Filler Bio-Alcamid ™

Bio-Alcamid

Il riempitivo che funge da protesi endogena

Filler non-biodegradabile e biocompatibile nella forma di gel polimerico trasparente con struttura reticolata derivato dell’acido acrilico, Bio-Alcamid vanta la certificazione CE e trova impiego nello spettro di correzione delle deficienze tessutali ad alto impatto, come ad esempio quelle causate dal pectus escavatum, le sindromi di Poland e di Parry-Romberg, nonché nell’orizzonte delle lipodistrofie causate dall’HIV post-assunzione di droga, e nei deficit post-liposuzione.

Nei suddetti ambiti, Bio-Alcamid si configura un’opzione alquanto soddisfacente; e tuttavia bisogna sottolineare che il filler in esame viene usato altresì per il riempimento delle rughe e l’aumento dei glutei. La tecnica d’impianto è molto simile in tutto e per tutto a quella di tutti gli altri filler; avviene dunque mediante aghi e cannule.

Cos’è il filler Bio-Alcamid

Muovendoci nel dominio dei filler, incontriamo una formulazione reBio-Alcamidlativamente recente, frutto peraltro di numerosi rimaneggiamenti ed il cui esemplare prototipico risale alla metà degli anni ’90 sotto il brand Formacryl®.

All’epoca infatti, questi era l’impianto permanente che nell’Est Europeo vantava potenzialità notevoli quanto alla ricostruzione delle deficienze tessutali, specie per quanto riguardava i difetti di natura congenita e acquisita. Fu così che dal luogo natio, la Russia, un’azienda italiana ne importò un considerevole quantitativo allo scopo di testarne e modificarne l’alchimia per accrescerne la sicurezza. Ne scaturì il Bio-Formacyl®, composto al 96% di acqua sterile e per il 4% da polialchilammide; le cui indicazioni di impiego spaziavano dalle rughe di scarsa a quelle di media entità. Parliamo dunque di finalità ricostruttive e di un aumento nelle proiezioni tessutali.

Dobbiamo attendere il 2001, tuttavia, per salutare l’ingresso in scena del nostro Bio-Alcamid 

Perplessità e pareri sfavorevoli

Stiamo parlando di un filler che in rete vanta un numero affatto trascurabile di commenti negativi, o quantomeno – adottando un linguaggio meno capzioso – pareri accesi da un oculato scetticismo. Molti specialisti del settore si pronunciano a sfavore specie perché la loro esperienza pratica “a tu per tu” con il principio è in primis nella rimozione dello stesso, piuttosto che nel suo impianto. Cosa significa questo? In breve, che se Bio-Alcamid viene usato impropriamente e in alti quantitativi può causare serie problematiche di migrazione, intolleranza e infezione, ingenerando parimenti emi-visi distorti. Bio-Alcamid, una volta nel derma si comporta sostanzialmente come una protesi endogena: il derivato dell’acido acrilico viene incapsulato, avvolto, da un sottile strato di collagene.

A ragione, dunque, non andrebbe mai iniettato in una mucosa. Labbra su tutte.

Tutt’al più, utilizzato nei profili e nei perimetri relativi, o in area zigomatica e naso-geniena (sempre con bassi quantitativi).

Ad ogni modo, ci sentiamo di dire che probabilmente andrebbe valutata alquanto attentamente la possibilità di rifarsi ai filler permanenti. Per di più, ci sentiamo di caldeggiare l’opzione idrossiapatite di calcio qualora si desiderassero risultati a lungo termine. Un impianto decisamente più gestibile.

La metodica

Il trattamento per il viso avviene in regime ambulatoriale e può essere praticato comodamente nella pausa pranzo, come ogni altro filler. La cute viene anzitutto lavata, asciugata e trattata con anestetico. Dopodiché, il chirurgo provvede a infilare l’ago nelle profondità del derma, depositando in maniera retrograda il prodotto. Un deposito localizzato dunque nel micro-tunnel ospitante creato dallo scorrimento dell’ago, ossia a margine del cosiddetto processo di “tunnelizzazione”. A seconda della zona oggetto dell’inoculazione, si procederà infine con un lieve massaggio per assicurarsi la distribuzione uniforme del prodotto.

I costi

L’inoculo del materiale prevede un costo per fiala (1ml) pari a circa 300 euro.

Controindicazioni ed effetti collaterali

In primis, al gonfiore ed al rossore che possono perdurare fino a qualche giorno dopo l’impianto, la migrazione del materiale figura fra i rischi più frequenti. Talvolta, inoltre, l’edema può protrarsi ben oltre le soglie stabilite come fisiologiche e dare adito a fenomeni di dolorabilità.

Non dobbiamo dimenticare, infine, che l’eventualità del granuloma è tanto alta quanto improvvisa. E sebbene oggi esista una metodica laser molto efficace nel rimuovere tale effetto collaterale, l’operazione resta pur sempre molto più valida ed efficace in teoria che all’atto pratico.

Le controindicazioni, da regola, si rivolgono ai pazienti affetti da patologie della pelle, neoplasie, herpes in atto e malattie autoimmuni. Al solito, l’applicazione è preclusa anche alle donne in gravidanza o in fase di allattamento.

SOCIAL
SEGUICI SU:
Beautyportale: un mondo a cui tutti, uomini e donne, possono accedere per cercare le risposte alle loro domande su bellezza, salute, benessere, sport, massaggi, alimentazione, chirurgia plastica, wellness ed estetica. Uno spazio ricco di spunti per vivere una vita all'insegna dell'equilibrio e della cura di se stessi.