PMMA, i filler permanenti contro rughe e cicatrici

PMMA

I dubbi vantaggi dei polimetilmetacrilati

In materia di filler, con il termine Polimetilmetacrilato o PMMA si intende un tipo di filler permanenti. Sono costituiti da micro-sfere di un polimero sintetico sospese in un agente colloidale. Vengono usati in genere come anti-aging contro rughe e cedimenti cutanei a lungo termine.

La tecnica e l’azione

Le microsfere di PMMA sono ritenute da molti sicure per il 60-70% dei soggetti; Tuttavia, esse comportano altresì una discreta intolleranza allergica, tanto che molti specialisti ne sconsigliano l’utilizzo.

Durante la seduta il chirurgo provvede a infilare l’ago nel derma, depositando in maniera retrograda il prodotto.

A seconda della zona trattata, si procederà infine con un lieve massaggio per assicurare la distribuzione uniforme del prodotto. Il gonfiore e il rossore causati dall’iniezione in genere scompaiono entro le 24/48 ore successive.

Bella Fill®

In commercio il prodotto più noto risponde al nome Bella Fill®, rebranding dell’Artefill®. Il prodotto, approvato dalla FDA, risulta apprezzato nel trattamento delle cicatrici acneiche in pazienti che abbiano superato i 21 anni d’età. Nel corso dei primi mesi successivi al trattamento, l’agente colloidale che incapsula le PMMA andrà gradualmente scomparendo, sostituito da nuovo collagene. Il Polimetilmetacrilato, all’opposto, permarrà a lungo. L’obiettivo è quello di produrre un’infiammazione circoscritta, laddove le PMMA – operando quali “corpi estranei” – stimolino la biologica produzione di collagene. 

Criticità

A conti fatti, il funzionamento dei filler a base di Polimetilmetacrilato è simile a quello descritto per l’idrossiapatite; quest’ultima tuttavia risulta biocompatibile.

La letteratura medica assicura l’ottimo esito del trattamento con PMMA nel 60-70% dei casi; ma non trascura la significativa porzione che in controluce si configura “non riuscita”. Le PMMA, infatti, possono ingenerare effetti patologici deturpanti anche a distanza di anni, qualora l’organismo del paziente reagisca al corpo estraneo proponendo, nella migliore delle ipotesi, un granuloma.

Le aree trattabili

Gli inestetismi per i quali vengono utilizzate le microsfere di PMMA sono generalmente: rughe medie e profonde, cicatrici da acne, contorno delle labbra, area perioculare, frontale, zigomatica e glabellare.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali dei PMMA

Gli effetti collaterali si presentano sotto forma di ecchimosi, piccoli edemi, rossore e circoscritti sanguinamenti. Posto però che tali evidenze scompaiono nell’arco di breve tempo, nel caso del Polimetilmetacrilato bisogna tuttavia aggiungere, come si è già fatto in precedenza, la possibilità contingente di sviluppare un granuloma per il 30-40% dei pazienti.

Inoltre, non è da ritenersi remota neppure l’eventualità di una migrazione disomogenea delle microsfere in zone limitrofe.

Le controindicazioni, da regola, si rivolgono ai pazienti affetti da patologie della pelle, neoplasie, herpes in atto e malattie autoimmuni. Al solito, il filler è precluso anche alle donne in gravidanza o in fase di allattamento.