Melanina e alimentazione, il binomio della bellezza

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Come assicurarsi un’abbronzatura intensa ma sicura

L’estate è alle porte e con essa la promessa di sole, caldo e abbronzatura. Che quest’ultima sia garantita dalla presenza nell’uomo della melanina, è un concetto ormai chiaro ai più. Ma l’importanza di questa sostanza è spesso sottovalutata e le informazioni a riguardo sono a volte parziali e confuse. Vediamo quindi cos’è la melanina, quali sono le sue funzioni e come stimolarla con l’alimentazione.

Melanina

La melanina è una molecola biologica presente negli animali, nelle piante e negli esseri umani. Per quanto riguarda questi ultimi la melanina è contenuta nella pelle, nei capelli, nell’iride, nel midollo osseo e in altre zone corporee. Si tratta di un pigmento che viene prodotto da cellule chiamate melanociti quando sono esposte ai raggi ultravioletti (nella gamma tra 380 e 410 nanometri). Il suo scopo è di proteggere la cute dalle reazioni dannose delle radiazioni solari.

Funzionimelanina

Sembra che gli uomini possiedano un ugual numero di melanociti nella pelle ma che la loro attività differisca a seconda dell’etnia, dell’età, dalla zona corporea e dello stile di vita. In particolare, chi abita nelle zone tropicali presenta tendenzialmente una carnagione più scura, data dalla necessità di proteggersi dai raggi solari intensi. Essi infatti, non solo possono causare patologie cutanee gravi, ma anche inficiare il sistema riproduttivo distruggendo i folati presenti nel sangue.

I popoli nordici, invece, producono un quantitativo di melanina ridotto poiché ridotta è la percentuale di raggi UV a cui sono sottoposti. Ma poiché il sole è fondamentale per la sintesi della vitamina D, responsabile per le ossa e la crescita, è importante che la pelle ne assorba il più possibile. Da qui la carenza di pigmentazione scura. Una curiosità riguarda ad esempio il popolo esquimese, che pur abitando le zone artiche del globo terrestre possiede comunque una carnagione piuttosto scura. Probabilmente questo è dovuto ad un’alimentazione ricca di pesce, e quindi di calcio, che limita il bisogno di vitamina D.

Anche l’età è un fattore determinante per la quantità di melanina presente a livello cutaneo. I bambini piccoli, infatti, ne hanno poca e vanno particolarmente protetti dal sole. Invecchiando l’attività dei melanociti diminuisce al punto che i capelli tendono ad incanutirsi. La totale mancanza di questo pigmento provoca l’albinismo.

Tipi di melanina

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Nell’essere umano, per quanto riguarda la pigmentazione cutanea, distinguiamo due tipologie di melanina:

  1. Eumelanina: è la melanina più diffusa e si trova principalmente negli individui dalla pelle scura. Si presenta nella variante nera e in quella bruna e la sua scarsità dà luogo a capelli grigi o biondi.
  2. Feomelanina: pigmento di colore rosso o giallo, più frequente nelle donne, che presentano in genere una carnagione rosata, e nelle persone con i capelli biondi o rossi.

Cibi che abbronzano

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In previsione dell’estate e della tintarella è bene sapere che esistono alcuni cibi che possono stimolare la produzione di melanina. Si tratta in particolare di frutta e verdura contenenti vitamina A, un antiossidante naturale. Essi sono anche ricchi di sali minerali e acqua, che aiutano a mantenere l’idratazione cutanea anche durante l’esposizione. È la Coldiretti a stilare la classifica degli alimenti “che abbronzano”.

Al primo posto, non servirebbe neanche dirlo, ci sono le carote, con altissime quantità di vitamina A e betacarotene; spinaci e radicchio seguono a ruota con circa la metà della vitamina presente; le albicocche si trovano invece al terzo posto, seguite da cicoria e lattuga; il melone e il sedano presentano le medesime quantità, mentre peperoni rossi, pomodori e pesche ne hanno un po’ meno; chiudono la lista cocomeri, fragole e ciliegie.

Integratori

Se nonostante la dieta, giusta ed equilibrata, l’abbronzatura rimane comunque un miraggio è possibile rivolgersi agli integratori di melanina. Disponibili sia in farmacia che in erboristeria, essi vanno assunti con un discreto anticipo e per circa 1-2 mesi consecutivi. Va però sottolineato che non contengono melanina, bensì aminoacidi, come ad esempio la tirosina che partecipa alla sintesi della melanina a livello cutaneo. Non trattandosi di farmaci, gli integratori non sono soggetti a prescrizione medica, tuttavia è bene fare attenzione che siano adatti al proprio fototipo, che non interferiscano con altri farmaci, che non creino allergie e soprattutto che non contengano alte percentuali di grassi idrogenati e coloranti.