Radiofrequenza estetica, tipologie e benefici

Radiofrequenza

Cos’è, come funziona ed a chi è indicata

Radiofrequenza ad uso estetico: un manipolo posizionato sul derma scorre su di un sottile strato di gel, a massaggiare i tessuti. Frattanto, sull’area si diffonde un piacevole calore ed il paziente non avverte alcun tipo di disagio.

Finalità e azione della radiofrequenza

In appena 30 minuti è possibile coprire l’intera estensione del viso; in un’ora, anche porzioni del corpo più vaste come addome, fianchi, cosce e glutei. Gli effetti positivi sono garantiti e spaziano dal ringiovanimento tessutale, all’appianamento delle rughe, alla correzione delle smagliature e al trattamento della cellulite.
La procedura consta nel surriscaldare la porzione del derma sottocutaneo mediante onde elettromagnetiche, al fine di provocare una contrazione del tessuto. In altri termini, l’energia emessa dal dispositivo stimola l’attività cellulare dei fibroblasti affinché producano neo-collagene. 

Alte temperature

Il trattamento avviene in regime ambulatoriale.  Il paziente non avverte alcun tipo di dolore, quanto piuttosto una sensazione di calore.

Per la precisione, l’attraversamento del derma da parte di queste onde produce un’attivazione degli ioni, le cariche elettriche presenti nel tessuto. E dacché naturalmente il tessuto oppone resistenza a questa “corrente” improvvisa, il processo genera calore. L’elevata temperatura svolge allora una duplice funzione:

  • altera le molecole di collagene, contraendole;
  • stimola l’attività di sintesi dei fibroblasti producendo acido ialuronico, elastina e collagene.

Effetto lifting

Le due reazioni subcutanee si riflettono poi all’esterno con un certo grado di lifting.

L’effetto tensorio è immediato; ciò sebbene i risultati possano dirsi particolarmente apprezzabili a margine di almeno un paio di sedute a settimana per un tempo di trattamento pari 4 o 5 richiami.

Non è prevista alcuna sintomatologia dolorosa né postumi che possano interferire con una perentoria ripresa delle attività quotidiane.

Impiego

La radiofrequenza garantisce risultati rilevanti quanto a:

  • impatto sull’acne in fase attiva, mediante la regolarizzazione dell’attività delle ghiandole sebacee;
  • recupero di tonicità, compattezza della texture e luminosità della pelle sia del viso che del corpo;
  • riempimento delle rughe perioculari, glabellari, perilabiali, della fronte, del collo, e in zona décolleté;
  • correzione delle smagliature (spingendo il processo di autoriparazione) e della pelle a buccia d’arancia;
  • stimolo dell’attività lipolitica (dei grassi);
  • rassodamento di braccia, ventre, cosce, seno e glutei.

Tipologie

Non esiste un’unica fattispecie di terapia estetica con onde elettromagnetiche, bensì quattro. Abbiamo così la monopolare, la bipolare, la multipolare e infine, ultima entrata, la frazionata.

Vediamole nel dettaglio per capire quale preferire in base alle specifiche esigenze.

Prima però, due parole sulla radiofrequenza con placca capacitiva. Questa tipologia utilizza infatti una potenza decisamente elevata scendendo sino in profondità nei tessuti. Il chirurgo impugna il manipolo e lo lascia scivolare sul tessuto in oggetto di trattamento. Parimenti, colloca una placca passiva (o neutra) a contatto con la faccia opposta del tessuto di riferimento. In questo modo, la metodica risulta particolarmente adatta ad una terapia d’urto in profondità, specie per la cellulite

In virtù di quanto detto, però, la radiofrequenza con placca è sconsigliata laddove la piastra neutra può interferire con eventuali impiantologie.

Radiofrequenza Monopolare:

Questa prima tipologia di trattamento è altresì definita capacitiva e si avvale di un manipolo che funziona da vero e proprio elettrodo attivo polarizzante, dunque orientante, le molecole d’acqua presenti nel derma. Nello sfregamento delle molecole, si assiste così ad un aumento della temperatura che rompe le fibre di collagene e biostimola l’attività di neocollagenogenesi. La frequenza di questi apparecchi è compresa fra i 400 ed i 1500 kHz, con un’emissione di onde pari o inferiore ai 50w.

Radiofrequenza Bipolare:

La seconda tipologia in esame, definita anche resistiva, produce un riscaldamento detto “binario”, ossia consente di differenziare l’immissione di energia nei tessuti a seconda del loro grado di resistenza.

In genere, la radiofrequenza bipolare risulta più superficiale della precedente e l’orientamento degli ioni viene veicolato dalla distanza fra i due elettrodi (passivo e attivo) di cui è composta l’estremità del manipolo.

Radiofrequenza Multipolare:

La differenza rispetto alla precedente tipologia consta essenzialmente nella conformazione del manipolo impugnato dal medico-chirurgo. L’estremità a contatto con il derma si avvale infatti di un numero variabile di poli distanziati l’uno dall’altro al fine di creare centri differenti, e se possibile ancor più precisi, di attivazione ionica.

Radiofrequenza Frazionata:

Entrata di recente nel contesto delle terapie ad onde elettromagnetiche, si caratterizza a margine del suo leit motiv ispirato all’omonima tecnologia laser. La sorgente crea dei microdanni sugli strati superficiali e profondi della pelle. Queste colonne profonde ma infinitesimali di danneggiamenti sono circondate da aree perfettamente integre, che all’atto del processo riparativo agevoleranno la ripresa dei tessuti in tempi assai rapidi, stimolando intensamente i fibroblasti. Il principale vantaggio della radiofrequenza frazionata rispetto alle precedenti, consiste nell’intervenire direttamente anche sull’epidermide e non già solamente nella profondità del derma; veicolando un completo rimodellamento plastico della pelle, specie per le tipologie “grasse”.

I costi

Il prezzo si differenzia al variare della tipologia di radiofrequenza impiegata nonché in funzione dell’area in oggetto del trattamento.  A titolo indicativo, mediamente una seduta con la metodica frazionata è decisamente più costosa rispetto alla medesima con monopolare o multipolare. Se queste ultime partono da una soglia minima di 100-200 euro per zona del corpo, la prima muove invece dai 1.500 in un crescendo che supera i 3.000.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Generalmente gli effetti collaterali implicati dalla metodica in esame sono assai limitati e blandi. Ci riferiamo a comuni eritemi o gonfiori che tendono a scomparire in pochi giorni.

Nel caso della radiofrequenza frazionata capacitiva durante il processo di guarigione è possibile altresì assistere al verificarsi di piccole croste sulle zone bersaglio.

Le controindicazioni assolute sono rivolte invece alle donne in gravidanza o in fase di allattamento, ai pazienti affetti da eventuali cardiopatie, disfunzioni nella coagulazione sanguigna, malattie autoimmuni o con neoplasie in atto, e infine ai portatori di pace maker o di placche.

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