Psoriasi, un disturbo diffuso ma non contagioso

psoriasi

Cos’è, da cosa è causata e come contrastarla

La psoriasi è una forma di dermatite cronica che può risultare estremamente fastidiosa. Ne sono colpiti quasi 2 milioni di italiani, sia uomini che donne, in genere tra i 15 e i 35 anni d’età. Nel suo aspetto più comune è caratterizzata da macchie rosse pruriginose in rilievo, ruvide al tatto. A queste possono aggiungersi anche placche biancastre e desquamazione. Fortunatamente sono disponibili diverse terapie, tra cui un promettente nuovo farmaco.  

La psoriasi

Il termine greco da cui deriva è ψωρίασις, e rimanda al prurito persistente che ne accompagna il quadro clinico. La psoriasi, infatti, interessa la cute e può presentarsi in varie regioni e distretti cutanei (unghie comprese). Tendenzialmente tuttavia predilige i gomiti e le ginocchia, la regione sacrale, plantare e palmare, senza dimenticare il cuoio capelluto. 

L’andamento delle lesioni, descritte già nel V secolo a.C. da Ippocrate, assume carattere cronico ed è passabile di recidive, sebbene comunque non sia contagioso. Trattasi dunque di una malattia autoimmune con predisposizione genetica.

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Ad oggi è noto che questa patologia può assumere differenti forme. La più comune è la psoriasi a placche, laddove le lesioni interessate si presentano rossastre e ricoperte da scaglie perlacee. V’è poi la fattispecie guttata, che privilegia centri circoscritti come il tronco, gli arti e il collo ed è dovuta allo streptococco. Quindi si annoverano: la psoriasi eritrodermica, dovuta a scottature importanti e contraddistinta da prurito e dolore variabile; la psoriasi pustolosa, mutevole quanto ad estensione sulle porzioni del corpo e per l’appunto manifestata da vesciche contenenti pus; ed infine un’ultima tipologia dovuta alla combinazione di sudore e sfregamento, perciò localizzata in aree come l’interno coscia, genitali e ascelle.

Eziologia

L’eziologia della psoriasi, come già possiamo aver intuito, vanta una molteplicità di fattori scatenanti:

  • lo stress
  • eventi di natura traumatica locale (irritativa)
  • abuso di alcool e fumo
  • impiego di FANS
  • betabloccanti e antidepressivi
  • Candida albicans e infezione da Streptococco

All’atto pratico la malattia è determinata da una alterazione dei linfociti T, dunque da una mutazione del sistema immunitario, che inizia ad aggredire la pelle.

Cure

Le cure ad oggi impiegate spaziano dalle creme al cortisone e terapie sistemiche (con farmaci immunosoppressori), alla fototerapia e da ultimi i laser ad eccimeri.

Tuttavia siamo a segnalare che a partire dai primi mesi del 2016, è disponibile un farmaco biologico che agisce sulla proteina interleuchina. Il dispositivo, chiamato secukinumab, infatti ne neutralizza selettivamente l’azione, dacché responsabile nello sviluppo della malattia.

 

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