Endolift, il trattamento laser anti-aging

Endolift

Arginare con efficacia i primi svuotamenti, in appena mezz’ora di seduta

Con Endolift oggi scegliamo di concentrarci su di una tecnica dolce e veramente poco invasiva nel campo dell’anti-aging.

Parliamo di un laser a diodo che agisce sui principali segni di Endoliftinvecchiamento cutaneo del viso e del collo, come rughe, presenza di solchi espressivi netti e ptosi tessutale lieve o moderata.

Il trattamento con Endolift non prevede un’età specifica verso la quale può dirsi rivolto; vanta semmai un’indicazione terapeutica generale individuante un’età dei pazienti compresa fra i 30 ed i 50 anni. Quest’ultimo, nei fatti, è il periodo nel quale iniziano a manifestarsi le prime perdite di volume, i primi svuotamenti, e unitamente ad essi, in cui si può iniziare a prevedere trattamenti volti a lenirli, a stemperarli senza con ciò doversi rivolgere al bisturi ed alla traumaticità della sala operatoria.

La tecnologia Endolift

L’Endolift si avvale di una lunghezza d’onda pari a 1.500 nanometri veicolata sottocute direttamente con una fibra ottica di 0,2 millimetri, molto flessibile e dunque ancor più agile e sottile di un comune ago da filler.

Il paziente trattato si reca direttamente in ambulatorio, e in un tempo compreso entro i 30 minuti può dire conclusa la seduta.

All’atto preliminare, il medico somministra una lieve anestesia locale, sebbene in genere non sia richiesta. Dopodiché, infilata la fibra ottica al di sotto dell’epidermide, manipolando il software del dispositivo convoglierà la potenza richiesta all’apice della medesima.

Come funziona

Endolift

L’alta temperatura agirà di conseguenza sui tessuti stimolando la loro contrazione e giocoforza esercitando una loro messa in trazione.

La mano del medico si curerà di maneggiare la fibra percorrendo ripetute traiettorie a raggiera, in un andirivieni assolutamente indolore sotto la cute. L’operazione porta, come si diceva, all’accorciamento dei tessuti con un immediato effetto lifting, ma non solo. Il calore prodotto, infatti, nel medio periodo porta i fibroblasti ivi stimolati a produrre nuovo collagene autologo, la principale proteina strutturale della pelle.

Risultati

Il risultato estetico, dunque va consolidandosi nell’arco dei mesi mesi successivi (3-4), conseguentemente alla stabilizzazione della reazione biologica di neo-collagenogenesi, assicurandovi una permanenza complessiva pari a circa 6 mesi (termine a partire dal quale ci si può sottoporre ad una nuova seduta).

I tempi di recupero post-trattamento con Endolift sono brevissimi. Il lieve rossore connesso allo stato di rossore soggettivamente variabile e riscontrabile nell’area trattata tendono ad esaurirsi in appena 48-72 ore. Il ritorno alla vita sociale è immediato.

Aree d’intervento

Le principali aree del volto oggetto del laser Endolift sono:

  • il sottomento,
  • il collo,Endolift
  • le rughe della marionetta,
  • la regione mandibolare,
  • in generale il terzo medio e inferiore del viso,
  • la regione della palpebra (superiore e inferiore),
  • le rughe perioculari. 

I costi

In media la singola prestazione ambulatoriale muove dai 500 euro. Come sempre, d’altra parte, va tenuta in considerazione la porzione del viso trattata e la tipologia di inestetismo in esame.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Le possibili complicanze post-trattamento con Endolift, quali edemi ed ecchimosi, sono pressoché nulle. Parimenti, il rossore ed il gonfiore circoscritti tendono ad attenuarsi sino a sparire del tutto in capo a due tre giorni. Si consiglia comunque di evitare l’esposizione diretta al sole o alle di lampade durante tutta la prima settimana post-trattamento.

Le controindicazioni assolute sono rivolte a quanti soffrono di grave ipertensione, coagulopatie, infezioni e dermatiti cutanee in atto, nonché a tutti i soggetti in cura con farmaci fotosensibili, affetti da disordini ormonali e alle donne in gravidanza.

Questione di atteggiamenti: una doverosa postilla

EndoliftGli anni passano. Ma se i segni depositati dal tempo sono pressoché uguali per tutti, tuttavia non tutti reagiamo allo stesso modo nei loro confronti.

In altri termini, a parità di inestetismi o cedimenti, dunque in relazione al medesimo grado di ptosi tessutale, la vera partita può giocarsi soltanto a livello di atteggiamento psicologico. Vi sarà, dunque, chi percepirà un disagio assai alto sebbene solchi e rughe sulla superficie del proprio corpo siano molto limitati, e parimenti, dall’altra, vi sarà chi sceglie di non si curarsi troppo delle rughe nonostante il loro carattere marcato.

Spesso, comunque, i professionisti del settore medico-estetico, accolgono sia uomini che donne alla ricerca non già dell’originaria bellezza perduta o di un aspetto socialmente più piacevole – al fine dunque del temperato ripristino di un’immagine di sé che nel tempo si è andata offuscando -, bensì smaniosi di risultati spesso impossibili, dunque irrealizzabili se non al prezzo di stravolgere le proporzioni o mutare chirurgicamente i connotati.

Ambizioni e frustrazioni

Un ruolo decisivo, assolutamente ineludibile, spetto perciò alla professionalità dell’esperto. Questi dovrebbe sempre richiamarsi ad una competenza che esula dalle skills prettamente tecniche e muove verso quelle umane. Il medico chirurgo, ascoltando le esigenze del paziente, può e deve riconoscere eventuali derive pericolose dello stesso, riportandolo con buon senso su tracciati meno utopistici e anche più sicuri.

Il rischio, altrimenti, è che il soggetto varchi la soglia di un pericoloso loop mentale, piombando in una spirale emotiva tale per cui tutto quanto si è fatto e si sta facendo pare non bastare mai. Una sensazione che, tradendo la realtà dello specchio, consegna alla percezione un corpo sempre in caduta libera, e perciò desideroso di nuovi punti di presa, scale a cui tenersi saldamente, per riprendere a salire e tornare in quota.

Non di rado, un simile atteggiamento simile finisce infine con l’ingenerare ben altro rispetto ad ambizioni tradite e vaste frustrazioni, consegnando alla cronaca effetti palesemente antiestetici nonostante le originarie buone intenzioni.

Il ruolo dell’estetica

Una postilla doverosa, questa nostra; dacché la linea guida, per tutte le tasche ed i casi trattabili, dovrebbe sempre essere questa: mirare a ristabilire un’immagine di sé in cui ci si riconosca, in cui sentirsi a proprio agio, senza d’altra parte sconvolgere i lineamenti, sacrificare la propria espressività, e dunque – presto o tardi – incappare nell’eventualità di non riconoscere più il volto che ricambia lo sguardo al di là dello specchio.

La medicina estetica, riassumendo, non è l’arte di nascondere il tempo, di ingannare le stagioni e l’inarrestabile, ma dell’introdurre con metodo una piacevolezza variabile che consenta al paziente di stare bene con sé e con gli altri, senza la pretesa di congelare il proprio corpo umano in una stagione di primavera senza cambiamenti.

Il mutamento, infatti, per quanto ben arginato, colma sempre il distacco. Raggiunge ciascuno, senza distinzioni, alla velocità di sessanta minuti all’ora.

Meglio arrivare preparati; per poi accettarsi ed accettare senza pretendere l’impossibile.

La medicina estetica non si sostituisce al percorso, lo completa.

 

 

Immagini:

Fig.1: https://youtu.be/rYtyhO9gV98

Fig.2-4: https://youtu.be/KTxj6gnv_lc

Fig.3: https://youtu.be/O8pWJ32MrlY

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