KTP 532, il laser che mira all’emoglobina

ktp 532

Rimuovere in tutta sicurezza i pigmenti responsabili degli inestetismi

Il KTP 532 è un laser prezioso poiché ha diverse possibilità di applicazione. Non soltanto, infatti, è efficace come dispositivo anti-aging non invasivo, ma agisce anche su alcuni tra i più comuni inestetismi legati all’emoglobina. Oltre al ringiovanimento dunque questo laser è adatto a trattare: angiomi, teleangectasie, rosacea, couperose, verruche, varici e cheratosi.

Il laser KTP 532

Il laser in oggetto rientra nella tipologia Neodimio-Yag ultrapulsato e si avvale di una lunghezza d’onda pari a 532 nanometri, verso cui l’emoglobina è sensibile. In altre parole, i singoli shot luminosi distruggono in maniera mirata i vasi sanguigni. Il tutto senza alterare il derma circostante anche grazie ad un sistema di raffreddamento incorporato.

Di norma, sono sufficienti 2-5 trattamenti intervallati da circa 3-4 settimane per risolvere gran parte delle patologie descritte.

La seduta è di durata variabile ma in genere compresa fra i 15 ed i 45 minuti. Avviene direttamente in regime ambulatoriale e non prevede anestesia se non una crema ad uso topico. Il laser KTP assicura l’immediato ritorno alle proprie attività quotidiane, dunque l’assenza di postumi che esulino da un lieve arrossamento.

Accortezze e risultati

Il paziente dovrà evitare l’esposizione ai raggi solari nel mese precedente e seguente al trattamento. Vanno inoltre sospese le creme a base di acido glicolico e le terapie con farmaci sensibilizzanti alla luce.

I risultati non tardano a farsi visibili anche grazie alla delicatezza del laser sulla pelle. Specie nel trattamento delle vene varicose, il trattamento può essere integrato con soluzioni sclerosanti.

Naturalmente l’eliminazione dei pigmenti responsabili degli inestetismi non esclude il successivo ripresentarsi degli stessi a distanza di tempo.

 

I costi

Il prezzo per seduta con il laser KTP varia dai 150 ai 300 euro.

Controindicazioni ed effetti collaterali

La presenza di eritema post-trattamento è da considerarsi un effetto abbastanza comune. Di norma esso regredisce in autonomia, sino a sparire entro 24 ore. È tuttavia consigliabile evitare di sottoporlo a sbalzi termici repentini, o potrebbe persistere più a lungo. È invece più rara la formazione di piccole bolle sul derma, destinate ad attenuarsi in capo ad una settimana.

È compito del paziente agevolare il chirurgo nella composizione dell’anamnesi, citando farmaci utilizzati e abitudini sin dal colloquio preliminare. Le controindicazioni assolute sono rivolte ai soggetti affetti da dermatiti o acne in fase attiva, alle donne in gravidanza o allattamento, ai diabetici e quanti affetti da disturbi circolatori, epatici o cardiocircolatori.