Idrossiapatite di calcio: un riempitivo duraturo

Idrossiapatite

Il rivoluzionario materiale per i filler parzialmente sintetici

L’ idrossiapatite di calcio è un derivato osseo biocompatibile. I suoi cataboliti (enzimi preposti a metabolizzarla) infatti, sono gli ioni di fosforo e di calcio.

La CaHa come filler parzialmente sintetico è particolarmente valida in quanto garantisce l’interazione duratura con il tessuto connettivale; il che si traduce nell’aumento di volume nel derma del paziente, sia all’immediato che a margine di un’attività di neocollagenogenesi nel corso del tempo.

L’ idrossiapatite di calcio stimola la formazione della proteina strutturale collagene e assicura al contempo ottimi risultati immediati.

La tecnica e il funzionamento

L’idrossiapatite viene iniettata in miscelazione con un anestetico per ridurre gli eventuali disagi. All’atto dell’iniezione, le microsfere di CaHA immerse in un gel di contenimento, sono attaccate e digerite dall’organismo; dunque inviano uno stimolo alle fibre-collagene che a quel punto iniziano a produrne di nuovo. In seguito si assisterà ad una “seconda digestione” delle microsfere, le quali – fungendo da “spina irritativa” – ingenereranno la continuativa produzione di collagene

Nel campo dei filler riassorbibili, prima dell’idrossiapatite di calcio, non si era mai potuta ottenere allo stesso tempo una lunga durata e la soddisfacente immediatezza del riempimento.

Il prodotto (venduto sotto il brand Radiesse®) produce un’infiammazione acuta senza che questa degeneri. Lo scopo, nell’idrolisi della CaHA, è indurre il nuovo collagene di Tipo 1 a inserirsi nel posto prima occupato dalle microparticelle in oggetto.

 

Le aree trattabili

La tecnica consente di lavorare su guance, pieghe naso labiali e rughe da marionetta, nonché riempire il naso o trattarlo al seguito di una rinoplastica. Inoltre, le iniezioni di CaHA sono eseguibili sui lobi e nell’area submalare. Meglio invece, secondo alcune fonti, astenersi dal trattare labbra o la regione periorale e perioculare. La motivazione è riconducibile a noduli dovuti alla migrazione dell’idrossiapatite in seguito alla frizione mimico-espressiva.

I costi dell’ idrossiapatite

I costi dipendono dalla zona di trattamento, dalla quantità di materiale inoculato e dal numero di sedute. In media, a livello Europeo, parliamo di una somma compresa fra i 400 e i 1000 euro.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Posto che il trattamento non richiede test allergici, gli effetti collaterali (comunque transitori) sono gli stessi validi per tutti i dermal filler: locale gonfiore, piccoli edemi e arrossamenti. A margine dell’inoculazione sarà comunque premura del paziente non esporsi al sole diretto se non con adeguate protezioni quantomeno nei primi sette giorni dopo la seduta, nonché a sbalzi termici repentini.

Quanto a controindicazioni, il paziente può attingere al debito elenco stilato per i filler. Pertanto, non verranno trattati con l’ idrossiapatite di calcio i soggetti interessati da severe allergie, affetti da patologie autoimmuni o in terapia con anticoagulanti. Sono da ritenersi altresì pazienti non idonei i minori, le donne in gravidanza e quelle in allattamento.

 

Immagine:

https://youtu.be/mgiStTafk60

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