Geloni: prevenire e curare il noto disagio invernale

geloni

Quando l’escursione termica non perdona…

I geloni sono una compagnia sgradita ma frequente negli inverni umidi, favorita in special modo da una brusca variazione di temperatura.

Il gelone – o eritema pernio – nella sostanza altro non è che l’effetto collaterale di una significativa variazione termica subita dalla cute in un lasso di tempo molto breve.

Si manifesta come danno dei vasi sanguigni, e sebbene privilegi le dita delle mani, può comparire altresì in prossimità dei lobi, del naso e dei piedi.

I soggetti interessati accusano generalmente stati dolorosi con edema e arrossamento localizzato. Nei casi più seri, tuttavia, assistiamo al pari ad episodi di fessurazione e quindi alla formazione di vesciche in situ.

I geloni, perciò, risultano primariamente affezioni in grado di attentare alle azioni quotidiane. Il disagio assume un carattere funzionale.

Se per un verso possono interessare chiunque (risolvendosi nel giro di un paio di settimane), per un altro non dovrebbero mai essere trascurati.

Cerchiamo di capire perché.

Causegeloni

 

Le basse temperature, unitamente al grado di umidità elevato, sottopongono l’organismo ad uno stress significativo. L’esigenza di mantenere al caldo gli organi vitali, fa sì che il calore si concentri essenzialmente al centro del corpo; le estremità dunque risulteranno più fredde.

Capita allora che una repentina esposizione ad una importante fonte di calore, come ad esempio la superficie del calorifero, inducano un’eccessivamente perentoria vasodilatazione dei capillari. Quando non seguita con le stesse tempistiche dai grandi vasi, questa comporta perdite ematiche e parimenti scatena fenomeni infiammatori localizzati

In primis, assisteremo alla comparsa di una chiazza rossa, tendente al violaceo. A breve, la zona – pur mantenendosi fredda e tumefatta – tenderà a fessurarsi. Nei casi più seri, contraddistinti da vere e proprie bolle e crepe, il rischio di ulcerazione e d’infezione si fa molto serio.

Classificazione

La letteratura medica parla di eritema pernio di grado primo quando ad essere interessata è in via esclusiva l’epidermide; di grado secondo quando si apprezza la comparsa di bolle e necrosi; terzo qualora compaiano fessurazioni e l’area trascolori nel nero-blu; quarto grado, infine, se il gelone va ad interessare nel profondo le sedi muscolari e tendinee.

Sintomatologia dei gelonigeloni

Ricapitolando, comparsi i geloni, il soggetto accusa dolore, senso di pizzicore e prurito, sino a vero e proprio bruciore. Il paziente presenta difficoltà a serrare il pugno ed a flettere le dita. Manifesti saranno i disagi nelle comuni attività.

Il principio alla base del gelone è il medesimo che sovrintende al rossore delle guance, la nota rosacea. Quest’ultima, come saprete, vanta fra le cause scatenanti anche le brusche escursioni termiche.

In caso di vesciche è bene consultare tempestivamente un medico. Il rischio, altrimenti, è di andare in contro a gravi infezioni unitamente alla formazione di cicatrici e decolorazione permanente del derma.

Soggetti predisposti

Il sesso femminile è in genere più predisposto, specialmente se di basso peso corporeo e locato in climi freddi e umidi. Ad ogni modo, non va trascurato il fattore familiare, genetico. Non dimentichiamo infine il ruolo che giocano il fumo, il diabete e le malattie del tessuto connettivo (lupus, malattia di Raynaud).

Trattamento

Le opzioni prevedono massaggi con olii essenziali o creme alle erbe – ad esempio arnica e calendula (a cute perfettamente integra) – o l’impiego di creme idratanti con urea, olii vegetali e ceramidi per alleviare gonfiore e prurito, così come – nel caso di pelle danneggiata, il trattamento con antisettici e antibiotici su prescrizione medica. In caso di geloni ricorrenti la terapia farmacologica si avvale efficacemente del principo attivo nifedipina (impiegato com’è noto per la sindrome di Raynaud). Un’ulteriore strategia da prendere in considerazione, a patto che la cute interessata dai geloni sia integra, consiste nel maniluvio con acqua calda e bicarbonato.

Prevenzionegeloni

Mantenere sempre la pelle asciutta, avendo cura di indossare calzature idonee e guanti prima di uscire all’esterno, specie qualora siano noti episodi ricorrenti di geloni.

 

Dunque, limitare l’esposizione al freddo e idratare la pelle con una crema di qualità. Prestare particolare attenzione alle escursioni climatiche. Dopo aver trascorso molto tempo all’esterno non ponete le mani direttamente a contatto con i termosifoni. Lavate le mani con acqua tiepida ed effettuate alcune ripetizioni di apertura e chiusura delle dita sul palmo per favorire la circolazione. A quel punto, se necessario, preferite un getto d’acqua calda al contatto diretto con la stufa.

L’alimentazione come sempre riveste un ruolo fondamentale; sicché, privilegiate verdura e frutta ricche di flavonoidi e antiossidanti.

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