Rimozione tatuaggi: domande e risposte

rimozione tatuaggi

Quando il rapporto con “i colori del passato” diventa problematico, il laser giunge in vostro soccorso

Un suggello per il vostro amore che ritenevate aere perennius, immortale come il cuore trafitto e circonfuso dal vostro nome e quello di lui o di lei, impressi a lettere cubitali sulla spalla. Poi però, avete scoperto che cupido si era sbagliato, e quella freccia probabilmente non era diretta a voi.

Oppure, ecco un tribale a fasciare l’avambraccio, un disegno atavico e astratto, a lungo desiderato o forse concepito d’impulso, per una decisione avventata, subito rimpianta.

O ancora, che dire dell’animale totemico a cui magari vi eravate consacrati: un rapace ad ali spiegate, il falco che ora campeggia alla base del collo ma che congedereste volentieri, premendo per una sua improbabile migrazione…

Ora, poco male se a queste rappresentazioni corrisponde un pigmento all’henné. Vi sarà sufficiente accordare tempo al tempo. In caso contrario, e siamo certi del fatto che se siete intenti a leggere rientrare in quest’ultima ipotesi, sarà necessario intraprendere un percorso indiscutibilmente più attivo. In altre parole, dovreste rivolgervi ad un centro di rimozione tatuaggi e familiarizzare così con la tecnica laser.

Ora, com’è comprensibile, i tatuaggi permanenti sono concepiti per durare. E parimenti, colui o colei che li contempla non certo preventivava dubbi e ripensamenti all’orizzonte. Le cose però possiedono una loro logica, ed anche il più incallito “uomo illustrato”, per riprendere il titolo di un famoso libro di Ray Bradbury, può decidere di tornare sui propri passi.

Qualora fosse la prima volta che prendete in considerazione l’idea di rimuovere un tatuaggio, vi frulleranno per la testa parecchi dubbi e perplessità.

Noi abbiamo provato a stilare un breve vademecum per aiutarvi a fare un po’ di chiarezza. 

  • Come avviene la rimozione del pigmento?

È sufficiente prendere contatto con un centro estetico specializzato. In capo a poche sedute, in regime ambulatoriale, e con tecnologia laser, potrete dire addio al vostro amato-odiato tatuaggio. Niente chirurgia dunque. E, per di più, minima invasività (ossia nessun esito cicatriziale) con la massima sicurezza.

I laser di ultima generazione emettono impulsi luminosi ripetuti, ovvero articolano un raggio focalizzato sui pigmenti senza andare a impattare sul derma circostante. Questa grande precisione consente di colpire le cellule contenenti il pigmento-bersaglio e di disintegrarne la trama in centinaia di frammenti poi smaltiti dai macrofagi dell’organismo. Le tipologie laser utilizzate rispondono al Q-S ed al Picosure.

  • Il mio tatuaggio ha molti colori. Sentivo però che la luce laser funziona bene solo sul nero…

Non esattamente. Il tatuaggio, come saprete, a seconda delle componenti cromatiche, dunque in relazione alle tonalità contenute, risponde a lunghezze d’onda differenti, questo è vero. I laser tuttavia non si avvalgono di un’unica lunghezza d’onda. Al contrario, Il Q-Switchato (Q-S) può essere regolato sui 1064 nanometri per impattare su blu, nero e marrone; sui 650 per giallo e verde; nonché sui 585 per l’azzurro o sui 532 per viola, rosso e arancione.

Chiaro, devono però essere tenuti in considerazione due ulteriori fattori prima di risolversi in materia d’efficacia assoluta sul trattamento. Parliamo della profondità del disegno e della sua età. La terapia laser avrà tanto più successo quanto meno denso e meno profondamente sarà penetrato il pigmento, ed ovviamente in relazione alla giovinezza del tatuaggio. Illustrazioni molto vecchie risulteranno più ostiche da trattare.

Rimozione tatuaggi
Fig.1

Il laser Picosure, d’altro canto, è in grado di frammentare le particelle di colore con ancor più veemenza dell’omonimo Q-S, garantendo con ciò risultati ancor più considerevoli.

  • Di quante sedute avrò bisogno?

Difficile stabilirlo a priori, in quanto l’estensione del tatuaggio è l’ennesima e ineludibile variabile. A titolo indicativo, comunque, possiamo affermare che in media bastano dalle 3 alle 8 sedute di 10-30 minuti intervallate da circa 1 mese l’una dall’altra.

  • Il tatuaggio sparirà completamente?

Non sempre, purtroppo. Verde, azzurro e giallo sono pigmenti dalla “personalità” coriacea, duri a cedere la partita. Inoltre, anche il fototipo del paziente può giocare un ruolo chiave: più è scuro e più sarà arduo rimuovere il colore.

Non da ultimo, capita che il tatuaggio particolarmente profondo o vecchio lasci un’ombra e persista nel suo fantasma sbiadito.

  • Tutti i tipi di tatuaggio sono rimovibili con il laser?

In linea teorica sì, in pratica non esattamente. Sarebbe bene che il paziente, prima di sottoporsi alla seduta di rimozione, si informi circa la tipologia di pigmento utilizzata dal tatuatore all’atto della seduta. Infatti, le composizioni cromatiche a base di ossido di titanio e zinco, se trattate con il laser Q-S vanno ad annerire irreversibilmente, pregiudicando il quadro del trattamento.

  • Sentivo che, rimosso il tatuaggio, la pelle necessiterà di particolari attenzioni…

Vero. A causa della prolungata inattivazione della melanina, la cute liberata dal pigmento andrà preservata dall’esposizione solare diretta e trattata con creme ad alto fattore di protezione.

In altri termini, dacché per almeno un mese a partire dalla seduta, la pelle non dev’essere esposta, vi consigliamo di pianificare attentamente le tempistiche e concordare le sedute con largo anticipo rispetto ai mesi estivi.

Potrete comunque interrompere il ciclo di appuntamenti in ogni momento ed optare altresì per la rimozione di una singola porzione del tatuaggio.

Rimozione tatuaggi
Fig.2
  • Il trattamento è doloroso?

No e di norma non è necessaria neppure l’applicazione di crema anestetica. Ad ogni modo, disinfettata l’area, il medico procede a dirigere il raggio sulla porzione interessata, dunque assai selettivamente, senza incorrere ne rischio di scottare il derma circostante.

La procedura risulta con ciò assolutamente indolore. L’unica sensazione percepibile è un lieve calore o al limite un leggero pizzicore.

A margine della seduta, vi congederete con una crema antibiotica ed una garza da mantenere in regione. Nei giorni successivi ripeterete le applicazioni con costanza e attenderete lo sfaldarsi delle croste e la guarigione completa dell’area. A quel punto, potrete sottoporvi alle successive sedute.

  • Vi sono controindicazioni o effetti collaterali?

In linea generale, no. Riscontrare un grado variabile di rossore post-trattamento è fisiologico e comunque trattasi di un fenomeno che tenderà progressivamente ad attenuarsi entro un paio di settimane. La tecnica, dicevamo, non lascia cicatrici sull’area, se non una pelle lievemente più chiara.

Debbono piuttosto astenersi dal trattamento i pazienti che presentino infezioni attive sulla pelle o predisposti alla formazioni di cheloidi e cicatrici ipertrofiche.

Da notare, infine, che sui soggetti con pelle olivastra o nera è possibile il verificarsi di alterazioni nella pigmentazione.

  • I costi della rimozione tatuaggi, sono alti?

Alla luce dei risultati garantiti e della sicurezza, decisamente no. In media, parliamo di 150-200 euro a seduta.

Le tariffe, oscillano comunque in base all’estensione dell’area e alla durata del trattamento. In altre parole, però, per disporre di un preventivo verosimile, è bene vi rivolgiate al centro più vicino.

 

Immagini:

Fig.1: (01:52)

Fig.2: (02:29) https://youtu.be/gpVQWV-ldvM