Lipofilling: più di un filler, più di una protesi

lipofilling

Una mini-liposuzione per poi iniettare il grasso dove serve

Il lipofilling non è un trattamento strutturante con protesi ma al pari è molto più efficace di un impianto iniettabile altrimenti noto in medicina estetica come filler.

Filler o lipofilling: quale e perché

La rapidità delle sedute ed i costi contenuti, poi, fanno il resto.

Per chi non avesse dimestichezza nel settore dei fillers, può esselipofillingre utile anzitutto distinguere gli impianti in base alla loro origine. Come abbiamo mostrato in un recente articolo introduttivo dedicatovi, le tipologie di infiltrazione spaziano dal “riassorbibile” al “permanente”, ma per essere ancor più puntuali, dovremmo altresì distinguere i filler eterologhi da quelli omologhi (derivati da proteine strutturali animali o vegetali), nonché questi ultimi, transitoriamente presenti nella cute e in breve metabolizzati, da quelli autologhi, nei quali rientra per l’appunto anche la pratica di lipofilling che siamo a presentare.

Con la dicitura filler autogeno, intendiamo un impianto iniettabile preliminarmente estratto dal medesimo individuo che si sottopone alla seduta.

E ancora…

Le depressioni della cute sono riempite con piccole iniezioni di grasso prelevato in altre zone del corpo mediante micro-liposuzioni, che fanno del soggetto contemporaneamente un donatore e un beneficiario.

La procedura, di conseguenza, non comporta alcun rischio di intolleranza allergica o del contrarre infezioni nel lungo periodo.

Dulcis in fundo, le quantità. A paragone, se in genere per il volto vengono inoculati 1-2 ml di acido ialuronico, nel caso del lipofilling la dose può tranquillamente raddoppiare, con nette conseguenze sulla pienezza dei volumi finali. 

La tecnica

La lipostrutturazione rientra nelle procedure estetico-chirurgiche di rimodellamento del volto per rimpolparne i volumi svuotati. Nella fattispecie, si opera attingendo il materiale grasso dal donatore medesimo, precisamente nelle zone ove si trova in eccesso: fianchi, pancia, glutei, cosce, ginocchia. Il grande vantaggio garantito dall’adipe è la naturalezza e la grande morbidezza che conferisce ai risultati, per un effetto ringiovanimento tridimensionale che non si limita a stirare i tessuti verso l’alto, ma a restituirvi densità senza alterare la mimica facciale.

Allo scopo di un’accurata pianificazione dell’intervento di lipofilling, il paziente è tenuto ad informare il medico circa il proprio quadro clinico attuale e pregresso, nonché sullo stato di salute generale e le eventuali terapie farmacologiche in corso. Di norma, il chirurgo avrà premura di ricordare al paziente di astenersi tassativamente dal fumo nel mese che precede l’opera e nei due successivi, nonché di sospendere l’utilizzo del principio contenuto nei comuni antinfiammatori durante le 2 settimane antecedenti il trattamento. L’acido acetilsalicilico, infatti, potrebbe pregiudicare la normale attività di coagulazione del sangue.

Day surgery e anestesia locale

L’intervento prevede il trattamento del paziente in day-surgery, e l’anestesia locale prelude all’aspirazione del tessuto adiposo ove questo si presenta in abbondanza, ovvero fianchi, glutei, addome, cosce e ginocchia; ciò, mediante una cannula sottile che scongiura danneggiamenti o lesioni del tessuto.

In seguito, il grasso “grezzo” viene centrifugato, ossia subisce un trattamento di alcuni minuti affinché la parte corpuscolata si scinda da quella sierosa, e dunque anche sangue e anestetico precipitino in separata sede. L’adipe purificato sarà a quel punto infiltrato “a raggiera” nella cute procedendo “per eccesso”; in altre parole, inoculando una quantità lievemente maggiore alla soglia di garanzia dei risultati concordati (un 30-40%), in quanto quella proporzione sarà fisiologicamente riassorbita dall’organismo prima di stabilizzarsi (entro le 8-12 settimane).

 

Le aree trattate

 Precisamente, il lipofilling trova impiego in aree del corpo come seno e glutei, ma rende ragione di pregievoli risultati specie su decolletee, collo e volto, ove notoriamente prende il nome di micro-lipofilling. Stiamo dunque parlando della ridefinizione degli zigomi, del mento e delle guance, nonché dei solchi naso-genieni e della zona temporale, labiale e malare.

Particolarmente degna di nota è la metodica di infiltrazione del grasso centrifugato nell’area periorbitale in associazione o meno alla blefaroplastica. L’intervento ovvia alle occhiaie, restituendo volume e tridimensionalità ad un’area del viso particolarmente soggetta a svuotamenti.

L’intervento lipostrutturante viene comunque indicato altresì per riempire le aree cicatriziali post-operatorie, ovviare alle piaghe da decubito e ai segni d’ustione.

I costi

La tariffa va profilata in base alla tipologia di lipofilling, all’area coinvolta e alle quantità di adipe prelevate. In media e a puro titolo indicativo, la cifra parte dai 900 euro e raggiunge i 5.000-6.000 euro

Controindicazioni ed effetti collaterali

Il decorso post-operatorio prevede solitamente la percezione di un tollerabile e soggettivo disagio fisico circoscritto alle aree di prelievo e di filling, nonché un riscontro variabile ma lieve di ematomi ed ecchimosi. Gli effetti collaterali complessivi si esauriscono entro poche settimane.

Di rado il dolore può dirsi intenso, e ad ogni modo viene sempre prescritta una terapia analgesica. A seconda della zona di prelievo, invece, è richiesta qualche accortezza in più: inizialmente andrebbero evitati sforzi intensi e prolungati.

Tipologie e durata

In materia di lipofillers dobbiamo distinguere l’utilizzo del semplice tessuto adiposo, dai trattamenti che prevedono l’iniezione di grasso, acqua distillata e ultrasuoni, o ancora dall’Autologen, ove viene prodotto industrialmente collagene specifico, cablato sulla singola persona a partire da una quantità di pelle preventivamente rimossa dal paziente (dietro alle orecchie) e inoltrata alla casa farmaceutica incaricata alla sintesi del preparato.

Ancor più innovativo, infine, è l’Isolagen, filler autologo che da un campione cutaneo prelevato e congelato, sono posti a coltura i fibroblasti. Queste cellule del tessuto connettivo, una volta impiantate nella cute del soggetto, procederanno con la produzione di neocollagene.

fibroblasti
fibroblasti

Una terapia quest’ultima che richiede tempi di gestione più lunghi e dunque risultati certo non immediati.

 

 

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