Filler vulvare, G-Shot e PRP per ritrovare il piacere

filler vulvare

Quando idratazione fa rima con piacere

A margine di una gravidanza e del parto, così come durante la menopausa, l’apparato genitale femminile va in contro a importanti modificazioni. Parimenti, a queste seguono impatti soggettivamente variabili sulla sfera emotiva.

Sessualità in menopausa

Con il procedere dell’età, gli ormoni estrogeni vanno diminuendo, il clitoride si rimpicciolisce, il pH vaginale aumenta. La regione si fa meno lubrificata, meno elastica, perciò più fragile e sottile. Facilmente irritabile. Altrettanto chiare figurano dunque le ricadute sotto il piano sessuale: dispareunia, dolore, prurito.

Il consiglio per mantenere in salute la regione, dunque, è la risultanza di differenti approcci interconnessi.  In altre parole, si tratta di adottare uno stile, molto più che rifarsi ad ausili temporanei.

Accorgimenti di benessere

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Certo, sono molto utili – specie per le situazioni di secchezza – le creme idratanti e detergenti a pH acido. Così come, su prescrizione medica, sono disponibili dispostivi a base di estrogeni da inserire in regione sotto forma di capsule. Ad ogni modo, però, lo stile di vita si conferma ancora una volta la principale discrimina.

Perciò cura del proprio benessere attraverso l’alimentazione e l’attività fisica. Per esempio, infatti, tanto più la flora intestinale sarà equilibrata, tanto più le difese immunitarie saranno efficienti. E ancora, tanto più i tessuti saranno adeguatamente irrorati di sangue e ossigeno mediante attività aerobica o ginnastica pelvica, e tanto più risulteranno tonici.  Non da ultimo, l’intero organismo potrà giovarne.

Per tutte coloro che chiedessero poi qualcosa di più, la medicina estetica mette a disposizione due trattamenti semplici e sicuri. Il filler vulvare e il PRP (Platelet Rich Plasma).

Vediamoli nel dettaglio.

Filler vulvare

Trattasi di un intervento ambulatoriale della durata variabile compresa fra i 10 e i 30 minuti; si avvale di acido ialuronico (in commercio, ad esempio, nel brand Desirial®) con una densità appropriata a migliorare il tono delle mucose vaginali, ripristinando il naturale turgore delle piccole e grandi labbra o contrastando l’evidenza di esiti cicatriziali ipotrofici.

Il chirurgo si avvale di un sottile ago da filler o di una microcannula, e prevede due indicazioni terapeutiche. L’impiego dell’idrogel riassorbibile, infatti, può vantare un fine puramente estetico o caratterizzarsi in base ad un ambito più funzionale.

Obiettivo funzionale:

Il filler vulvare ha scopo idratante, dunque contrasta l’ipotrofia cutanea, la secchezza e la dispareunia. Il ciclo di trattamento prevede generalmente 3 sedute distanziate da circa 60 giorni.

I sintomi sopra descritti possono dunque dirsi leniti per 6-12 mesi.

Obiettivo estetico:

Il chirurgo inocula il filler sottocute in prossimità delle grandi labbra, con la finalità di riempimento cicatriziale.

A seguito della seduta sarebbe bene non avere rapporti sessuali per almeno 7-10 giorni; allo stesso modo è consigliabile esimersi da attività sportive che comprimano o impattino direttamente sull’area. Parimenti, per 2 settimane la paziente eviterà di sottoporsi ad epilazione e presterà particolare e responsabile attenzione nel frequentare luoghi sportivi o sociali affollati ove l’igiene può risultare scarsa.

Complicanze

Fra le rare e comunque più che gestibili complicazioni figurano un leggero gonfiore, edemi circoscritti alla sede d’entrata dell’ago e ancor più eccezionalmente stati di pigmentazione con reazioni di ipersensibilità.

L’alternativa

Il lipofilling è un’alternativa all’acido ialuronico usato come filler vulvare. L’adipe viene estratto dalle sedi corporee in cui questo si trova in eccesso, centrifugato e dunque infiltrato nella sede vaginale, ove permarrà per anni.

L’intervento è probabilmente meno frequente in quanto tendenzialmente più laborioso. Prevede infatti qualche passaggio in più e parimenti una fase di convalescenza più marcata.

L’aumento del punto “G” (G-Shot)

Da ultimo, siamo a sottolineare che l’acido ialuronico viene impiegato altresì allo scopo di aumentare le dimensioni della regione femminile meglio nota come punto “G”. Il tutto allo scopo di renderla più prominente e perciò più facilmente stimolata durante la penetrazione.

In 15 minuti ed avvalendosi di un ago lungo e sottile, il chirurgo depositerà l’idrogel in un punto collocato nella mucosa vaginale, grossomodo dietro la vescica.

Un unico aspetto dev’essere tenuto in debita considerazione: non tutte le donne mostrano un punto G sufficientemente individuabile, e pertanto implementabile. L’intervento allora, per quanto sicuro e reversibile (gli effetti durano dai 6 agli 8 mesi) potrebbe non essere praticabile alla totalità delle richiedenti. Il costo varia dai 1000 ai 2500 euro circa.

Il Platelet Rich Plasma (PRP)

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L’acronimo inglese identifica un trattamento a base di Plasma Ricco di Piastrine, ovvero realizzato mediante infiltrazioni di plasma ad alta concentrazione di fattori di crescita.

Il PRP, usato anche in altri settori della medicina estetica, sfrutta le proprietà del sangue per la rigenerazione del tessuto vaginale. E poiché il plasma impiegato è autologo, ovvero donato dal paziente medesimo, non v’è rischio di rigetto.

In breve, una volta prelevato, il sangue verrà doppiamente centrifugato. Dopodiché, attivato mediante un composto di cloruro di calcio.

Come funziona

Il concentrato così ottenuto, in capo ad appena 10 minuti, contiene un numero di piastrine tra le 3 e le 5 volte superiore al plasma prelevato. Le provette sono sigillate e quindi conservate a -30°.

All’atto dell’iniezione vera e propria, il PRP – di norma pari a 20 cc – stimolerà i fibroblasti e rivascolarizzerà l’area, donando con ciò un ritrovato vigore alla regione e lenendo i disagi legati alla dispaneuria, ai pruriti ed agli stati irritativo infettivi.

Il protocollo solitamente prevede 3 sedute spalmate nell’arco temporale di circa 90 giorni (1 al mese). La metodica non ha effetti collaterali ed assicura l’immediato recupero delle attività quotidiane.

I risultati sono visibili a partire da una settimana.

I costi

In genere, il filler vulvare con acido ialuronico ha un prezzo che solitamente si aggira fra i 150 e i 200 euro a seduta, mentre il PRP vanta tariffe leggermente superiori, adottanti come soglia base i 300 euro.