Creme solari e fattore di protezione

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Curiosità e consigli per arrivare preparati all’estate

Che l’esposizione al sole vada affrontata solo con la dovuta protezione è ormai un assioma nel mondo della bellezza. Il problema è, quale prodotto scegliere? Ecco una serie di informazioni utili.

Filtri e schermi: come funzionano le creme solari

Le creme solari sono prodotti che proteggono la pelle dai raggi ultravioletti del sole. In particolare:

  • Raggi UVB: sono responsabili di scottature e ustioni; vengono bloccati, seppur parzialmente, dalla maggior parte dei solari in commercio;
  • Raggi UVA: penetrano la pelle più in profondità e causano rughe, macchie e in generale tutti gli inestetismi legati al fotoinvecchiamento.

Entrambi possono provocare tumori della pelle, come melanomi, carcinomi squamocellulari (superficiali) o basiliomi. I filtri solari si sono dimostrati molto efficaci nel prevenire la formazione delle prime due forme tumorali; purtroppo non è ancora chiaro se possano effettivamente contrastare la terza.

Esistono due tipi di prodotti usati per la protezione dalle radiazioni solari:

  1. Filtri chimici: sono composti da sostanze (oxybenzone, avobenzone, salicilati, cinnamati) che assorbono i raggi UV e li trasformano in radiazioni non dannose per la cute.
  2. Schermi fisici: sono costituiti da sostanze minerali (biossido di titanio e ossido di zinco tra tutti) che riflettono fisicamente i raggi del sole impedendo loro di agire sulla pelle. Un tempo erano evitati per la tipica colorazione bianco intenso che conferivano alla pelle; oggi fortunatamente esistono in commercio prodotti trasparenti o comunque non evidenti.

Non tutte le sostanze possono essere utilizzate nei filtri solari. A questo proposito è possibile consultare la lista dei prodotti regolamentari CE nell’Allegato VI del regolamento N. 1223/2009.creme solari

SPF o Sun Protection Factor

Con la sigla SPF si indica il fattore di protezione di una determinata crema alle radiazioni solari e viene calcolato generalmente in vivo, procurando cioè delle scottature su volontari. Questo valore fa riferimento unicamente ai raggi UVB, protegge cioè dal rischio di scottature e ustioni ma non elimina il pericolo del cancro alla pelle. I raggi UVA, infatti, non producono arrossamenti o irritazioni ma sono comunque estremamente dannosi.

La regolamentazione CE prevede che i solari commercializzati nell’Unione Europea abbiano un fattore di protezione minimo di 6 e massimo di 50+, in quanto non è provato che fattori superiori garantiscano una protezione superiore. La percentuale di protezione dalle radiazioni, infatti, diminuisce esponenzialmente al salire del SPF: SPF 15 blocca circa il 93% dei raggi, SPF 30 il 97% mentre SPF 50 il 98%, con un solo punto di differenza tra gli ultimi due (punto in ogni caso fondamentale per chi ha la pelle chiara o sensibile al sole).

Consigli sull’utilizzo e la scelta delle creme solari

  • Tutti, indipendentemente da sesso, età e colore della pelle, dovremmo usare le creme solari. L’unica eccezione riguarda i bambini al di sotto dei 6 mesi la cui pelle, troppo delicata, non è adatta né all’esposizione al sole né ai prodotti chimici contenuti nei filtri solari. L’opzione migliore è mantenerli all’ombra e coprirli con abiti protettivi.
  • Scegliere prodotti solari ad ampio spettro o con protezione UVB/UVA (deve essere specificato). I prodotti di questo tipo in commercio devono garantire una protezione ai raggi UVA che corrisponda almeno ad un terzo di quella agli UVB.
  • Non fidarsi di diciture quali “schermo totale” o “sun block”, poiché oltre ad essere illegali, sono fuorvianti. Nessun prodotto presente sul mercato fornisce una copertura totale, motivo per il quale è meglio evitare esposizioni continuative troppo prolungate.
  • Le creme solari vanno applicate circa mezz’ora prima dell’esposizione e riapplicate più o meno ogni due ore o immediatamente dopo aver nuotato o sudato copiosamente. In questi ultimi casi è consigliabile affidarsi a prodotti resistenti all’acqua.
  • Anche la quantità di crema da spalmare è importante. I filtri solari infatti vengono testati applicando uno strato di circa 2mg di prodotto ogni cm2 di pelle, mentre nella realtà quotidiana se ne utilizza la metà se non addirittura meno. Teoricamente la quantità ideale per un’applicazione sarebbe quella contenuta in un bicchierino di liquore, che in un’intera giornata di esposizione si tradurrebbe in circa mezzo flacone di crema solare da 250ml.
  • Il SPF più adatto dipende da numerosi fattori, quali l’ora di esposizione e il fototipo. Nel primo caso è meglio evitare il periodo della giornata tra le 12 e le 16, mentre nel secondo è possibile farsi un’idea riferendosi a questa tabella.

Estate consapevole

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Fig.1: Crema solare biologica Bjobj

Quest’anno l’estate sarà all’insegna dei prodotti naturali e del rispetto per l’ambiente. Già spopolano infatti le creme solari biologiche e totalmente naturali, che non contengono coloranti o profumazioni e che si basano su filtri solari minerali, come il gamma orizanolo, l’ossido di zinco e il biossido di titanio. Tra le marche più note spiccano Bjobj, Officina Naturae, Anthyllis e Bioearth. La maggior parte di questi prodotti ha anche un minimo impatto ambientale, riducendo considerevolmente l’inquinamento delle acque rispetto ai filtri chimici. Infine, per pensare non solo alla flora ma anche alla fauna, esistono solari vegan e non testati su animali. La LAV mette a disposizione una lista delle principali marche cosmetiche tra cui scegliere.

Immagini

Fig.1: https://youtu.be/25NQ9WtUSos (2:35)