Granuloma come possibile danno da filler

granuloma

Eccezione, o prevedibile imprevisto?

Con il termine granuloma si intende un’infiammazione dolorosa di natura infettiva o dovuta a corpi estranei.  I granulomi da filler appaiono come “bozzi” o “indurimenti” antiestetici, più o meno estesi sulla cute.

Filler permanenti? No grazie

Addentrandoci nell’universo dei filler non riassorbibili si incontrano anche casi di interventi non riusciti o parzialmente falliti.

Chiaramente, esistono diversi tipi di fallimento. Vi sono fallimenti dovuti ad una tecnica d’infiltrazione approssimativa o mal eseguita. Ma nel caso dei filler riassorbibili, il tempo risolverà da sé la questione. Esistono tuttavia fallimenti di ben altro genere; insuccessi che colpiscono l’immagine delle persone, e si ripercuotono sulla sfera emotiva e psicologica.

Cosa scegliere

In questi casi è spesso la composizione dei materiali a causare complicanze. Oggi parleremo dei granulomi generati dai filler permanenti e del loro trattamento.

Se è vero che gli insuccessi capitano, non vogliamo comunque provocare ingiustificati allarmismi. Al contrario, infatti, i filler – specie per quanto concerne il collagene l’acido ialuronico -, sono sicuri e una valida alternativa ai trattamenti chirurgici. Con gli impianti non biodegradabili invece bisogna fare più attenzione.

Effetti indesiderati

I trattamenti a base di collagene bovino prevedono sempre prima un test allergologico; inoltre le controindicazioni devono essere spiegate nel corso del colloquio con il chirurgo. Non sono idonei ai filler tutti coloro che presentino storie di reazioni anafilattiche o siano affetti da patologie dermatologiche autoimmunitarie. Vengono considerati controindicazioni anche i disordini della coagulazione sanguigna, herpes in atto o ancora, gravidanza e allattamento. Ogni filler, per di più, se da un verso rileva blandi e comuni effetti indesiderati, fra i quali ecchimosi, piccoli edemi, rossore e circoscritti sanguinamenti, questi d’altro canto dipendono dal paziente.

Granuloma e PMMA

In breve, la risposta dell’organismo è imprevedibile e i granulomi potevano presentarsi anche a distanza di anni.

Ad oggi, la pratica estetica non usa più molti di quei materiali (come il silicone), e di solito consiglia filler biocompatibili. Il mercato, in proposito, offre valide alternative a chi richiede risultati prolungati nel tempo e senza usare i polimetilmetacrilati (PMMA). L’idrossiapatite ne è l’esempio antonomastico.

Rischi e complicanze

I granulomi possono infiammarsi al seguito di sbalzi termici provocando dolore e gonfiore. Nei casi più gravi possono persino comprimere le terminazioni nervose, inducendo una perdita di sensibilità e una riduzione della mimica facciale.

Di recente, per risolvere il problema non si è più costretti a ricorrere all’intervento chirurgico. Oggi è possibile liberarsi di un granuloma grazie al laser.

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La tecnologia laser intralesionale

Il trattamento moderno dei granulomi quindi avviene in regime ambulatoriale. 

Nel dettaglio, lo strumento utilizzato è denominato EUFOTON LaseMar 1500 ed è in grado di sciogliere il granuloma. Viene introdotto direttamente nella lesione e, mediante una microfibra ottica, fa fuoriuscire il filler o il silicone e sterilizza il tessuto circostante.

La presenza di pus dai fori applicativi nel corso della procedura è il segnale dell’ottima riuscita del trattamento.

Qualora l’area interessata risultasse particolarmente estesa, può essere necessario ripetere il trattamento. Il paziente tornerà allora in clinica dopo circa un mese per ripetere il trattamento. Il solo effetto collaterale, si fa per dire, sarà di tipo edematoso.

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