CO2 laser e punch grafting, obiettivo “acne”

CO2

Foto-dermoabrasione e chirurgia tradizionale per le cicatrici

Ad oggi, grazie alla dermoabrasione con laser CO2 è possibile trattare solchi e avvallamenti di una fra le più comuni patologie che possono riguardare la pelle:  l’acne. Parliamo di un processo infiammatorio cronico ad evoluzione benigna che prende di mira il follicolo pilifero (struttura preposta alla produzione delle cellule che andranno poi a costituire il pelo) e l’annessa ghiandola sebacea.

Solitamente ai cosiddetti foruncoli che in fase attiva colpiscono in prevalenza spalle, dorso, petto, torace e naturalmente il viso, corrispondono implicazioni psicologiche non trascurabili che incidono fortemente sulle relazioni anche a distanza di anni per via delle cicatrici, ossia delle aree di introflessione, dunque di avvallamento a cratere, che l’infiammazione lascia sul derma.CO2

Il laser CO2

CO2Il trattamento laser risulta particolarmente efficace in quanto nelle condizioni di generare una grande quantità di energia su di un’area circoscritta e per brevi intervalli di tempo. In altre parole, il laser ablativo emettendo una lunghezza
d’onda pari a 10600 nm con un raggio scomposto in micro-cilindri nell’ordine di grandezza dei 100 micron, assicura il
minimo impatto sulla pelle e in parallelo lascia zone integre per agevolare il processo di fisiologica riparazione tissutale. All’opposto, i laser non-ablativi, con una lunghezza d’onda pari a 1540-1550 nm, vengono applicati per un’acne più lieve o moderata, ed agiscono lasciando in sede l’epidermide, semplicemente coagulando gli strati più profondi, garantendo la massima protezione contro le possibili infezioni.

Naturalmente, l’utilizzo di un laser non esclude l’ausilio dell’altro, che posso entrare in gioco in maniera sinergica.

La tecnica “punch grafting”

L’abrasione laser delle “ombre” lasciate dall’acne, ovvero le depressioni cutanee che risaltano a titolo di avvallamenti rispetto all’omogeneità della superfice limitrofa, così come il punch grafting, tecnicismo che rimanda alla stabilizzazione mediante sollevamento delle cicatrici stesse, sono rivolti essenzialmente a introflessioni di almeno 1 millimetro e possono essere praticati unicamente trascorsi 6 mesi dalla cessazione della fase acneica attiva. Per la precisione, optare per il punch grafting può essere una strategia a titolo esclusivo o in preparazione all’ablazione che avrà luogo in seguito.CO2

Per il punch grafting il protocollo prevede l’anestesia locale a cui segue un’incisione chirurgica che traccia il perimetro di ciascun cratere. A questo modo risulterà possibile riportare la cute interessata a livello del piano generale. Nel caso permangano eventuali rilievi o qualora precedentemente concordato, può dunque subentrare a questo punto il sopracitato laser CO2 ablativo a scopo correttivo.

L’ultrapulsato ablativo CO2

Il laser può essere eseguito ad una settimana dal punch grafting con l’intento di correggerlo mediante la produzione di necrosi degli strati superficiali della pelle. La terapia ha una durata variabile ricompresa fra gli estremi dei 30 minuti e dell’ora, in anestesia locale.

Il raggio laser all’atto del trattamento si divide in un fascio che sulla pelle compone una fitta griglia di piccoli fori (Pixels). La radiazione perciò, debitamente calibrata quanto a intessitura, penetra nel derma e provoca il repentino passaggio allo stato gassoso dell’acqua intracellulare ed extracellulare, determinando parimenti l’esplosione delle cellule a causa del vapore in esse ingenerato.

Post-trattamento

In capo ad una settimana dal trattamento la pelle, trattata con crema antibiotica, apparirà completamente rigenerata ed entro un mese anche il rossore risulterà scomparso.

Nel caso del punch grafting è possibile riscontrare modesto gonfiore post operatorio. Sarà compito del chirurgo assicurarsi che le zone trattate siano coperte da piccoli cerotti fino a completa guarigione. L’abrasione con laser ultrapulsato comporta invece un decorso contraddistinto da un moderato bruciore nel corso delle prime 24 ore e la formazione di croste o secrezioni della pelle per i primi 7-10 giorni. È opportuno evitare l’esposizione diretta al sole quantomeno per i successivi 2 mesi e trattare la superficie con una crema antibiotica a base di gentamicina.

I costi

In media, la tariffa per seduta che si avvalga di un laser C02 ultrapulsato varia a seconda dell’estensione dell’area trattata, principiando comunque da una soglia base di 200-300 euro circa, ed in media l’intervento oscilla sui 600.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Negli individui con pigmentazione olivastra, mulatta o di pelle nera è alto il rischio alterazioni cromatiche, ed in linea generale il trattamento con il CO2 è sconsigliato al paziente che tende a sviluppare cicatrici ipertrofiche o cheloidee, nonché interessato da infezioni attive della pelle.

 

 

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