quegli ispessimenti cutanei che vanno, per un verso, ad alterare la fisiologica flessibilità e morbidezza del tallone, e per l’altro a renderla più fragile.

V.

Da non trascurare, inoltre, nemmeno le patologie sistemiche. È noto infatti come il diabete comporti un importante fattore di rischio per sviluppare lesioni cutanee e ragadi; così come l’obesità impatti altrettanto decisamente sull’area, ciò in ragione del peso che la pianta del piede è chiamata a gestire. Al pari, le infezioni e l’eczema possono senz’altro contribuire ad aggravare il quadro.

VI.

Ultime ma non ultime, le anomalie nell’allineamento delle ossa del metatarso, condizione nota anche come piede piatto. Le alterazioni posturali possono infatti concorrere in via primaria alle screpolature identificando zone di maggiore attrito.    

Segni da non trascurare

talloni screpolati

Proviamo dunque a stilare un elenco di segnali inequivocabili.

  1. La pelle del tallone si presenta arida, ruvida al tatto e nei fatti prossima alla desquamazione.
  2. Il colore medesimo della pelle si spegne, procedendo in volta del grigio e del giallo.
  3. In genere, il tallone lievemente screpolato non arreca dolore al paziente; e tuttavia, in presenza di piaghe profonde, trascurate o aperte, si può assistere a sanguinamento. In queste condizioni, le possibilità di infezione della zona aumentano.

Come rimediare

A tutta prima, il paziente può rivolgersi alle formulazioni ad uso topico arricchite con acido ialuronico e glicerina, in grado di ripristinare il film microlipidico.

Parimenti, una buona strategia potrebbe essere quella di abbinare ai fattori idratanti anche quelli ammorbidenti, e dunque associare alle creme i burri vegetali, come la fattispecie karitè.

Prevenzione dei talloni screpolati

talloni screpolati

La profilassi per i talloni screpolati prevede in primo luogo la corretta igiene del piede e quindi la scelta ponderata delle calzature. Non basta vestire scarpe comode, bisogna investire anche sull’ergonomia ed appurare la flessibilità della suola. E purtroppo, con rammarico per alcune lettrici – questo si -, prendere in considerazione l’idea di concedersi una lunga tregua dai tacchi a spillo, zoccoli e ciabatte, ricordandosi sempre di indossare un paio di calze.

A questo, si abbinino ciclici impacchi di crema e pediluvi accompagnati dall’utilizzo della nota pietra pomice in caso di talloni particolarmente secchi e callosi.

Evitate inoltre gli scrub con il sale grosso. A dispetto di quanto si senta in giro e nonostante non manchino alcuni pareri favorevoli, ci sentiamo di sconsigliare questa pratica. Il sale – con ogni probabilità – andrebbe solo ad irritare la pelle, per giunta arrecando ulteriore dolore in caso di ferite aperte.

Piuttosto, qualora voleste rifarvi ai rimedi naturali, molto indicate risultano le applicazioni di oli vegetali come quello d’oliva, di semi, di mandorle o di cocco. In alternativa, ci si può rivolgere al miele, noto antibatterico e idratante sin dall’antichità. Sarà sufficiente aggiungerne qualche cucchiaino all’acqua calda del vostro pediluvio per trarne tutti i benefici.