I laser in estetica

laser

Una panoramica sulle principali tipologie utilizzate

I laser rientrano ormai nella dotazione biomedica a livelli sempre più articolati ed eterogenei, e perciò anche nel campo dell’estetica, ove da qualche tempo vengono doverosamente apprezzati. Un apprezzamento bidirezionale, a quanto è dato vedere: sia da parte del paziente che può accedere ad un trattamento di qualità ma ad un prezzo contenuto senza con ciò rinunciare alla sicurezza, e dall’altro anche da parte del chirurgo, a fronte della grande maneggevolezza della strumentazione.

Questione di atteggiamento

Ad oggi, sul mercato, esistono differenti tecniche, dispositivi e possibilità finalizzate a prevenire, rallentare e contrastare il processo di fisiologico declino. Un invecchiamento cutaneo, però, che se certamente viene contraddistinto da un grado variabile di ptosi o lassità, d’altro canto non sempre è conferito dagli anni che passano, ma da processi di dimagrimento consistenti e soprattutto da abitudini quotidiane scorrette. Adottare uno stile di vita sano contraddistinto da una dieta corretta e da una costante, regolare attività fisica, è dunque l’elemento decisivo, più importante e dunque imprescindibile.

Benessere integrativo

In secondo luogo, tuttavia, non per forza si deve pensare immediatamente alla chirurgia ed alla sala operatoria qualora si intenda intraprendere un percorso di benessere integrativo. E sottolineiamo integrativo proprio perché per quanto gli strumenti a nostra disposizione siano sempre più innovativi, è altrettanto chiaro che non sempre la novità funge da miglior discrimine orientativa nel panorama della cura personale. I consigli dettati dal buon senso, ovvero l’attenzione all’esposizione solare, all’alimentazione e al movimento orientati e vicendevolmente orientanti il distacco da vizi e abusi, ossia l’insieme di tutti quei precetti che fanno da sfondo alla salute, per quanto datati, costituiscono ancor oggi la migliore delle prevenzioni alla lassità e al foto-danneggiamento cutaneo.

Esistono d’altra parte condizioni patologiche che non possono essere né eluse né trattate semplicemente mediante la regola del buon senso. Cicatrici di natura acneica, psoriasi, melasma, vitiligine, couperose, sono soltanto alcuni esempi.

Come risolversi dunque? Se – dicevamo poc’anzi – la chirurgia è soltanto un’ultima risorsa ed in molti casi neppure la terapia più idonea, quali possono dirsi le opzioni ambulatoriali altrettanto valide e purtuttavia molto meno invasive, perciò più sicure?

Un’orchestra eterogenea e versatile

Com’è facile intuire, non esiste un’unica tipologia di laser nel campo della medicina estetica. Pertanto, al fine di operare una più corretta distinzione fra gli stessi, siamo anzitutto a richiamare il loro funzionamento a titolo generale.

Un laser è composto da un terminale elettronico fisso o portatile, solitamente di media dimensione, dotato di pulsantiera o touch-screen con la quale il chirurgo interagisce al fine di stabilire il grado di intensità del trattamento. Al corpo principale del macchinario è connesso un manipolo che, maneggiato dall’operatore, emette – energia termica sfruttando una lunghezza d’onda variabile ricompresa entro lo spettro più idoneo a bersagliare l’area. L’emissione luminosa si tramuta in calore, ed il calore propriamente va a colpire il bersaglio. L’emissione parimenti, può essere pulsata, frazionata, oppure ancora continua.

Manipolo e applicazioni

Il manipolo può inoltre scorrere sull’epidermide e veicolare il calore attraverso un gel conduttore preventivamente spalmato sulla cute, oppure penetrare nel derma a margine di una piccola incisione. In quest’ultimo caso, la tecnologia può avvalersi, a seconda, di una microcannula o di una sonda flessibile, se possibile ancor più sottile di un ago.

Insomma, i laser sono eterogenei e vantano impieghi correttivi altrettanto differenti. Abbiamo i laser deputati alla rimozione dei tatuaggi, al trattamento di angiomi, psoriasi e vitiligine, alla foto ablazione e ancora all’epilazione, alla lipolisi ed alla correzione di difetti oculari (come nella fattispecie ad eccimeri).

Un rapido “excursus”

Presentiamo qui di seguito un rapido excursus con alcuni dei laser più noti. Ciascuna voce rimanda – per ogni debito approfondimento – all’articolo specifico:

Laser Neodimio YAG (laserlipolisi)

La fattispecie richiamata opera con una lunghezza d’onda pari a 1444 nanometri e si avvale di una microcannula rigida collocata nel derma previa incisione chirurgica di pochi millimetri (1-2). Quest’ultima, manovrata dal chirurgo in un opportuno movimento ad andirivieni, tramite la fibra ottica riscalderà il derma sino a sciogliere gli accumuli adiposi ed in parte aspirarli. Inoltre, poiché la metodica consente altresì di recidere i setti fibrosi responsabili della cellulite, garantisce un valido impiego nella terapia per la nota “buccia d’arancia”. L’effetto tensore garantito spazia così dal viso al collo, al corpo, stimolando la fisiologica produzione di neo-collagene.

Laser ND-YAG Q-Switchato

Trattasi, ad oggi, della tipologia più idonea alla rimozione dei tatuaggi, seconda solo al Picosure™. Il laser emette energia luminosa ad una lunghezza d’onda pari a 1064 nanometri per andare a frammentare, distruggere i pigmenti scuri (dal nero al blu), ed è sintonizzabile su altre tre frequenze a seconda del colore da rimuovere. Quanto al PicoSure™, l’efficacia del trattamento viene garantita specificatamente dall’estrema brevità d’impulso (fino 100 a mille volte più brevi rispetto ai Q-switched), ossia muovendo dai nanosecondi in direzione dei picosecondi. In altri termini, ci riferiamo ad un’emissione d’energia pulsata, intermittente, compresa nella scala temporale del trilione di secondo, cioè un millesimo di miliardesimo di secondo. Il tutto, si traduce in pigmenti scomposti in frammenti ancor più piccoli.

Laser a DIODO

Adoperando una lunghezza d’onda pari a 808 nanometri, il dispositivo consente la selettiva vaporizzazione dei globuli rossi ed il collasso dei vasi irradiati, lasciando integra la cute sovrastante. E poiché il “rosso puro” è esattamente il timbro luminoso assorbito dal cromoforo cheratina, la terapia ben si presta non solo al trattamento delle teleangectasie, capillari e couperose, ma anche dominio dell’epilazione permanente.

Laser CO2 ABLATIVO

Emettendo una lunghezza d’onda pari a 10600 nm con un raggio scomposto in micro-cilindri nell’ordine di grandezza dei 100 micron, il laser assicura il minimo impatto sulla pelle e in parallelo lascia zone integre per agevolare il processo di fisiologica riparazione tissutale. Viene impiegato nello skin resurfacing e in una sola seduta tratta efficacemente le cicatrici da acne. Il principio di funzionamento consta nella fotodermolisi o vaporizzazione tessutale, ossia in un surriscaldamento selettivo del derma per distruggerne le fibre, biostimolando la produzione di collagene.

Laser CO2 FRAZIONATO

Indicato per ogni tipo di pelle e (con le dovute cautele) per i pazienti affetti da melasma, il laser vanta effetti paragonabili a quelli del precedente sebbene richieda qualche seduta in più. Parimenti, producendo microscopici fori nella pelle (diametro di circa 150 micron) agisce circoscrivendo il danno termico su porzioni estremamente limitate. Le indicazioni terapeutiche vanno dal trattamento delle rughe d’espressione, ai danni causati dall’esposizione solare, passando per le cicatrici chirurgiche, smagliature e fotoinvecchiamento.

Laser ad ALESSANDRITE

Trattasi di un dispositivo largamente diffuso nell’orizzonte dell’epilazione, il quale agisce sulla melanina contenuta nel pelo (pigmento che gli conferisce il colore scuro), arrestando così la capacità riproduttiva delle cellule germinative pilifere, senza intaccare i tessuti circostanti. La lunghezza d’onda pari a 755 nanometri risulta ottimale per conseguire l’obiettivo su pressoché ogni tipo di superficie, ad eccezione dell’area perioculare. Le indicazioni terapeutiche muovono dai peli superflui in direzione dell’irsutismo, l’ipertricosi sino a follicolite e macchie cutanee.

Laser TITAN

Corrispettivo laser di ciò che il Thermage rappresenta nell’orizzonte della radiofrequenza, lo strumento veicola un efficace effetto tensorio verso i tessuti riscaldando il derma di circa 20 gradi. Il che provoca la contrazione delle fibre collagene ed esercita (nel lungo periodo) un effetto biostimolante verso i fibroblasti.

Laser DYE

Mediante un impulso calibrato sulla lunghezza d’onda di 585-595nm, il dispositivo si concentra esclusivamente sui pigmenti responsabili di angiomi, teleangectasie (i classici capillari), smagliature, venule degli arti inferiori e rosacea. La fototermolisi viene dunque perentoriamente circoscritta ai vasi sanguigni superficiali in un procedimento di eliminazione delle strutture vascolari alterate che esclude a priori qualsiasi possibilità di sbavatura a carico dei tessuti circostanti.

Laser ERBIUM YAG

Indicato al trattamento delle rughe superficiali, acne e al contempo valido nell’assicurare al paziente un periodo post-operatorio decisamente breve nell’orizzonte dello skin resurfacing, questa procedura medico-estetica si rivela sicuramente più morbida rispetto all’omonima con C02 frazionato. Forte di una frequenza d’onda pari a 2940 nanometri l’Erbium vaporizza l’acqua e quindi con essa i microstrati superficiali dell’epidermide (fotoablazione), composti non a caso proprio da un 70-80% del fluido. Il trattamento conferisce al derma un immediato effetto anti-aging, restituendo tessuti contemporaneamente più turgidi e levigati poiché stimolati a produrre neo-collagene. Il laser trova applicazione nel campo del ringiovanimento cutaneo, ovvero nello skin resurfacing, del viso. Le macroaree o terzi del volto normalmente coinvolti vanno dal superiore a quello inferiore, pertanto dalla zona frontale, perioculare, zigomatica e perilabiale. L’Erbium è tuttavia un valido supporto altresì nel trattamento delle verruche e della cheratosi.

Laser KTP a 532 nm

Trattasi di un laser Neodimio-Yag ultrapulsato che si avvale di una luce con lunghezza d’onda pari per l’appunto a 532 nanometri, ossia veicolante l’energia ricompresa nel frangente di spettro meglio assorbito dall’emoglobina. Non a caso, il dispositivo viene impiegato non solamente per il foto-ringiovanimento ma altresì per curare angiomi, teleangectasie, rosacea, couperose, verruche e cheratosi. In altre parole, i singoli shot distruggono in maniera mirata i vasi sanguigni senza alterare il derma circostante. Di norma, sono sufficienti 2-5 trattamenti per risolvere gran parte delle patologie descritte.

Laser ad ECCIMERI

Quest’ultima tipologia viene impiegata tanto per vitiligine e psoriasi, quanto per correggere alcuni dei più comuni difetti visivi legati alla refrazione. Nel particolare, lo strumento Xtrac Velocity XL 400, forte di un potenziale energetico elevato, concentra in shot di 30 nanosecondi (circoscritto su un’area fino 3 cm₂) un’emissione di raggi ultravioletti a breve impulso con lunghezza d’onda pari a 308 nanometri. L’Xtrac sfrutta la banda UVB, responsabile di una intensa stimolazione dei melanociti. Nell’ambito applicativo oculare l’intervento è utile per limitare la dipendenza da occhiali e lenti a contatto ma non per guarirne le patologie.

Laser ablativo o non-ablativo?

Non serve richiamare le singole specificità per comprendere come una lunghezza d’onda differente si rivolga con maggior efficacia a determinati pigmenti piuttosto che altri. E tuttavia non basta questa discrimina. Nel vasto panorama dei modelli in commercio, specie per tutti coloro che fossero alla ricerca di un trattamento anti-aging del volto, ossia di una riduzione della ptosi tessutale ed un relativo implemento nella qualità della pelle in termini di compattezza, luminosità ed eliminazione delle rughe, ebbene può esservi una confusione – o quantomeno emergere un dubbio – circa due termini che spesso e volentieri specificano la qualità del laser cui ci si trova dinnanzi. Parliamo degli aggettivi “ablativo” e “non-ablativo”.

Per quale delle due tipologie risolversi? Quale adottare? In ultima, quale si presta maggiormente al caso in esame?

Differenze

Ebbene, anzitutto specifichiamo che sebbene i due laser si basino sul principio della vaporizzazione dell’acqua presente nei tessuti finalizzato ad una contrazione dei medesimi con neo-collagenogenesi,

la tipologia ablativa agisce sia sullo strato profondo che superficiale della pelle, ingenerando un danno termico importante (fotoablazione),

• mentre la non-ablativa risulta molto meno aggressiva (es: Fraxel® Refine e 1550/1972), limitandosi a creare un danno dermico in profondità tramite micro-colonne d’attivazione, senza con ciò danneggiare l’epidermide.

Giocoforza, a parità di intenti, gli effetti sono effettivamente conseguiti in capo ad un numero minore di sedute nel primo caso, ma al contempo anche con un decorso post-intervento relativamente più importante.

Per la precisione, ad oggi abbiamo due principali tipologie di laser ablativi impiegati nell’orizzonte dello skin resurfacing, ossia il laser Co2 e L’Erbium Yag. Entrambi (sebbene comunque vantino anche la fattispecie frazionata e dunque più blanda) consentono di trattare solchi e avvallamenti, nonché lesioni cutanee ed esiti cicatriziali post-acneici.

In breve

I laser ablativi colpiscono in maniera alquanto selettiva una porzione cutanea vaporizzandone lo strato superficiale (fotoablazione) e ingenerando in profondità un circoscritto danno termico. Specie nel trattamento dell’acne si rivelano perciò un ottimo sostituito o al limite una terapia integrativa al punch grafting chirurgico. Come si accennava, però, il down-time, ossia il periodo di convalescenza post-trattamento, è tuttavia considerevole e comporta un intenso rossore ed un modesto bruciore accompagnati dalla formazione di croste.

All’opposto, i laser non-ablativi agiscono lasciando in sede l’epidermide, semplicemente coagulando gli strati più profondi del derma mediante micro-colonne d’attività (tecnologia frazionale), ossia in maniera alquanto selettiva, garantendo la massima protezione e sicurezza contro possibili infezioni. La tecnologia consente trattamenti estetici per il viso e tutto il corpo in un numero maggiore di sedute ma senza gli effetti collaterali dei precedenti.

Controindicazioni ed effetti collaterali

A titolo generale, i trattamenti con i laser sono fortemente controindicati ai soggetti affetti da dermatiti o acne in fase attiva, in caso di gravidanza o allattamento, diabete, disturbi circolatori, epatici o cardiocircolatori. Si rimanda agli articoli specifici per effetti collaterali e indicazioni utili al pre ed al post-intervento.

 

 

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