Agarosio, il filler delle profondità marine

agarosio

Un estratto d’alga contro i segni dell’invecchiamento

L’estrema maneggevolezza, la biocompatibilità e la garanzia di risultati a lunga durata fanno dell’ agarosio un’ottima alternativa all’acido ialuronico nel panorama degli impianti filler riassorbibili.

Dal profondo blu…

 

In medicina estetica, questo estratto purificato d’alga marina (Agar Agar) si presenta sospeso in un morbido gel sotto forma di molecola (polimero) composta da due subunità di galattosio.

agarosio

 

 

Rispetto ai filler a base di collagene o di acido ialuronico, il gel in esame si configura come non immediatamente metabolizzabile, dacché il nostro organismo non presenta l’enzima preposto alla sua digestione (l’agarasi). Nello specifico, l’agarosio è degradato solo a margine di un attacco istocitario (macrofagico) e quindi delle galattosidasi (enzimi preposti all’idrolisi dei galattosidi) che lo scindono in D-galattoso e 3,6-anidro-L-galattoso. Nel corso del tempo, la completa degradazione dell’impianto avviene attraverso la via dei pentoso fosfati (Pentose phosphate pathway), ciclo o processo metabolico obbligato per tutti quei batteri che non contengono l’enzima glicolitico aldolasi (ALS). Ed è riemergendo da questo breve excursus sui processi cui è sottoposto il gel, che si palesa con chiarezza il motivo per il quale il filler a base di agarosio permane a lungo nell’epidermide.

Agarosio e impiego estetico

Ad oggi, il gel in esame viene utilizzato come antiaging tanto per le rughe superficiali quanto per quelle più profonde. Pertanto, il chirurgo, tenuto conto delle esigenze e della realtà cutanea del paziente, opterà a seconda per la fattispecie a bassa densità o ad alta intensità; quest’ultima, indicata nel trattamento dei volumi e pienezza delle labbra.

La tecnica

Utilizzando una siringa munita di ago di piccolo calibro, parliamo di un 32 “gauge”, il chirurgo procede a inoculare il gel nell’epidermide con tecnica lineare a rilascio retrogrado (ossia creando un tunnel con la micro-lancia per depositare il gel nel ritrarla) solitamente in due sedute qualora si parli di “primo impianto”. In altre parole, sarebbe buona norma dapprima effettuare il riempimento utilizzando una quantità minima di preparato (e comunque mai in “ipercorrezione”), cosicché i volumi risultino certamente rivisti ma non ultimati. Dunque, in capo a 7 giorni o entro 2 settimane, procedere con la seconda seduta e concludere la pratica.

Di norma, come per tutti i filler, il dolore percepito al momento dell’iniezione è una questione soggettiva, ma lieve e transitorio. I risultati invece, sono osservabili fino a 8 mesi (nel 70% dei casi).

In prossimità del riassorbimento dell’agarosio, sarà possibile procede con una nuova inoculazione in seduta singola, così come per gli eventuali successivi richiami.

Le aree trattabili

 A suggerire un intervento di filler a base di agarosio possono essere rughe e inestetismi dovuti al fumo di sigaretta, le classiche “bar codes” perilabiali, o altresì perioculari, frontali e interciliari. Come si accennava sopra, a profondità maggiore delle depressioni seguirà una densità maggiore del gel. In quest’ottica, la correzione dei volumi a livello zigomatico, del mento, dei solchi naso genieni o ancora dei perimetri malari e delle labbra nella loro interezza viene solitamente preferita una soluzione ad alta densità.

 I costi

Come vuole la prassi relativa al campo dei filler, la parcella va calcolata per singola seduta e per fiala. Nel complesso, il prezzo finale varia perciò sensibilmente a seconda dell’area trattata.

Nel nostro caso, i costi “per fiala” muovono dai 300-400 euro.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Non è necessario alcun test allergologico, ma il trattamento è da ritenersi impraticabile qualora il soggetto presenti una storia di reazioni anafilattiche o sia affetto da patologie dermatologiche autoimmunitarie, disordini della coagulazione sanguigna, herpes in atto o ancora, nella fattispecie, qualora si tratti di donne in gravidanza o in fase di allattamento.

Tra i comuni effetti indesiderati (ma fisiologici) si annoverano invece: ecchimosi, piccoli edemi, rossore e circoscritti sanguinamenti. Tutte evidenze che tendono a scomparire nell’arco delle 24-48 ore successive.

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