Onicofagia, cosa comporta e come combatterla

onicofagia

Mangiarsi le unghie in modo compulsivo

L’onicofagia rappresenta un vero e proprio disturbo che può colpire indipendentemente dall’età e dal sesso. Ciononostante, pare essere maggiormente diffuso tra gli uomini, che dedicano a questa area minori attenzioni. Si può manifestare con il solo gesto di rosicchiare le unghie o con quello di ingerirle, finanche a causarne il sanguinamento. Interessa solitamente le unghie delle mani ma è possibile che si estenda a quelle dei piedi; a lungo andare, può provocare delle vere e proprie deformazioni ungueali.

Cos’è?

onicofagia
Fig.1: Stadi dell’onicofagia

Viene considerata una problematica di tipo ossessivo compulsivo. Colpisce maggiormente durante l’infanzia, attorno ai 6 anni, con un importante picco nella fase adolescenziale, tra i 13 ed i 18 anni. Apparentemente legata a stati d’ansia e aggressività, pare venga scatenata da episodi di destabilizzazione infantile. L’arrivo di un fratellino/sorellina, ad esempio, o conflitti famigliari, possono creare un senso di agitazione nel bambino, che riesce a controllarlo unicamente portandosi le dita alla bocca. Il gesto, infatti, è riconducibile ad una stimolazione orale che ricorda il contatto con il seno materno durante l’allattamento.

Se inizialmente l’onicofagia può essere contrastata dialogando con il bambino, e sostituendo il vizio con il gioco o con un’altra attività, nell’età adulta è più complicato. Spesso e volentieri la persona non riesce a riconoscere, o ha dimenticato, quale sia la causa scatenante. È per questo motivo che si ricorre a terapie che vadano ad agire direttamente sulle unghie, con il rischio però che si rivelino meri palliativi.

Problematiche derivanti

Al di là dell’aspetto estetico, sicuramente non gradevole, l’onicofagia può comportare serie problematiche:

  • Infezioni: chi mangia le unghie in modo compulsivo finisce spesso con il creare delle vere e proprie ferite, che diventano degli ottimi lasciapassare per i batteri. Vista poi la frequenza con cui ci portiamo le mani alla bocca, tali infezioni possono facilmente attraversare il cavo orale.
  • Deformazione del letto ungueale: lo strato di cute sopra il quale poggia l’unghia può subire delle variazioni che rispecchiano le lesioni createsi. Le unghie appariranno per questo gonfie e simili ad artigli.
  • Danneggiamento dei denti: l’incessante masticazione di un materiale duro può portare alla corrosione dei denti o al loro spostamento.
  • Maggiore rischio di carie: per quanto non ci siano ancora dati clinici, sembra che chi soffre di onicofagia sia più propenso alla formazione di carie.
    onicofagia
    Fig.2: Danneggiamento

È considerato un atteggiamento autolesionistico, legato ad un disturbo nel controllo degli impulsi, ovvero un’incapacità di resistere alla tentazione. Tale incapacità è preceduta da un progressivo senso di tensione che svanisce non appena compiuto il gesto.

Terapie

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Fig.3

Vi sono diversi rimedi possibili, ma se alla base non vi è una grande forza di volontà ognuno di essi risulterà vano:

  1. Smalti: in commercio è possibile reperire appositi smalti che, grazie al loro sapore amaro o al pizzicore che sprigionano a contatto con la saliva, allontanano il desiderio di mangiarsi le unghie. In alternativa è possibile applicare i normali smalti colorati, in modo che il gesto sia più facilmente identificabile. Spesso infatti il soggetto interessato si rosicchia le unghie quasi inconsciamente.
  2. Ricostruzione delle unghie: nata proprio a questo scopo, la ricostruzione delle unghie è un trattamento offerto da estetiste e professioniste della nail care, che consiste nel creare un’unghia finta sopra a quella vera, in modo che non possa essere rovinata dai denti. Purtroppo, nei casi di onicofagia più gravi, le persone arrivano a strapparsi le unghie ricostruite danneggiando anche quelle vere.
  3. Fasciature occlusive: “a mali estremi estremi rimedi”. I più disperati ricorrono alla fasciatura completa delle falangi così che le unghie siano fuori portata. Lo stesso risultato è ottenibile anche mediante l’impiego costante di guanti, ma può risultare scomodo nello svolgimento delle attività quotidiane.
  4. Unghie finte: svolgono la stessa funzione della ricostruzione, con la differenza che sono più facili da togliere. Così, se da un lato danneggiano meno l’unghia vera, dall’altro basta un minimo urto per perderle.

 

Immagini:

Fig.1-2: https://youtu.be/Kjq9eyo1RgM

Fig.3: https://youtu.be/bb6xHNW1LHw

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